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Consonno: il fascino di un paese fantasma

Consonno: il fascino di un paese fantasma
(da borgo antico a paese fantasma, passando per la Las Vegas della Brianza)


Consonno è una frazione del comune di Olginate (Lecco), sita sul Monte di Brianza, di cui resta solo la chiesetta di San Maurizio, con l’annessa casa del cappellano e il cimitero. Un eccentrico industriale brianzolo, il conte Mario Bagno, nel 1962 volle trasformare questo antico borgo, immerso nel verde di prati e colline, nella mecca brianzola del gioco d’azzardo. Aveva acquistato il tutto per 22 milioni e mezzo di lire.

La sessantina di abitanti rimasti post-spopolamento (nel 1881 ne erano stati censiti quasi trecento) fu in qualche modo sfrattata, i pochi edifici furono abbattuti, compresi il comune, l’osteria e l’unica bottega del paese: per far largo alle slot machine.

Il progetto prevedeva la costruzione di edifici dalle forme più strambe, una galleria commerciale arabeggiante con minareto, una pagoda cinese, un castello medievale, una balera (dove qualcuno è riuscito ad andare a ballare per un po’), fontane multipiano e un hotel di lusso. Doveva esserci addirittura un circuito automobilistico. Venne addirittura spianata la collina di fronte al paese per migliorare la vista panoramica verso il Resegone.

L’imprenditore però non aveva fatto i conti con la natura che, nel 1976, con una frana isolò Consonno dal resto del mondo. Per decadi è stato un vero villaggio fantasma.

La facciata della vecchia canonica del paese, risparmiata dal conte Mario Bagno
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Dal 29 giugno al 1º luglio 2007 alcune centinaia di persone parteciparono al rave party Summer Alliance organizzato illegalmente proprio all’interno delle strutture di Consonno, distruggendo l’Hotel Plaza. Gli edifici sono stati interamente recintati dopo la devastazione subita durante quella festa selvaggia.

L’Associazione Amici di Consonno, costituita nel giugno 2007, che raggruppa gli ex consonnesi e i loro discendenti, ha ottenuto in comodato dalla proprietà, tramite il Comune, la ex tavola calda, detta anche “Il Ristorantino”. Tale immobile è stato ristrutturato e adibito a sede del Bar La Spinada, inaugurato nel maggio 2012. Il bar è stato allestito con gli arredi e un bancone bar d’epoca, ed è aperto dal lunedì di Pasqua al mese di ottobre di ogni anno, alla domenica dalle 10 alle 19, ed è gestito dai volontari dell’Associazione. La medesima Associazione organizza ogni anno a Consonno delle feste tradizionali quali la “Pasquetta a Consonno”, il lunedì di Pasqua, la “Sagra di San Maurizio”, dedicata al patrono di Consonno, a settembre, e la birollata, la castagnata, nel mese di ottobre.

Il Piano di Governo del Territorio approvato nell’aprile 2008 dal Consiglio comunale di Olginate prevede la riqualificazione della frazione ed il recupero del dissesto idrogeologico e ambientale tramite la demolizione degli edifici abbandonati. Ma questo progetto non sarà di facile realizzazione, in quanto proposte concrete in tal senso non sono state presentate. Inoltre la zona è ancora una proprietà privata: gli attuali soci della medesima Immobiliare Consonno Brianza sono infatti gli eredi del conte Mario Bagno. Nell’ottobre 2010 la nuova strada di collegamento con Olginate, realizzata come detto da Mario Bagno e interrotta dalla frana del 1976, è stata riasfaltata e resa di nuovo percorribile, ma una sbarra all’inizio di essa ne impedisce l’accesso agli autoveicoli non autorizzati.

Il Minareto troneggia ancora oggi sul paese fantasma
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Nel corso del 2014 hanno ricevuto l’annuncio di sfratto gli ultimi quattro abitanti a causa della messa in vendita del paese da parte dei proprietari, l’Immobiliare Consonno Brianza S.a.s. Le strade comunali di Consonno sono percorribili a piedi, mentre alle auto è stato precluso l’accesso tramite due sbarre poste all’inizio del paese, la prima sulla strada che lo collega a Olginate e la seconda sulla strada che lo collega a Galbiate. Le sbarre sono aperte solo durante gli orari di apertura del cimitero.

Attraverso un annuncio immobiliare online del 23 agosto 2014 gli eredi del conte Mario Bagno hanno dato mandato al gruppo immobiliare Zandonà di Milano di vendere tutto il paese: il complesso viene valutato 12 milioni di euro. Il 12 settembre si è interessato all’acquisto, tra gli altri, il cantante e presentatore televisivo milanese Francesco Facchinetti (in arte DJ Francesco). Ma nessuna proposta concreta è ancora arrivata ai proprietari. Il 10 novembre 2014 il prefetto di Lecco, Antonia Bellomo, dopo un sopralluogo assieme al sindaco di Olginate Rocco Briganti, ha richiesto la demolizione delle rovine degli edifici i cui lavori saranno a carico degli eredi di Mario Bagno.

A dispetto della presenza del Bar la Spinada, l’atmosfera è surreale, le strane costruzioni e la vegetazione spontanea invadono gli edifici mai completati e gli archi arrugginiti e decadenti. Se siete appassionati di archeologia industriale o turistica potete andare a visitarla. E se ne avete la possibilità, potete anche acquistarla. Per “soli” 12 milioni di euro.

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