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Lo scippo dell’Alta Via dei Monti Liguri

Lo scippo dell’Alta Via dei Monti Liguri

Tutto è cominciato con una malinconica e stringata notizia apparsa già a metà febbraio sul sito dell’Associazione Alta Via dei Monti Liguri: “Siamo spiacenti di comunicarvi che a partire dal 1 marzo 2016 cesseranno i servizi finora garantiti dall’Associazione Alta Via dei Monti Liguri per mancanza di finanziamenti da parte della Regione Liguria: distribuzione della cartografia, informazioni sul percorso e sulle strutture ricettive, aggiornamento del portale Alta Via, monitoraggio e manutenzione del percorso. Nella sezione Ospitalità–strutture ricettive viene sospeso il servizio di richiesta disponibilità a partire dal 25 febbraio p.v. Il portale con i suoi contenuti, le webcam e le immagini sarà visibile al pubblico fino al 4 aprile 2016, poi sarà disattivato. Grazie per averci seguito in tutti questi anni”.

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Il grido d’allarme, lanciato dal sito ufficiale, scatena in pochi giorni una bufera su facebook, tra meraviglia, curiosità e indignazione: “La Regione, per la prima volta, non ci ha dato nessuna risposta sui finanziamenti per il 2016” si lamenta l’Associazione. Non può essere che la manutenzione e valorizzazione del sentiero di collegamento tra Sarzana e Ventimiglia siano improvvisamente interrotte! Non appena la notizia si è diffusa, gli appassionati e non solo si sono chiesti quale sarebbe stato il futuro del percorso, che è uno dei più noti e apprezzati, e più in generale se tale scelta fosse quella più corretta in un’ottica di promozione delle risorse turistiche “non balneari” della Liguria.

L’Alta via, un percorso unico
442 chilometri di sentieri e mulattiere, percorribili tutto l’anno, che collegano le estremità della riviera ligure da Ventimiglia a Ceparana, dalla provincia di Imperia alla provincia della Spezia. Un viaggio tra costa ed entroterra, tra Alpi e Appennini, tra mare e cielo, lungo praterie erbose che scendono raramente sotto i mille metri di quota, in un ambiente aspro e dolce allo stesso tempo dove le strade carrabili, spesso, non sono mai arrivate.

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L’Alta Via dei Monti Liguri è un unicum anche perché si adatta a tanti tipi di turismo: per coloro che vogliono scoprire gli angoli più reconditi dell’entroterra ligure, per chi è in cerca d’avventura, per chi vuole passare un tranquillo weekend a contatto con la natura o per la famiglia in gita domenicale. Il segnavia – la bandierina bianco/rossa con la scritta “AV” al centro – individua e caratterizza il tracciato, disegnando una grande strada verde dove crinali soleggiati si alternano a boschi ombrosi e, talvolta, nebbie orografiche creano forme e atmosfere surreali, un percorso unico da cui, nelle giornate più gloriose, è possibile ammirare, nello stesso momento, la Corsica, il Monviso e il Massiccio del Monte Rosa.

L’Associazione AVML
L’Associazione Alta Via dei Monti Liguri nasce nel 1994, i suoi soci fondatori e attuali sono: CAI Regione Liguria, FIE (Federazione Italiana Escursionisti) e Unioncamere Liguria.
L’idea della costituzione dell’Associazione nasce dall’esigenza della Regione Liguria di creare uno strumento operativo alla legge regionale del 25 gennaio 1993, legge che si propone la promozione e la fruizione dei sentieri che percorrono l’Alta Via dei Monti Liguri.
Scopo dell’Associazione è la promozione, manutenzione e sviluppo del percorso Alta Via dei Monti Liguri.

Lo scippo
Ma ecco che il 1° marzo 2016 l’assessore allo Sviluppo dell’entroterra Stefano Mai risponde che i fondi ci sono e che la prossima settimana verrà presentata una delibera in giunta, con una dotazione di 100 mila euro, ma la gestione passerà al CAI Regione Liguria: «Il Club Alpino Italiano si occuperà di gestire l’attività di manutenzione e valorizzazione dei percorsi escursionistici che attraversano i parchi regionali delle Alpi Liguri e di tutte le località interessanti dal punto di vista naturalistico-ambientale. In passato non si è provveduto a una adeguata promozione, da oggi si passerà attraverso una nuova gestione e l’implementazione di un settore che fino a oggi non disponeva di adeguate risorse umane».

In effetti nel complesso bilancio della Regione Liguria c’è un capitolo (il 2513) dedicato proprio ai contributi per l’attuazione del programma regionale per l’Alta via dei Monti Liguri, contenuto all’interno dell’unità previsionale di base Investimenti nei parchi e nelle aree protette. Il soggetto attuatore era esplicitamente indicato: l’Associazione Alta via dei Monti Liguri.

Invece, secondo la delibera, da ora sarà il CAI a farlo. E Mai aggiunge: “Contiamo di recuperare anche nuovi fondi europei per puntare in modo deciso alla valorizzazione del territorio”.

Il giorno dopo 2 marzo è proprio il presidente dell’Associazione Alta Via dei Monti Liguri, Franco Zunino, a intervenire: “Dunque i fondi (almeno parte di quelli necessari) ci sono e il nuovo gestore anche. Ma difficilmente questo sarà sufficiente a portare avanti il lavoro così come si è fatto negli ultimi vent’anni”.

Zunino, tra l’altro ex assessore regionale, non raccoglie la provocazione di Mai che puntava il dito sull’operato ventennale dell’Associazione, bensì spiega con un certo scetticismo: “La nostra associazione è composta dal CAI Regione Liguria, dalla FIE e da Unioncamere e dal 1993 si occupa di gestire l’Alta Via. Una legge regionale di quell’anno (la numero 5 del 1993, appunto) stabilisce che è compito unicamente nostro occuparci della valorizzazione e della cura del percorso, che tenendo conto anche dei sentieri secondari ha un’estensione di circa mille chilometri. Dal 1993 la Regione ha stanziato alla nostra associazione circa 200 mila euro l’anno di finanziamenti per coprire le spese necessarie a svolgere questi compiti. Da cinque anni a questa parte la cifra si è praticamente dimezzata”.

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E continua: “Nonostante questo taglio, noi siamo comunque riusciti a portare avanti la nostra attività con successo. Dei fondi a nostra disposizione, circa 60 mila euro venivano utilizzati per la pulizia del sentieri, al sistemazione delle bacheche informative e la manutenzione dei pittogrammi con cui gli escursionisti si orientavano lungo il percorso. Altri 25 mila euro, invece, permettevano di coprire le spese per due dipendenti part-time che si occupavano rispettivamente di monitorare in loco lo stato dei sentieri e di mandare avanti l’ufficio di segreteria ospitato all’interno dei locali messi a disposizione dalla camera di commercio di Genova in via Garibaldi, di gestire il sito e la pagina Facebook e il sistema di prenotazione nelle strutture ricettive lungo l’Alta Via.

Ora, senza i fondi regionali, queste attività si sono del tutto interrotte. Da ieri le nostre due dipendenti sono a casa e l’attività di segreteria si è praticamente interrotta. Non possiamo più rispondere alle mail o agli Sms che riceviamo, abbiamo disdetto il servizio di webcam presenti sull’itinerario e dal 4 aprile disattiveremo il sito. Tanti continuano a scriverci chiedendo informazioni, ma io da solo non sono in grado di fare tutto il lavoro. Io e gli altri membri dell’associazione, infatti, abbiamo sempre prestato la nostra opera a livello di volontariato e senza percepire emolumenti di alcun genere”.

Franco Zunino
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Poi Zunino avverte: “I 100 mila euro stanziati per il CAI di cui parla l’assessore Mai non andranno a finanziare esclusivamente la gestione dell’Alta Via, ma quella di tutti i sentieri della nostra regione che sono affidati al CAI. La loro estensione è di 4 mila chilometri, quindi ben quattro volte superiore alla lunghezza della sola Alta Via. E’ evidente che la cifra non sarà sufficiente.
Anche il CAI è un’associazione che si fonda sul volontariato. In questo ambito è senza dubbio la realtà più importante, ma nonostante questo difficilmente potrà portare avanti l’attività di manutenzione e di segreteria che la nostra Associazione ha portato avanti in tutti questi anni.
Come non bastasse, la legge regionale numero 5 del 1993 stabilisce che la manutenzione del sentiero spetta esclusivamente alla nostra Associazione. Facciamo tutti gli scongiuri del caso, ma in caso di disgrazia sarebbe la nostra associazione a rispondere di eventuali questioni legali. Tra l’altro a causa della mancanza di fondi abbiamo anche dovuto disdire l’assicurazione che ci tutelava, quindi in questo momento siamo del tutto scoperti”.

E Zunino non ha certo torto quando sottolinea che “l’affidamento diretto al CAI senza un bando pubblico potrebbe portare qualche realtà simile a presentare ricorso e a chiedere che la gestione dell’Alta Via sia affidata tramite una gara a cui possano partecipare anche gruppi diversi. Perché l’affidamento al CAI Regione Liguria sia legittimo, quindi, occorre modificare la legge regionale”.

Infine Zunino conclude: “La cura dell’Alta Via può essere anche affidata ad un altro gestore, ma l’importante è che non si creino vuoti (così come sta avvenendo ora). Per questo chiediamo alla Regione di poterci sedere intorno a un tavolo e di decidere tutti insieme il modo migliore per raggiungere questo obiettivo. A luglio avevo chiesto un incontro all’assessore regionale Giacomo Giampedrone, ma finora nessuno ci ha ricevuto. A novembre Stefano Mai ci aveva detto che ci saremmo incontrati a dicembre, ma anche questo non è avvenuto. Noi vogliamo salvaguardare l’Alta Via dei Monti Liguri, che rappresenta un tesoro e una risorsa unica per la nostra regione”.

I veri risvolti
Poche ore più tardi però si cominciano a vedere i veri risvolti di questa operazione.

La comunicazione e la promozione del sentiero Alta Via dei Monti Liguria sarà curata da Agenzia In Liguria – afferma Carlo Fidanza neo commissario straordinario dell’Ente di promozione turistica – siamo nelle fasi conclusive dello sviluppo di un nuovo sito dedicato alla vacanza attiva in Liguria. Tutti i dati, testi, foto e tracce GPS delle 43 tappe dell’Alta Via sono stati salvati e saranno inseriti nel nuovo portale dedicato agli itinerari di mountain bike e trekking”.

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L’Agenzia In Liguria, di concerto con il settore Turismo della Regione Liguria, sta lavorando al progetto da un anno ormai per promuovere il turismo sportivo all’aria aperta nell’ambito di finanziamenti dei progetti di eccellenza. Il nuovo sito sarà promosso sui mercati internazionali nelle prossime settimane per potenziare l’offerta turistica ligure e lanciare il forte il messaggio nei mesi primaverili per destagionalizzare i flussi.Londra, Parigi, Amsterdam, Monaco di Baviera, Stoccolma e Copenaghen saranno le sedi delle presentazioni alla stampa e ai tour operator internazionali del nuovo sito Be Active, on line dal 23 marzo. Soprattutto i mercati nord-europei sono molto sensibili alle proposte di vacanza sportiva nella natura in qualsiasi periodo dell’anno e non solamente in estate. Il progetto aiuterà a spingere un turismo green e sostenibile, parole chiave delle azioni di promozione dell’Agenzia In Liguria per il prossimo triennio.

L’Agenzia In Liguria fa anche notare che Alta Via Stage Race, gara di mountain bike, e la nuova Epic Trail, competizione di trail running (gestite da associazioni locali), sono gli esempi evidenti delle potenzialità del percorso.

Dobbiamo proseguire nel solco di questa strategia che porta turisti e appassionati a vivere la natura in modo attivo e sano, creando indotto nell’entroterra ligure”, sottolinea Fidanza.

Senza ancora nulla sapere al riguardo dell’Agenzia In Liguria, pochi minuti dopo www.savonanews.it/ parla apertamente di “colpo basso”: “La politica serpeggia tra i monti liguri, che di tutto hanno bisogno fuorché della parzialità. Un conto è lo spoils system (una pratica giusta anche per evitare incollature alle poltrone), altra faccenda invece è sottrarre finanziamenti a un’associazione per rimpiazzarla in base alla “prossimità” di bandiera. La giunta regionale di Giovanni Toti ha interrotto le palanche all’Associazione Alta Via dei Monti Liguri, sostituendone le funzioni con il CAI.

Edoardo Rixi
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L’associazione AVML, dall’attività ultradecennale, è presieduta da Franco Zunino (Rifondazione, ex assessore all’ambiente con Burlando), mentre Edoardo Rixi, attuale assessore allo sviluppo economico e climber in forma (oltre che istruttore alpinista), è un rappresentante del CAI. La logica la capiscono anche i più sprovveduti frequentatori di Facebook.
Alla fine per la Regione l’esborso sarà sempre lo stesso: circa 100 mila euro. L’impegno richiesto è sempre uguale: cura della rete escursionistica, manutenzione del territorio, protezione dei parchi e delle aree di interesse naturalistico.
Un atto opinabile da parte dell’esecutivo regionale, perorato dall’assessore all’entroterra Stefano Mai (collega di Carroccio di Rixi). Ci si può discutere sopra. Ma, se dettato da valide ragioni di opportunità (che non sono state divulgate), assolutamente legittimo e nelle facoltà della giunta. Bisognerà capire se il Club Alpino Italiano, con la sua storia ed esperienza gloriosa, ottimo nell’organizzare passeggiate e scarpinate, sarà anche in grado di svolgere il compito cruciale: quello della promozione dell’Alta Via”.

E sui social s’incrociano le ipotesi:
Che sia un favore della giunta a Rixi?”;
Ma guarda, il CAI di Rixi sostituisce un’associazione il cui presidente è l’ex assessore regionale all’ambiente Franco Zunino, di Rifondazione Comunista”.

Sempre nella stessa giornata, il 2 marzo 2016, Andrea Melis, portavoce del MoVimento 5 Stelle, deposita un’interrogazione. Riassumendola, Melis dice:
“La scelta di Mai è poco opportuna, vista anche la posizione del suo collega di partito e di Giunta, Edoardo Rixi, che del Club Alpino Italiano è socio storico e aiuto-istruttore”;
”Quali, e quanto importanti, ragioni hanno spinto Mai a silurare un’associazione, prevista per legge, e che sin qui non aveva dato prova di inefficienza, né di cattiva gestione o sperpero di denaro pubblico. Se l’assessore è a conoscenza di prove che testimoniano il contrario, lo dica pubblicamente e oggettivamente”;
“Di sicuro resta un problema di metodo, perché nulla abbiamo avverso al CAI che anzi rappresenta un tassello fondamentale nella salvaguardia e fruizione delle zone montane. Se però la Giunta ha davvero intenzione di procedere con questo avvicendamento, come appare chiaro da tutte le dichiarazioni, non se la può cavare con una semplice delibera, che come MoVimento 5 Stelle siamo pronti a impugnare, ma dovrà necessariamente procedere a una modifica della legge 5 del gennaio 1993, che prevede espressamente l’affidamento della tutela dell’Alta Via all’associazione omonima”.

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Il presidente del CAI Regione Liguria Gianni Carravieri prova a fare chiarezza. Dopo aver riconosciuto che l’Associazione Alta Via Monti Liguri (AVML) è una piccola ma efficiente realtà finanziata fino a ieri dalla Regione Liguria, Carravieri precisa che attualmente nell’associazione vi sono un presidente di nomina regionale, cinque consiglieri (di cui due CAI), un tesoriere (CAI), un revisore (CAI), due dipendenti part time. “Da circa due anni l’AVML non godeva più, nonostante l’impegno costante nella promozione, gestione e manutenzione di circa 800 km di sentieri di cresta e di collegamento, dei pieni consensi della giunta regionale – continua Carravieri – fino ad arrivare al mancato rinnovo dei finanziamenti.
Da più di un anno tra Regione e CAI era allo studio una bozza di convenzione CAI / Regione Liguria che prevedeva per il CAI Liguria (affiancato dalla FIE Regionale) un servizio consulenza alla Regione su tutta la sentieristica regionale (la cosiddetta REL, Rete escursionistica ligure, 3500 km di sentieri della carta inventario inclusi i sentieri dell’AVML, quelli dei Parchi, dei Comuni e delle Province). Ora questa convenzione, già pensata insieme alla precedente Giunta, sembra essere arrivata alla fase finale di approvazione, ma questo evento non si è ancora verificato. E’ stato facile per alcune testate giornalistiche collegare i due fatti sopra menzionati. In effetti il CAI non intende sostituirsi tout court all’Associazione AVML (di cui tra l’altro fa parte)…
Nella ristrutturazione in atto della sentieristica regionale la Regione Liguria può sicuramente contare sull’apporto e la consulenza del CAI affiancato dalla FIE (che opera da tempo in due province liguri), ma deve preliminarmente costituire al suo interno una unità strutturata con esperti di sentieri, di cartografia, di promotion, di amministrazione con i quali CAI e FIE sono pronti a collaborare…”.

Considerazioni
Secondo il nostro punto di vista, tutta l’autoritaria operazione trova ragion d’essere nell’affidamento all’Agenzia In Liguria (l’unità strutturata di cui parla Carravieri) della promozione dell’Alta Via. Questo è il vero motivo per cui si è praticamente licenziata l’Associazione e per cui ci si servirà dell’utile paravento di CAI e FIE.

Ennesimo episodio di come il volontariato sia sostituito dal (solo in apparenza) più efficiente marketing; di come i veri valori su cui si fonda la cultura della montagna e della sua conoscenza possano essere stravolti da chi li tratterà come prodotto. Il vero scippo non è quello che il CAI ha fatto o non ha fatto ai danni dell’Associazione, bensì la sostituzione della mentalità “aziendale” al volontariato iniziale. Per convincersene, basta visitare il sito di In Liguria.
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