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I sessant’anni del K2

E’ stata inaugurata il 26 febbraio 2014 la Mostra “Achille Compagnoni – Oltre il K2” al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” (Milano). La mostra, allestita dallo Studio MMG, sarà aperta al pubblico dal 27 febbraio al 30 marzo 2014.

L’evento intende ricordare il 60° anniversario della prima ascensione al K2 e celebrare il centenario della nascita di Achille Compagnoni (Santa Caterina Valfurva, 26 settembre 1914 – Aosta, 13 maggio 2009), ripercorrendo la sua vicenda umana ed alpinistica anche attraverso un libro catalogo che riporta tutto il suo diario della spedizione.
Al di là delle grandi polemiche che hanno caratterizzato l’ormai sessantennale post-spedizione, questa mostra si concentra sul fatto storico dell’epocale vittoria e su come questa determinò l’intera vita successiva del protagonista.

Sala Mostre del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia, 26 febbraio 2014

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E’ copioso il materiale, talvolta inedito, messo a disposizione dell’Associazione Achille Compagnoni Onlus. La spedizione italiana sul Karakorum del 1954, voluta e organizzata da Ardito Desio, è raccontata in tutte le sue fasi attraverso foto, documenti e memorabilia: la preparazione atletica – tenutasi tra gennaio e febbraio 1954 sul Monte Rosa e sul Plateau Rosa, ai piedi del Piccolo Cervino, dove fu allestita una base sperimentale onde collaudare attrezzature ed equipaggiamenti – la partenza e l’arrivo in Pakistan, i primi campi, la conquista della vetta il 31 luglio 1954 e la discesa. E ancora il rientro, l’ingresso trionfale in Italia e tutto il periodo successivo alla spedizione, che vide Achille Compagnoni protagonista di episodi di costume accanto a rappresentanti delle istituzioni, ad amici sportivi e celebrità internazionali.

L’esposizione costituisce dunque un momento di riflessione dedicato alla figura di un personaggio rilevante non solo per la storia dell’alpinismo, ma più in generale per la storia del nostro Paese. La conquista del K2 infatti ebbe in quegli anni una valenza sociale e nazionale, oltre che sportiva, e diventò il simbolo di un’Italia che si riallineava alle grandi potenze europee dopo la disfatta della Seconda Guerra Mondiale. La scalata alla seconda cima più alta del mondo (8611 m) era già stata tentata altre volte, senza successo dal Duca degli Abruzzi nel 1909, dal Duca di Spoleto nel 1929, dall’americano Charles Houston nel 1938, dal tedesco Fritz Wiessner l’anno successivo e nuovamente da Houston nel 1953. L’onore della vittoria toccò alla spedizione italiana voluta dal Club Alpino Italiano e capeggiata da Ardito Desio.

II video realizzato dallo stesso Compagnoni che documenta, per la prima volta nella storia, la vetta di un “Ottomila” con immagini in movimento, è entrato nell’immaginario collettivo e saranno proprio i 120 secondi di girato finale sulla sommità del K2 ad accogliere suggestivamente il visitatore all’ingresso della mostra.

Il percorso espositivo alterna poi momenti di maggiore spettacolarità – fotografie legate alla spedizione e a momenti dell’arrampicata – ad altri più riflessivi, in cui il visitatore può soffermarsi ad osservare più da vicino appunti, telegrammi, lettere e documenti che ripercorrono l’intera vita di Achille Compagnoni, mostrandolo a Cervinia nella veste di guida alpina e di maestro di sci. Non mancano inoltre testimonianze di forte impatto legate alla spedizione sul K2, dalle locandine del film Italia K2, film-documentario di Marcello Baldi distribuito con grande successo nel 1955, ai materiali tecnici dello stesso Compagnoni utilizzati durante la spedizione, quali una delle celeberrime tende arancioni usate agli ultimi campi, gli indumenti progettati appositamente per quelle altitudini (scarponi, tuta, occhiali) e la piccozza che fu piantata in vetta. Curioso infine, da un punto di vista storico/documentario e di costume, osservare le attrezzature tecniche degli anni Cinquanta, quali sci di legno, abbigliamento, ciaspole, corde e ramponi utilizzati da Compagnoni per le sue scalate.

La mostra termina con un videoritratto, firmato dai registi Tonino Curagi e Anna Gorio e realizzato per l’occasione attraverso video e immagini di repertorio tra cui alcuni scatti d’epoca conservati al Museo Vallivo Valfurva.

La mostra è accompagnata dal catalogo-libro edito da Marsilio Editore “Achille Compagnoni. Oltre il K2”. Si tratta del diario di Achille Compagnoni – Uomini sul K2 – pubblicato nel 1958 dall’editore Veronelli, nelle cui pagine viene ripercorsa giorno per giorno la conquista della vetta – arricchito da un nuovo apparato iconografico e parzialmente inedito. Il volume è disponibile in due versioni: italiano e inglese.

Achille Compagnoni di ritorno dalla vetta del K2

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Per notizie più dettagliate su Achille Compagnoni, vedi wikipedia.

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