Pubblicato il

Le Alpi

SOVRACOPERTA_Le Alpi
Alessandro Gogna, Marco Milani
Cartonato con sovracoperta plastificata a colori, formato cm 22×29, pagine 128 con 110 immagini a colori
Fotografie di Marco Milani
ISBN 978-88-8068-258-5
9,90 €

Le più spettacolari immagini del versante italiano delle Alpi, scattate dal grande fotografo di montagna Marco Milani con introduzione e notazioni del celebre alpinista Alessandro Gogna.
Più di 100 emozionanti panorami che descrivono il fascino e la maestosità della nostra catena alpina, raccolti in questo elegante volume ad un prezzo veramente speciale.

Dall’introduzione di Alessandro Gogna
«…la Natura sembra voler nascondere agli uomini le sue vere bellezze, alle quali essi sono troppo insensibili, giacché le sfigurano tosto che vi possono mettere mano. Essa fugge i luoghi frequentati: le cime de’ monti, il fondo delle foreste e l’isole deserte sono le scene ove essa spiega i suoi più dilettuosi incanti. Coloro che l’amano, e non possono raggiungerla così lungi, sono ridotti a violentarla, ed a costringerla in qualche modo ad abitare con loro, e tutto questo non si può fare senza qualche illusione» (J-J. Rousseau, “La Nouvelle Héloise”, 1761).
Il successo riscosso da La nouvelle Héloise in Europa doveva indurre parecchi lettori ad accogliere l’invito di Rousseau ad avvicinarsi ai luoghi ove la natura meglio si esprime. ma la maggior parte dei viaggiatori continuò a tenersi distante dalle montagne. Precipizi e altezze rimanevano ancora il fondale, lontano e inavvicinabile, di un viaggio che procedeva oltre.
[…]
Purtroppo non è possibile documentare tutto ciò che si vede e soprattutto ciò che si sente: anche opere importanti hanno i loro limiti. Tante sono le pubblicazioni che hanno mostrato e divulgato la montagna alpina in ogni aspetto particolare: dall’uomo e la sua sopravvivenza alla cultura e alle usanze montanare, dai boschi ai fiori, dai funghi agli insetti. Anche geologia, litologia, idro e glaciologia hanno avuto documenti validi. Molte sono le guide apparse in libreria che descrivono i sentieri e il modo di raggiungere le cime, guide tascabili pratiche soprattutto per chi abbia già idea di come sono fatte queste montagne.
Questa è un’opera che vuole mostrare, con semplicità e passione, le bellezze delle nostre Alpi e la ricchezza delle sue risorse di solitudine e di pace. Vuole portare al tavolino del sedentario costretto alla guerra quotidiana della città, il modo più semplice di provare dentro di noi quella pace di cui oggi si parla tanto, a volte senza sapere cosa è davvero la pace stessa.
Percorrere con gli occhi le immagini che noi proponiamo è un primo invito, una presentazione limitata ma non limitante. I nostri ricordi, qui riprodotti, raffigurano esattamente ciò che chiunque può ripercorrere, proprio ciò che ogni turista può vedere. Solo, in alcuni casi ci vuole una grande fortuna.

Pubblicato il

Le montagne più belle

A cura di Alessandro Gogna e Marco Milani
Priuli&Verlucca, 2006-2008
I volumi sono cartonati con sovraccoperta plastificata a colori, formato 21,5×28 cm, 128 pagine, con fotografie a colori e immagini d’epoca.

Oggi l’Europa si avvia zoppicando ad una sofferta unione, le Alpi sono sempre più simbolo di unione che di divisione: sempre più occorre osservarle e farle conoscere in un modo che possa essere accetta­to da tutte le culture. In questo processo la più grande difficoltà che s’incontra è il descrivere la materia in maniera personale ma con uno stile spoglio e rigoroso, il lavoro difficile che deve mettere alla portata di tutti una cultura geografica, coniu­gando esperienza e spettacolarità, partendo dalle varie vette simbolo.

Le montagne sono già note al pubblico per la loro bellezza e per la loro importanza. A titolo d’esempio, Monte Bianco, Cervino, Monte Rosa, Gran Paradiso, Monviso, Lavaredo, Marmolada, Civetta, Campanile Basso, solo per stare su Alpi, e K2, Everest, Nanga Parbat e Annapurna, se si vuole spaziare sul resto del mondo.

Per ogni montagna si percorrerà la sua storia, da ciò che è successo alle popolazioni ai suoi piedi a quanto l’uomo ha saputo compiere alpinisticamente sui suoi versanti, da ciò che la fantasia ha creato di leggendario alle peculiarità naturali (roccia, ghiacci, flora e fauna), dall’iconografia ottocentesca a quella moderna.

 

978-88-8068-324-7_ridimensionare
Cervino Monte Rosa
A cura di Alessandro Gogna, Marco Milani
ISBN 978-88-8068-324-7
14,90 €

978-88-8068-327-8_ridimensionare
Gran Paradiso
A cura di Alessandro Gogna, Marco Milani
ISBN 978-88-8068-327-6
14,90 €

978-88-8068-328-5_ridimensionare
Monviso Alpi Marittime
A cura di Alessandro Gogna, Marco Milani
ISBN 978-88-8068-328-5
14,90 €

978-88-8068-332-2_ridimensionare
Dolomiti Trentine
Brenta, Catinaccio, Sella, Marmolada, Pale di San Martino, Sassolungo
A cura di Alessandro Gogna, Marco Milani
ISBN 978-88-8068-332-2
14,90 €

978-88-8068-333-9_ridimensionare
Dolomiti del Sud Tirolo
Catinaccio, Sassolungo, Odle, Sella, Lavaredo
A cura di Alessandro Gogna, Marco Milani
ISBN 978-88-8068-333-9
14,90 €

dsc_9495_ridimensionare
Monte Bianco
Basta dire «Bianco», e molti italiani ed europei sanno che è il nome della più alta e imponente cima delle Alpi. E per chi ama la montagna questo nome significa anche molto di più, perché rievoca nozioni precise, forse ricordi personali. L’alpinista dice di andare al «Bianco» anche quando ha per meta altre vette adiacenti: e questo la dice lunga sulla complessità geografica di questa catena che, al fondo della Valle d’Aosta, culmina a 4810 metri.
Questo volume ci illustra e ci documenta la vetta, la storia della sua conquista, il carosello di cime tutt’altro che secondarie, i ghiacciai e le valli Ferret e Veny che ne accolgono le basi. Poi abbiamo incluso anche Courmayeur, con la sua storia, e le montagne turistiche dei dintorni. Tutto ciò avviene in 2600 metri di dislivello, tra contrasti enormi e quasi incredibili. Ma queste sono solo cifre aride e fredde.

A cura di Alessandro Gogna, Marco Milani
ISBN 978-88-8068-323-3
14,90 €

dsc_9496_ridimensionare
Dolomiti Bellunesi
Lavaredo, Civetta, Tofane, Antelao, Sorapìss, Monti del Sole, Marmarole
A cura di Alessandro Gogna, Marco Milani
ISBN 978-88-8068-331-4
14,90 €

978-88-8068-393-31_ridimensionare
Everest. Più alto del cielo
A cura di Alessandro Gogna, Alessandra Raggio
ISBN 978-88-8068-393-3
14,90 €

978-88-8068-394-0_ridimensionare
K2. La montagna grande
Una storia del K2, «la montagna degli italiani», dall’insolita storia del nome, che vince ma non soddisfa, al popolo dei baltì, alle valli del Sinkiang cinese, alla destinazione Circo Concordia. A prevalere sul testo – sobrio – e sulle didascalie più sobrie ancora – sono le belle fotografie che raccontano morene e guadi, tramonti e vette, santuari e accampamenti, portatori e ascensioni, avamposti e passaggi impervi, nevi e crepacci, vele di ghiaccio. Una rinnovata avventura.
A cura di Alessandro Gogna, Alessandra Raggio
ISBN 978-88-8068-394-0
14,90 €

978-88-8068-395-7_ridimensionare
Annapurna. La dea dell’abbondanza
Un volume che con splendide fotografie illustra l’epopea alpinistica del primo Ottomila conquistato, con particolare attenzione alle imprese più ardite, dalla prima ascesa ad opera dei francesi, all’incredibile via aperta negli anni Settanta dagli inglesi di Bonington, fino alle cavalcata a ritmo forsennato di Loretan e Troillet.
A cura di Alessandro Gogna, Alessandra Raggio
ISBN 978-88-8068-395-7
14,90 €

978-88-8068-396-41_ridimensionare
Nanga Parbat. La montagna nuda
A cura di Alessandro Gogna, Alessandra Raggio
ISBN 978-88-8068-396-4
14,90 €

Pubblicato il

Maestri delle altezze: storia delle guide alpine di Ayas

maestrialtezze
Alessandro Gogna e Alessandra Raggio
Ayas, Società guide Champoluc, 2012 – rilegato, 128 pagine, numerosissime foto a colori e B&N, formato 22×28,4 cm
Euro 35,00

Caratterizzato da un layout moderno e curato, Maestri delle altezze colpisce anzitutto per la stupefacente ricchezza di immagini che ne arricchiscono le pagine: una vera e multiforme carrellata di volti e montagne, immagini spesso inedite o precedentemente introvabili, ricordi di ascensioni e soccorsi in alta quota, che già da sola sarebbe sufficiente a descrivere appieno la lunga attività delle Guide alpine ayassine nel corso dei decenni. Precise e piacevoli le didascalie, che rendono più semplice la comprensione ed il posizionamento in un contesto temporale delle immagini. Il testo propone una lunga e avvincente cronistoria delle Guide della Val d’Ayas, dagli albori alle grandi ascensioni, dal dolore delle tragedie alpine al quotidiano successo di un’attività preziosa per il territorio e per l’accompagnamento di generazioni di alpinisti.
Il volume offre una approfondita visione delle molteplici attività intraprese dalle Guide alpine di Ayas sin dagli albori della loro professione. Ricca e accurata dal punto di vista storiografico, l’opera non cade mai nell’eccessiva dissertazione, rendendo sempre piacevole e sorprendente la lettura. Grazie infine al suo taglio editoriale e alla concezione moderna dell’intero lavoro, si propone come esempio per l’editoria “di montagna” strettamente inerente a un micro-territorio, in un’epoca di forte crisi e scomparsa per tante realtà editoriali alpine o storicamente legate alle terre alte.

 

Pubblicato il

Insieme in vetta

insieme_invettaAlessandra Raggio, Alessandro Gogna
Mondadori, 2013
ISBN 978-88-370-8421-9
14×21 cm, 228 pagine

Esaurito

Ho imparato che nella vita le cordate (non solo quelle alpinistiche) si formano e si scelgono non sulla base delle convenienze ma di un feeling particolare. E quando questa sintonia è speciale, arrivano successi analoghi“. Così ha dichiarato il noto alpinista Simone Moro in un’intervista rilasciata prima della partenza per il tentativo di prima ascensione invernale del Gasherbum II in Karakorum (Pakistan). Ascensione portata a termine con successo in 22 giorni il 2 febbraio 2011, insieme al kazako Denis Urubko e l’americano Corey Richard.

Fare cordata è un’esigenza istiniva e fondamentale, una cooperazione a due dove l’uno deve avere cieca fiducia nell’altro. Per questo “cordata” è una parola che ha trasceso il suo significato puramente alpinistico per rappresentare un’unione ideale e concreta tesa a raggiungere uno scopo comune affrontando insieme le avversità.

La storia dell’alpinismo offre un ricchissimo campionario di cordate, imprese straordinarie il cui racconto permette di capire a fondo le motivazioni dei singoli nella costruzione degli obiettivi e l’atteggiamento mentale che permette loro di fronteggiare le situazioni più difficili.

Nella storia dell’esplorazione delle montagne di tutto il mondo, dal XIX secolo a oggi, alcune cordate si sono particolarmente distinte per grandezza e per quantità di successi ottenuti. Questo libro narra in modo avvincente e con un puntuale apparato iconografico le vicende umane e i forti legami che hanno caratterizzato venti fra le più grandi cordate di sempre: dalle scalate di fine Ottocento di Albert Frederick Mummery e Alexander Burgener a quelle di Riccardo Cassin e Vittorio Ratti negli anni Trenta fino alle imprese di Reinhold e Günther Messner.

Pubblicato il

Mezzogiorno di Pietra

dsc_9494_ridimensionare

Zanichelli, 1982
ISBN 88-08-04336-3
Cartonato con sovracoperta plastificata a colori, formato 19×27 cm, 162 pagine, con numerosissime immagini in B&N.

Esaurito

Mezzogiorno di Pietra è un cult dell’arrampicata che rivaluta le potenzialità in roccia del Sud Italia nei confronti di quelle classiche e scontate del Nord e dell’arco alpino: arrampicata anche come ricerca ed esplorazione, un modo di vivere.

Pubblicato il

La parete

dsc_9489_ridimensionare
Zanichelli, 1982
254 pagine, formato 14,5×21

Esaurito
E’ l’autobiografia di uno dei più riflessivi alpinisti della nostra epoca. Attraverso le belle e le brutte avventure della nostra vita in montagna ci siamo impegnati a scalare la parete che tutti abbiamo dentro. E’ uno di quei risultati per il quale si combatte fino all’ultimo…

Recensione di Marco Bellini, da Intra i sass
Avere presente “Un alpinismo di ricerca” come modello di esplorazione di se stessi può essere fuorviante nell’approccio a questo libro, sicuramente. Alessandro Gogna ha smesso i panni dell’alpinista di punta, ha chiuso gli anni giovanili delle imprese estreme vissute come protagonista. Questo libro è profondo, più profondo di ogni riflessione che può nascere mentre si è in parete; tutto nasce dalle snervanti attese in tenda al campo base, dai lunghi periodi di vita spesi a casa, sui sentieri e per le strade. Se prima Gogna risolveva i problemi e le crisi gettandosi in imprese grandiose ed estenuanti, adesso si ferma e si chiude su se stesso, cercandosi dentro un motivo, una ragione. Da sempre dare anima e corpo all’alpinismo, concedendogli ogni secondo del nostro tempo, non aiuta la riflessione in profondità. Gogna lo ha capito, e tra una scalata in Yosemite e una in Scozia, tra l’Annapurna e il K2 si è spesso fermato a riflettere, elaborando un senso per le angosce e i dubbi che sempre, da che mondo è mondo, rincorrono una persona sensibile anche su per le montagne.

 «Nel mio libro precedente Un alpinismo di ricerca concludevo le mie teorie con le due fatidiche parole a stampatello: rivoluzione totale. […] In seguito non potei più evitare di pormi lo domanda: quale rivoluzione totale? L’idealismo mi spingeva a credere che dopo la rivoluzione toccasse a noi ricostruire […]. L’Annapurna e i suoi seracchi m’insegnarono che non toccava a me ricostruire un bel niente. Ciò sarebbe stato solo un atto di orgoglio. L’unico atto che mi si richiedeva era il continuare l’esplorazione di me stesso senza pretesa di successo».
Lo stile, rispetto a prima, è il medesimo; l’onestà cristallina della penna è però eccezionale. Gogna vive un momento di profonda revisione e cambiamento; smette la montagna come un abito usato che non dà più le stesse soddisfazioni e richiede troppe attenzioni per restare stirato a puntino e alla moda. Mollare l’alpinismo di punta gli costa alcuni amici, che con lui erano legati solo dalla corda, obbliga a rileggere le relazioni personali. Viene da chiedersi perché andare in montagna con tutta quella frenesia. S’allunga l’ombra di essere considerato ormai “accademico” e “vecchio”, laddove pochi anni prima ci si sentiva il grande alpinista che saliva la Walker in solitaria. Gli amici non capiscono perché mollare, quando le cose girano e la roccia è in attesa. Non capiscono e spesso se ne vanno, scuotendo la testa stupefatti o irritati. La questione è proseguire la propria vita senza restare schiavi di un passato che, effettivamente, ha il suo peso.
La spedizione al K2 è raccontata da un uomo che si sente sempre un secondo di cordata, abbattuto, abbruttito dalla fatica, dall’incertezza e dai problemi intestinali. Gogna non giocò realmente quel ruolo, arrivò anche da solo ad una quota molto alta per piazzare il campo, ricevendo gli elogi dei membri della spedizione. Lui però si vide così: stanco, dubbioso. Tutti gli altri alpinisti sembravano più forti e resistenti di lui, con più volontà, maggiormente preparati e motivati. E Gogna descrive lucidamente come fece, giorno dopo giorno, a trovare la forza di restare al campo o di salire, di bere anche solo un po’ di the.
Forse si tratta di un libro che non entusiasmerà chi si gode la montagna come momento di realizzazione di se stesso, di autoesaltazione anche inconsapevole. Avere la sensazione di essere alpinisti, e quindi meglio dei semplici gitanti, è già di per sé negativo e il libro lo sottolinea impietosamente. Gogna segue la linea tracciata da Motti e da I falliti, cercando di affrancarsi dalla montagna ad ogni costo e ritrovare con essa un rapporto più pulito. È il manifesto per comprendere Gogna come si presenta oggi, quando propone di raggiungere il Monte Rosa partendo a piedi dal Canavese. In questa traccia si colloca anche l’onestà schietta con cui si disegna sulla pagina bianca; non ci viene nascosto nulla, ogni meschinità viene esposta all’analisi impietosa. Superare, cambiare, migliorare; lo scopo dello scalare la parete è farsi migliori, prendere dal mondo solo ciò che si è coscientemente ripulito e accettato, rifiutando senza superbia il resto.
Impietosa la breve storia della morte di Guido Machetto, narrata su un palcoscenico di burattini, critica e corrosiva. Il giudizio è inappellabile: Machetto è morto preso nel turbine dell’alpinismo di punta, senza saperne sfuggire.
«L’ombra è ormai accanto all’operaio, lo colpisce leggermente alla nuca e ne estrae qualcosa di impalpabile. La voce spiega che è stata tolta l’essenza vitale, il ‘prana’ che non deve morire. L’ombra getta nel vuoto quell’essenza vitale. L’operaio rimasto solo corpo si accosta al balcone e si lascia cadere nel vuoto inerte, sfracellandosi a terra. Questo doveva succedere ed è successo.
Uno spettatore urla: ‘Così è morto Guido Machetto!’».
Questa vena critica percorre tutto il libro, lo rilega col filo della coerenza, ma non è mai una critica volgare di chi invece sente di aver trovato, al di fuori, la strada giusta. Gogna è su un’altra pista, ma il dubbio su dove porti e se sia buona, se sia una via con un cuore lo perseguita, lo sospinge, lo avvolge. Non c’è presunzione e neppure un’esagerata autocommiserazione: c’è lucidità e analisi di sé senza falso amor proprio.
Chi vi si accosta per cercare le grandi eroiche imprese, troverà principalmente passeggiate sui sentieri, case in Val d’Ayas, immagini oniriche e descrizioni trasognate di fantasie un po’ cervellotiche. L’unica cosa cui posso associarlo, con una relazione gettata dall’istinto, è Una frontiera da immaginare di Andrea Gobetti, anche se vien meno lo spirito goliardico e le sbronze che in questo sono onnipresenti. Ma quella narrata qui è un’epoca successiva della vita di una persona.
La parete non aggiunge nulla di più di quel che già era noto alla cronologia dei fatti, ma se la storia dell’alpinismo è – almeno per alcuni – storia di persone e dei loro vissuti anche quotidiani, questo libro batte allora una strada raramente percorsa. Non ci sono imprese alpinistiche che ispirano l’emulazione. Forse però qualcuno sentirà il bisogno represso di essere un po’ più onesto con se stesso, forse qualcuno si metterà in marcia per rivedere il sentiero della propria vita, tentando di liberarsi di tutto ciò che fino ad oggi aveva tollerato perché incapace di gettarlo fuori. E per un libro di alpinismo non è risultato da poco.
Pubblicato il

Sentieri Verticali

dsc_9499_ridimensionare
Zanichelli, 1987
ISBN 88-08-04336-3
Cartonato con sovracoperta plastificata a colori, formato 19×27 cm, 162 pagine, con numerosissime immagini in B&N.

Esaurito

È la storia dell’alpinismo dolomitico vista attraverso le imprese che più hanno significato negli anni. Dalla storica ascensione del 1726 al Cimon del Cavallo fino alle ultime imprese di Manolo.

Imperdibile, essenziale, forse irraggiungibile nella sua rigorosità, precisione, cronaca, ricerca: la storia dell’arrampicata nelle Dolomiti.
Un punto di riferimento per tutti coloro che si dovessero accingere a scrivere o leggere di arrampicata (Dal blog di Planetmountain).

 

Pubblicato il

Cento Nuovi Mattini

dsc_9493_ridimensionare

Esaurito

Scalate brevi e libere in Piemonte, Val d’Aosta, Lombardia, Liguria, Emilia, Toscana, Lazio e Sardegna

È un cult dell’arrampicata (arrampicata libera ma ancora meglio arrampicata e basta): all’inizio degli anni ‘80 cominciava ad esistere l’arrampicata in falesia, e si cercava di capire se questa fosse un’alternativa povera o un “alter-ego” dell’alpinismo. Un libro che, senza volerlo, ha fatto scuola.

Cartonato con sovracoperta plastificata a colori, formato cm 22×28, pagine 232, con 100 disegni e più di 100 immagini a colori e B&N.
Editore: Zanichelli, 1981

Pubblicato il

Grandes Jorasses Sperone Walker: 40 anni di storia alpinistica

707

Nordpress (Chiari, BS), 1999
Collana: Campo base
Formato: tascabile
ISBN 9788885382428

Esaurito

Dopo la prima edizione del 1969 (primo libro di Alessandro Gogna, Tamari Editori, Bologna) ecco nel 1999 la seconda edizione. È l’accurata storia della famosa via Cassin sullo sperone della Punta Walker delle Grandes Jorasses. Vi sono compresi tutti i tentativi alla grande parete, fino alla conquista di Cassin, Esposito e Tizzoni del 1938. Seguono le ripetizioni e le avventure sull’itinerario fino alla prima invernale di Walter Bonatti e Cosimo Zappelli (1963) e la prima solitaria di Gogna (1968).

Prima edizione
ccc0010

 

Pubblicato il

A piedi in Valtellina

aaa0002
Alessandro Gogna e Giuseppe Miotti
Istituto Geografico De Agostini, 1985
Banca Popolare di Sondrio, 1985
21,5×29 cm, 224 pagg.

Esaurito

40 itinerari descritti e illustrati fra Orobie, Retiche e Lepontine.

Mancava un’opera che mostrasse, con semplicità e passione, le bel­lezze della natura valtellinese e la ricchezza delle sue risorse di solitu­dine e di incontaminatezza. Mancava un libro che portasse a tavolino l’essenza della montagna di Sondrio, di Bormio e di Chiavenna, in specie sul tavolino di chi per istinto sarebbe portato a conoscere di più e ad amare di più ma che per tante ragioni deve seguire una stra­da sedentaria. Ecco lo scopo delle nostre fatiche: puntare tutto l’inte­resse del libro sulla natura della montagna, nei suoi aspetti più spetta­colari, più tenui, più selvaggi, più grandiosi, più timidi.

Percorrere con gli occhi gli itinerari che noi proponiamo è un pri­mo invito, una presentazione limitata ma non limitante, almeno nelle nostre intenzioni. Le immagini qui riprodotte raffigurano esattamente ciò che chiunque può ripercorrere, proprio ciò che qualunque turista può vedere. Solo in alcuni casi forse ci vuole una grande fortuna: cer­ti animali non sono così facilmente avvicinabili e solo l’abilità e l’esperienza di Adriano Turcatti e di Giuseppe Bocchio hanno potuto rimediare alla grande difficoltà di attendere il passaggio di un animale nel punto giusto al momento giusto.