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Le ultime sacche di resistenza

Le ultime sacche di resistenza
di Gianfranco il nonno Valagussa

Nota dell’autore: gli asterischi individuano le categorie dove è ancora necessaria qualche bonifica, perché non tutti CAI, Guide, Soccorso fanno parte della ghenga.

Ebbene sì! Stavolta mi avete convinto. Bando alle ciance, la misura ormai da un pezzo era colma.

L’Isis dell’alpinismo deve essere sconfitta. Basta con gli integralisti che pensano all’alpinismo come condizione immutabile dell’andar per monti, al rispetto ambientale, al silenzio, a un’etica stantia che odora di vecchie foto ingiallite. Basta con le corde di canapa. Ma chi cavolo sono ‘sti Dibona, Piaz… Bonatti poi! Cose vecchie che soffocano il giusto sbocciare del nuovo. Chi osa fermare il progresso? Marrani traditori del futuro. Egoisti ed egocentrici, legati a tradizioni sorpassate. Avventura, sentimento… Ma che c… anche l’enrosadira magari dobbiamo garantirvi. Fottetevi, non riuscirete a fermarci! Le Guide Alpine*, certo non tutte purtroppo; il CAI*, vabbè ci sono sacche di resistenza negli Organismi Tecnici*, ma dovranno fare i conti con chi comanda; il Soccorso Alpino* dovrà occuparsi di turismo ed etica della montagna, di sicurezza per le masse, chi meglio dei nostri angeli custodi potrà organizzare il futuro della frequentazione della montagna?

Gianfranco Valagussa
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Certo, c’è ancora chi è contrario all’uso dell’elicottero a fini turistici. Balle! Sono solo filosofi che nulla sanno dei problemi dei montanari, di chi vive lontano dalle comodità e che GIUSTAMENTE ne deve poter usufruire. Egoisti! Pensate sti …….. sono anche contro l’utilizzo del mezzo a motore per andare a caccia! Ma non saranno due borghesucci presuntuosi a impedirci di vivere la montagna come vogliamo e non sarà in loro potere decidere come spendiamo i nostri soldi. Eh sì, è questione di libertà. Ma non di quella falsamente compatibile con il rispetto, di chi poi? Sì, il film Everest mi ha allargato l’orizzonte. Anche se si dovrà migliorare l’organizzazione come evidenzia la pellicola, tutti hanno diritto di poter andare sul tetto del mondo. Il messaggio è chiaro e condivisibile. Certo, vedrete che con qualche mezzo sicuro e garantito da Guide di serie A*, CAI istituzionale* e Soccorso Alpino* veritur (garanzia UIAA ovviamente) riusciranno tutti a salire sul tetto (…) in modo sicuro.

E ora, e questo mi ha convinto, oltre a provocarmi una forte emozione e oltre ogni ragionevole dubbio, MONTE BIANCO. Sì, signori con la puzza sotto il naso, attempati difensori di un’etica alpinistica logorata dalla realtà, questo è il vero progresso difficile da far passare. Questa è la nuova vita dell’alpinismo insieme a bivacchi ultramoderni e futuribili contro la vostra repulsione a tutto ciò che è il giusto cambiamento, a vie ferrate per turisti, con la possibilità per chiunque di salire verso l’ignoto. Perché riservare un’emozione a pochi, e il diritto dov’è? E non vorremmo più nasconderci dietro motivazioni come “per la memoria della catastrofe” o “in ricordo del mio amico morto”. Perché nascondere il desiderio e la bramosia delle masse che anelano alla liberazione dalla schiavitù orizzontale? Giusto dare il mondo verticale a tutti! E Monte Bianco mi ha persuaso, adesso bisogna uscire allo scoperto. Basta nascondersi dietro a statuti ormai sorpassati dove si parla di etica, di ambiente e baggianate simili, basta abbassare la testa, siamo per lo sviluppo o no? Dobbiamo continuare a farci dire dai cittadini falsi ecologisti che non rinunciano ai motori come si vive in montagna? E no, boia d’un Giuda, alziamo la testa, vogliamo bivacchi disegnati da Renzo Piano o Fendi, elicotteri supertecnologici in grado di trasportare velocemente su cento cime solitarie chi lo voglia e nella massima sicurezza con una Guida o Maestro di sci al fianco. Autostrade per salire in quota con parcheggi ampi e comodi, percorsi per sportivi in mtb senza l’ingombro di flemmatici camminatori, piste per sportivi motorizzati con due, tre e quattro ruote. E poi, ci dispiace per i falsamente umili servitori del tempo passato, c’è l’aspetto economico che per i beceri moralisti conta niente, ma per dirigenti del CAI*, membri maggioritari delle associazioni sportive (Soccorso Alp,* Guide alp*, Accomp. di M.M*., Elicotteristi*), registi e organizzatori di reality sono il pane e non solo. La nuova era dell’alpinismo è cominciata. Avete poco tempo per aggiornarvi, in caso di chiarimenti chiamate le istituzioni alpinistiche di rito oppure direttamente la RAI.

Ma non cantiamo ancora vittoria! Perché ovviamente non si fa d’ogni erba un Fascio, vi sono ancora soggetti o pezzi di ogni singola organizzazione che rimangono spersi nei meandri dell’etica ambientalista, difensori della natura e del diritto alla vita di ogni essere vivente. Pusillanimi contro l’uso dei motori, alpinisti silenziosi, camminatori lenti, adoratori di tramonti e mondi colorati senza il dolce profumo dei tubi di scarico. Purtroppo in ogni singola organizzazione e istituzione permangono come un morbo indissolubile.

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