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I Sass Balòss

I Sass Balòss sono in realtà quattro persone normali che un bel giorno hanno deciso di riconoscersi in un gruppo per due passioni che li accomunano quotidianamente: la passione per la montagna e quella per Davide Van De Sfroos”. Questa è la presentazione nel “chi siamo” del sito www.sassbaloss.com. Segue maggiore dettaglio: abbiamo Bertoldo-Will, al secolo Matteo Bertolotti, un pazzo che sogna di fare il regista; Gölem-Gug, Guglielmo Losio, un pazzo bresciano che prova un’infinita simpatia per i bergamaschi; Omar-Brumi, Omar Brumana, un pazzo che non rinuncerebbe mai alla montagna per una donna (oops, bugia!); e infine Lukino-Nuvolarossa, Luca Galbiati, un pazzo che non vuole essere pazzo.
Questi quattro buontemponi, si vede poi dal sito (nella pagina Le nostre uscite), hanno un’attività alpinistica di tutto rispetto e l’hanno relazionata a dovere e in modo tale che tutti possano consultarla per andare a ripetere un numero enorme di vie, o anche di sentieri. C’è differenza tra i siti che propongono relazioni fornite da autori tra i più disparati e anonimi, senza alcun controllo o quasi, e questo che invece dà un servizio omogeneo e soprattutto firmato.

Quanta serietà è profusa nelle relazioni, tanta allegria e “ridiamoci sopra” è presente in altre pagine, come quella dei Racconti e aneddoti, ma anche in questa, Il C.AZZ.O.
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oppure questa, Le leggi della Montagna.
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 Buon compleanno, Sass Balòss!
di Matteo Will Bertolotti

Tredici anni sono tanti, anche se passano in un momento. Te li senti nelle gambe e nelle braccia quando arrampichi su un tiro “duro”, te li senti quando ti svegli la mattina per un’uscita lunga e faticosa e ricordi come “prima” ti bastavano poche ore di sonno per essere sveglio, te li senti quando arrivi a sera dopo una via impegnativa e sai già che rifiuterai l’invito degli amici ad uscire, te li senti quando vai allo stesso posto di lavoro giorno dopo giorno. Ma tredici anni possono anche dare molte soddisfazioni, tredici anni sono anche l’inizio della maturità: nell’antica Roma e per secoli a venire, l’ingresso nell’età adulta era marcato dalla pubertà, che si verificava pressappoco intorno a quegli anni.

Gölem-Gug
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Omar-Brumi
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Lukino-Nuvolarossa e Bertoldo-Will
SassBaloss-Luca e Matteo al Fitz Roy

I “nostri” tredici anni, il “nostro” ingresso nell’età adulta, lo festeggiamo il 1 dicembre 2016. Ma – purtroppo o per fortuna – non siamo noi gli adolescenti: la festa di compleanno è per il sito web che abbiamo creato e che – possiamo dirlo senza falsa modestia – è oggi uno dei più consultati nel mondo della montagna: sassbaloss.com. Ed è proprio per questa ricorrenza che ho vinto la mia ritrosia a parlare di me e ho accolto l’invito di Alessandro Gogna a ripercorrere brevemente la nostra storia.

E allora via… la memoria si riavvolge… 2016, 2010, 2005… riaffiorano voci, personaggi, particolari… indietro ancora… 2003… ecco, ci siamo… no… indietro ancora… quattro ragazzi… avevo conosciuto Luca nella cabina di proiezione del cinema del paese. Questi, a sua volta, dopo la maturità e il servizio militare, iniziò a lavorare con Omar che, ancora durante il servizio militare, strinse un’amicizia che già sapeva di montagna con Guglielmo, quando durante i turni di notte si divertivano a ipotizzare gite per i giorni di licenza anziché vegliare sulle frontiere della Patria. Quanto a me, la passione per quel mondo magico venne per caso, durante le camminate per le montagne di casa.

A settembre 2005 ci iscriviamo al corso di roccia della Scuola Intersezionale Valle Seriana: quel mese cambierà tutto. Il mondo verticale ci ha letteralmente catturato e nel giro di breve tempo abbiamo iniziato a ripetere itinerari. Allo stesso tempo abbiamo scoperto che la passione per quello che facevamo era ancora maggiore se riuscivamo a condividere con altri le nostre esperienze, se potevamo fornire indicazioni per poterle ripetere, in una specie di innocente gioco d’emulazione con le guide d’alpinismo tradizionali di cui sono appassionato collezionista. Ma il nome? Per quello bisogna tornare ad un’escursione in Val Roseg, dove avevamo lottato con la neve alta tutto il giorno. Non avevamo ciàspole e nemmeno sci d’alpinismo. Non eravamo arrivati da nessuna parte, come spesso capitava d’inverno o in primavera. La cena non era stata un granché e un buon liquore alle erbe allietava la serata. E lì, nell’atrio dell’ostello di San Moritz, fu Guglielmo a proporre il nome, che fu subito sposato dagli altri.

I Sass Balòss in vetta al Monte Ferrante
SassBaloss-In vetta al Monte Ferrante (1)

Il sito divenne il nostro diario. Tutto quello che abbiamo combinato tra i monti è lì, a testimoniare il nostro percorso. In questi tredici anni è cresciuto oltre ogni nostra aspettativa e contiene relazioni di ogni tipo, dall’escursionismo allo scialpinismo, dall’arrampicata all’alpinismo. Il numero delle visite che riceve ogni mese è impressionante e sempre crescente, ma prima di essere un portale per gli alpinisti, è un nostro contenitore. Tanta gente passa, osserva, scarica relazioni. Qualcuno entra ed esce in silenzio, qualcun altro lascia una firma sul guestbook ringraziandoci per tutto quello che mettiamo a disposizione. Quando però a consultarlo siamo noi, all’interno troviamo solo tante avventure vissute. Per questo, e non per sciovinismo o inesistente altezzosità, abbiamo sempre declinato le richieste di terzi di accettare le loro relazioni: esse priverebbero il sito di quell’intimità che per noi è fondamentale. Inoltre, un sito con una pluralità di autori porta con sé inevitabilmente delle disomogeneità di valutazione, che volevamo evitare. Quando tra le email che riceviamo abitualmente capitano relazioni di nuovi itinerari con la preghiera di pubblicarli e divulgarli, per noi sono graditi inviti ad andare a ripetere le vie in questione e a generare una nostra relazione, che rispecchi la nostra visione di quelle esperienze. Niente è fatto a scatola chiusa.

Certo, in questi anni le delusioni non sono mancate, è inutile nasconderlo. Diverse volte il nostro materiale è stato preso e copiato, talvolta pubblicato su riviste, annuari e altri siti web senza chiedere permesso né citare la fonte, tante volte ci siamo chiesti se valesse la pena di continuare in quest’enorme investimento di tempo e risorse. Ma la soddisfazione che si ricava dai ringraziamenti che tanti alpinisti ci fanno, di persona o via rete, è davvero impagabile. E poi, qualche anno fa un giovane editore bellunese, Francesco Vascellari, ci ha invitato a trasferire su carta tutto il nostro lavoro sulle Dolomiti, chiudendo un cerchio ideale che parte dalle guide cartacee per arrivare ad Internet e tornare alla carta stampata. Oggi sono già stati pubblicati due volumi e i prossimi sono in cantiere per il 2017.

L’ingresso del sito nella sua età adulta ci fa dire di aver contribuito, di essere stati orgogliosamente parte di un mutamento nella modalità con cui si organizzano le ascensioni alpine oggi, dove Internet è la fonte principale di informazione. Forse questo è uno dei suoi valori principali. E forse è proprio per questo, per bilanciare l’aspetto virtuale che ormai domina incontrastato, che alcuni irriducibili sognatori, tra cui io, inseguono tenacemente le vecchie guide cartacee, in un impossibile recupero di una fanciullezza perduta.

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