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Gli occhi del toro

Gli occhi del toro
(Zillertal e Tuxer Voralpen)

Non si può dire di conoscere il Tirolo se non si è stati nella Zillertal, che è un vero e proprio mondo a parte. Dai fasti magici di Innsbruck, Hall e di Schwaz, nella valle dell’Inn, poco oltre si entra a destra nella Zillertal, tipico solco glaciale ad U, che s’insinua tra le Tuxer Voralpen e le Kitzbüheler Alpen. A Zell si lascia a sinistra la Gerlostal e si prosegue fino a Mayrhofen, dove la valle si divide in quattro rami: da est a ovest, Ziller Grund, Stillup Grund, il solco principale verso lo Zamser Grund (Zemmtal) e infine la Tuxertal. Questa divide le verdi Tuxer Voralpen dalle ghiacciate Zillertaler Alpen (che per la loro parte di confine con il Sud Tirolo e l’Italia sono chiamate Alpi Aurine).

In pieno sole, raggiungiamo il mulino di Tux, una costruzione di legno del 1839, restaurato e funzionante a testimonianza della vita montanara di una volta, quando i masi erano per la maggior parte autosufficienti e a queste altezze si coltivava l’orzo per farne farina. Il mugnaio, aiutato da una bambina, ci mostra come il complesso macchinario macini il frumento e alla fine torniamo con un simpatico sacchetto di farina ed una ricetta per il pane fatto in casa. Altra gita bellissima si può fare all’alpeggio di Junsalm e di Stoankasern (volendo ci si può servire da Juns di un taxi-fuoristrada autorizzato): qui si può osservare tutti i giorni come sono prodotti il burro e il formaggio, nonché la «pipeline» del latte. Se si è arrivati fin qui al mattino presto, si può proseguire sul versante ripido al di sotto della Kalkwand Spitze, tra ruscelli e cascatelle, fino alla Junsgrube, la conca detritica sotto allo Junsjoch dove la roccia è colorata in modo del tutto particolare. Dal valico c’è una splendida vista su una buona parte delle Tuxer Voralpen, le montagne tra la Zillertal ed Innsbruck. Si scende ora alla Lizumer Hütte arrivando così all’area militare della Wattener Lizum. Attenzione alle eventuali esercitazioni, non allontanarsi dal sentiero. Risalire al Torjoch e scendere ai meravigliosi specchi d’acqua dei Torseen. Accanto è una piccola baita di legno, dove i pastori mungono ancora a mano. Il luogo è intatto, solitario. La leggenda narra che sul fondale del lago viva un toro gigantesco, i cui occhi si vedono minacciosi solo nelle nitide notti di luna. La gita è ben lungi dalla conclusione, occorre scendere ancora per gli splendidi paesaggi verdi della Torbachtal, fino a raggiungere in fondo alla Tuxertal il paese di Vorderlanersbach.

Salendo alla Wandspitze con lo sfondo dell’Olperer, Tuxertal, Zillertal, Tirolo
Salendo alla Wandspitze con lo sfondo dell'Olperer, Tuxertal, Zillertal, Tirolo

Ma nella Tuxertal mulini, formaggio e tori non sono i soli ricordi dei tempi andati: i custodi della Höllensteinhütte, poco distante dal fondo valle, da tempo raccolgono gli attrezzi un tempo di uso quotidiano, aratri in legno, banco da falegname, grattugia, zangola e tanti altri oggetti. Nel Museo contadino, tra le gerle da testa e da schiena c’è anche quella della famosa «messaggera di Tux», una donna che in ogni condizione di tempo, anche d’inverno, scendeva a Mayrhofen per procurare oggetti di vitale importanza. «Dopo il 1913, quando fu aperta la strada e quindi arrivarono le prime carrozze a cavallo, la messaggera non poteva certo competere…» racconta Klaus Erler, il custode. Siamo arrivati fin qui da Lanersbach, prima per una strada forestale poi per una bella mulattiera antica che sale a curve nel bosco fino alla radura dell’Höllensteinhütte. La gita ha una prosecuzione con la salita al Tapeneck e con la discesa alla Grieralm, poi alla Tulferalm e a Hintertux. Le più belle costruzioni di tutta la valle sono però i masi di Gemais, poco al di sopra di Vorderlanersbach, risalenti al XVIII secolo. Le quattro costruzioni, molto ravvicinate tra loro, sono l’evoluzione di un insediamento ancora più antico (XIII secolo).

Le Tuxer Voralpen, nel settore sudorientale, sono il balcone più bello in vista dei ghiacci del Gefrorneferner, contornati dall’Olperer e dall’Hoher Riffler. Il ghiacciaio è addomesticato dagli impianti di risalita, simile in questo agli altri ghiacciai austriaci dove ha trionfato lo sfruttamento. Chi vuole però scoprire con le proprie forze il mondo dei ghiacci e delle altezze, può evitare i servizi e salire a piedi. Sono in molti a farlo, più di quanto si creda. Proprio al di sotto della cabinovia, la prima tratta di impianti, una serie di fragorose cascate e di orride gole stupisce il volonteroso viandante. S’incontra subito il Kesselfall, ai limiti della piana di Hintertux: qualcuno si mette in costume da bagno e fa la doccia con piccoli urli, qualcuno osserva dalla panchina e ride; poi si sale nel silenzio più assoluto ad un budello roccioso, la Schraubenwasserfall: lo si vede e lo si ode d’improvviso dall’alto, perché per arrivarvi non si è seguito il corso d’acqua ma una serie di stretti tornanti. L’acqua infatti sparisce tra i grandi massi del fondo per riapparire più sotto nel Kesselfall. La gente osserva questa meraviglia e non riesce neppure a comunicare dal rumore. Si prosegue fino ad un’altra gola, la Tuxbachklamm, e per un ponticello si raggiunge la bellissima conca del Waldebene. Evitata la trafficata Sommerberg Alm, un self-service di grande squallore, ormai su terreno aperto ed ex glaciale, si sale per morene e rocce montonate alla Spannagel Haus, una vecchia e fascinosa costruzione al limite del ghiacciaio e della folla di turisti e di sciatori. Nei pressi della Spannagel Haus è l’ingresso della Spannagelhöhle, una grotta lunghissima che s’insinua nel marmo della montagna. Se ne può visitare un piccolo tratto e, se si vuole sapere di più, ci si può far raccontare molte belle storie dal custode del rifugio, Sepp Klausner.

Una delle ascensioni alpinistiche più popolari e frequentate è la salita dell’elegante spigolo nord dell’Olperer, facilitata dallo skilift che porta alla Wildlahnerscharte, l’intaglio nevoso alla base dell’Olperer che divide questo dal Falscher Kaserer: da qui solo 220 metri di arrampicata di media difficoltà ci dividono dalla vetta dell’Olperer, un tempo un tremila assai nobile. La vista è fantastica, sul ghiacciaio e sul bacino artificiale dello Speicher Schlegeis. Questo, in fondo allo Zamser Grund, si allunga incassato a sud est, verso i colossi ghiacciati dell’Hoch Feiler (Gran Pilastro) e del Grosser Möseler. E poi il vicino Schrammacher e il Pfitscherjoch (Passo di Vizze) chiudono la visuale verso l’Italia, mentre si frappone con il resto dell’Austria l’Hoher Riffler. Questo offre un’ascensione assai più facile, scialpinistica se si vuole, ed è la gran classica della zona.

Da Martlerhof (Vorderlanersbach) verso l’Olperer, Tuxertal, Zillertal, TiroloDa Martlerhof (Vorderlanersbach) verso l'Olperer, Tuxertal, Zillertal, Tirolo

 

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