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Eroi diversi

Eroi diversi
di David Pickford (estratto e tradotto dall’editoriale della rivista Climb, maggio 2014, climbmagazine.com).

Nel bel mezzo della bianca immensità del Turner Glacier, una figura si muove tutta sola sul ghiaccio, a passi lenti e misurati.
E’ l’agosto 1975, e la breve estate artica se n’è quasi andata.

Il Mount Asgard (Isola di Baffin)

Sierra-FotoAlastairLeeDietro il solitario, la parete nord del Mount Asgard si staglia contro il cielo e il sottile sperone che la divide dalla parete ovest di destra è il limite tra luce e ombra.

Smunto e deperito, in abiti logori e stracciati, lo scalatore è appena sceso per la Swiss Route nella bufera, dopo aver fatto la prima ascensione proprio di quello sperone, quaranta bellissime lunghezze di arrampicata artificiale e mista, completamente da solo e auto-sufficiente.

Senza in alcun modo poter avere contatti con la civiltà più vicina, dopo alcuni giorni di cammino per raggiungerli non ha più nulla da mangiare. Deve traversare lungamente fino a Pangnirtung, da solo ed esposto al pericolo dell’orso bianco. E ne ha per dieci giorni.

La figura solitaria sul ghiacciaio è Charlie Porter, uno dei più prestigiosi alpinisti del tardo secolo XX, morto a febbraio 2014 in Chile.

Notoriamente tipo chiuso e introverso, Porter non pubblicizzò la sua salita in alcun modo, ma era la prima tecnicamente moderna sul Mount Asgard (Isola di Baffin). Non le diede neppure un nome, perciò divenne nota come Charlie Porter Route. Ci vollero mesi prima che la notizia trapelasse nella comunità alpinistica, e l’impresa di Porter fu subito riconosciuta per quello che era: una stupefacente sintesi di alpinismo visionario, innovazione tecnica, resistenza e sopravvivenza.

A contrasto con le scalate di Charlie Porter e con il modo in cui viveva la sua vita, sempre in cerca dell’avventura e apparentemente libero dal fardello della ricerca di notorietà, stanno molti contesti antitetici. Uno tra i più potenti di questi è la ventenne Sierra Blair-Coyle, giovanissima climber professionista dell’Arizona, con una serie di notevoli successi nel campo delle competizioni.

Sierra Blair-Coyle, 2013 ABS Nationals. Foto: Julian BoydSierra-2013-ABS-Nationals-FotoJulianBoydCon circa 90.000 “like” su Facebook (al momento del nostro post), una serie di parecchie clip mostra la Blair-Coyle che danza tra pareti bugnate e colorate, su pannelli a strapiombo scarsamente appigliati, i lunghi capelli biondi che le fluttuano liberamente. Con il look della movie-star e un deciso buon gusto per l’auto-promozione, è lei il sogno di ogni “marketing executive”, e lo si può ben vedere dalla lista degli sponsor.

13 filmati di Sierra Blair-Coyle
http://www.youtube.com/watch?v=_K6lwGuRpII&list=PLgWLHTw_P-DQm__6G5TqKWSKQMdbX7aj_&feature=share

Sierra Blair-Coyle, 2012 IFSC WorlCup Veil. Foto: Will HummelSierra-2012-IFSC-WorlCup-Veil-FotoWillHummelIl contrasto paradigmatico tra lo sfuggente ed esclusivo Charlie Porter e la frizzante ed effusiva Sierra Blair-Coyle riflette un interessante processo molto più grande e complicato dell’arrampicata stessa: il modo in cui l’era digitale sta cambiando il nostro modo di pensare, di comportarci, di voler comunicare, in definitiva ciò che la nostra cultura oggi considera importante. Katie Ives, la editor della rivista Alpinist, descrive alcuni degli effetti di questo processo, proprio nel suo commovente ricordo di Porter: “Viviamo in una società che è diventata sempre più rumorosa e fastidiosamente luccicante. I new media ci permettono forme di comunicazione sempre più seducenti che arrivano sempre più lontano e a più persone. Le forze economiche e culturali amplificano quell’informazione che può essere confezionata, promozionata, inoltrata e facebook-ata, per poi essere ingigantita ad ogni re-post. Una iper-realtà lucente sostituisce le inimmaginabili profondità dell’esperienza solitaria e originale. Il mistero è sloggiato dall’esposizione a tutto campo”.

Sierra Blair-Coyle, 2012 IFSC WorldCup Vail. Foto: Mirth vanLiere

Sierra-2012-IFSC-WorldCup-Vail-FotoMirthvanLierePer un solitario uomo d’avventura come Charlie Porter, o altri pionieri mistici che lo precedettero, come Antoine de St.Exupery, o l’esploratore inglese Eric Shipton, o ancora lo skipper francese Bernard Moitessier, il mondo determinato digitalmente che Ives ha identificato sarebbe luogo alienante e irreale, completamente separato dall’autentica esperienza.

 

Sierra Blair-Coyle, 2013 Portland Boulder Rally. Foto: Ben Moon2013 Portland Boulder Rally finalsForse è così.
Mentre Porter, Shipton e Moitessier rimarranno per sempre i miei eroi, non credo che il mondo alpinistico e arrampicatorio del passato fosse in alcun modo migliore del presente.

Sierra Blair-Coyle, 2013 Psycocomp. Foto: Tiffany Hensley

Sierra-2013-Psycocomp-FotoTiffanyHensleyIn qualche modo, era peggio di un bel po’: più ristretto, meno diverso e invaso da campanilismi e rivalità di gruppo. L’alpinismo cambia come cambia la cultura, ed è chiaro per me che l’alpinismo sta diventando una forma più inclusiva dove donne e uomini, anziani e giovani, gente con differente retroterra (e con vedute diverse di ciò che l’alpinismo stesso può essere) possono stare assieme nella loro condivisione di avventure, sport o quant’altro.

 

Sierra Blair-Coyle a Red Rocks (Nevada). Foto: ESG-Photography

IMG_3300La domanda, nata dalla dicotomia tra Porter, solo sul Turner Glacier, e Blair-Coyle, che ritma sui pannelli i “like” di migliaia, è semplice: cosa vuol dire scalare? E questi eroi molto diversi mostrano come la scalata stessa, a dispetto degli sforzi che facciamo per descriverla, sfugge sempre alle definizioni. Può essere solo ciò che vogliamo, ma è indefinibile.

Sierra Blair-Coyle nel 2014 Climbers against Cancer Pin-up Calendar. Foto: Caroline TreadwaySierra-2014ClimbersagainstCancerPin-upCalendar-FotoCarolineTreadway20

Sierra Blair-Coyle arrampica a The Pinnacles. Foto: Scott SoensSierra-ThePinnacles-FotoScottSoensSierra Blair-Coyle, 2012 SBC Pro. Foto Beau KahlerSierra-2012 SBC Pro.FotoBeauKahler

Sierra Blair-Coyle nel 2014 Climbers against Cancer Pin-up Calendar. Foto: Caroline TreadwaySierra-2014ClimbersagainstCancerPin-upCalendar-FotoCarolineTreadway1

postato il 21 maggio 2014

 

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