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L’ultima elifollia: l’eli-bike

L’ultima elifollia: l’eli-bike

Nell’ambito della Sagra della Mela, domenica 11 ottobre 2015, Villa di Tirano ha organizzato (per la nona volta) Mela-pedalo, “un’emozionante discesa in mountain bike lungo la vecchia mulattiera militare che percorre il versante retico sopra Villa”, con partenza dal Col d’Anzana 2224 m.

Caratteristico di questa iniziativa, in sé simile a tante altre sull’arco alpino e catena appenninica, è stato l’accesso al Col d’Anzana: con 60 euro si aveva diritto al trasporto di un passeggero e della sua mountain-bike.

Francamente non ho parole, perché ancora una volta la realtà ha superato la fantasia. Non bastavano l’eliski e l’eliturismo. Ecco creata la nuova specialità: Eli-bike!
La mia fantasia galoppa a prevedere futuri accadimenti, del tipo eli-mushrooming (raccolta funghi), eli-fishing (pesca), eli-hunting (caccia)…

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Il primo a ritrovare la parola (scritta) è stato Giuseppe Miotti, che ha commentato su facebook: “Complimenti per la valorizzazione del territorio e dei nostri prodotti: nel modo più aggressivo e meno sensibile possibile”. E, con il suo account: “La stupidità al potere!!! Ecco come si valorizza il territorio e la tipicità dei nostri prodotti. Per fortuna ci sono realtà come il Comune di Forcola che stanno con molto successo andando nella direzione opposta. Imparate dalla Pro Loco La Caurga”.

Questo giudizio è stato prontamente confutato da Fulvio Santarossa, 37 anni, vice presidente della Pro Loco Villa di Tirano.
L’intervento di Santarossa è abbastanza conciliante (i neretti sono nostri):
Tengo a precisare che l’iniziativa, che si svolge oramai da 9 anni, dà la possibilità per chi lo volesse di salire in bici o con altro mezzo dalla Svizzera verso il col d’Anzana (bontà loro, NdR), per partecipare all’iniziativa. Ciò ha dato un forte impulso alla manutenzione dei sentieri e delle mulattiere, ed ha inoltre stimolato nei proprietari privati la ripresa di attività agrosilvopastorali precedentemente abbandonate; ha garantito un miglioramento della viabilità di accesso e un recupero del patrimonio edilizio abbandonato.
Concordo sul fatto che l’elicottero non è il mezzo più soft per queste iniziative, tuttavia tengo a precisare che se vogliamo valorizzare il territorio, dovremmo dare la possibilità di poterlo fruire dai turisti secondo le proprie attitudini. Le confermo che il col d’Anzana viene frequentato per tutta la bella stagione da turisti in mountain bike che poi lasciano un soldino sul territorio, quindi secondo me è giusto rispettare l’ambiente, ma anche renderlo fruibile a chi può lasciare un soldino (saper vendere il territorio senza deturparlo come fanno in Alto Adige). Così si possono finanziare anche le manutenzioni delle nostre montagne e alcune attività economiche legate al turismo. Esistono forme di utilizzo delle nostre montagne meno invasive, trekking ed escursionismo, che tuttavia non sempre garantiscono ritorni economici adeguati (mi spiego meglio, chi fa escursionismo a volte si porta il panino da casa con la coca cola, questi appassionati della mountain bike si fermano sempre a mangiare un piatto di pizzoccheri e un bicchiere di vino valtellinese).

Francamente come organizzatore della Sagra non mi sento uno “stupido al potere”, anche perché lo faccio in modo del tutto gratuito (da oltre 15 anni), con passione, convinzione e ascoltando i pareri della gente, senza esercitare attività di comando su altri volontari come me. La nostra Sagra ha inoltre altre attività che cercano di promuovere i prodotti agricoli della nostra valle in collaborazione con istituzioni, associazioni e aziende che anno dopo anno condividono il nostro modo di fare. Per fortuna che c’è la Sagra della Mela, io direi. La invito prima di esprimere generiche contestazioni e facili giudizi, di venire a conoscerci e di capire fino in fondo cosa è la nostra sagra, e quindi evitare di denigrare iniziative messe in piedi da gente come voi, cioè da comuni valtellinesi; magari scopre che abbiamo gli stessi ideali, magari ci può aiutare a migliorare, magari trova delle idee da condividere. Infine penso che possiamo imparare gli uni dagli altri, ma prima di tutto sarebbe corretto imparare a conoscere bene prima di giudicare”.

Il carico delle mountain-bike. Foto: Giuseppe Braga
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Giuseppe Miotti risponde sollecito: “Non ho proprio niente con la bike e con l’indotto turistico che porta, ci mancherebbe altro. Conosco molto bene il vostro territorio e non ho nulla neppure contro le strade agro-pastorali che, come dice Lei, hanno consentito il recupero di molti nuclei, recupero fra l’atro fatto bene. Quello che trovo fuori luogo è il diseducativo uso dell’elicottero a scopi ricreativi. E sono convinto che la vostra sia stata una sottovalutazione del problema per eccesso di entusiasmo. Mi riferisco alla generica concezione che si ha dell’uso di tali mezzi “d’assalto” come elementi di richiamo. In Alto Adige quasi di certo si guarderebbero bene dal proporre un elibike per le loro manifestazioni. Quindi nulla da dire neppure nei confronti della sagra, quello che mi piacerebbe in queste manifestazioni è un occhio di attenzione in più al messaggio. Ma è un mio pensiero”.

L’arrivo in elicottero al Col d’Anzana. Foto: Giuseppe Braga
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Considerazioni
In effetti, con partenza alle 10 di mattina, la comitiva si è poi ritrovata, dopo l’emozionante discesa, al rifugio dei Cacciatori a Lughina 1600 m. Noi non crediamo, francamente, che solo coloro che possono spendere 60 euro di elicottero possano permettersi un pasto caldo al rifugio. Qualche “soldino” lo lasciano anche loro. Certo, è più probabile che un buon numero di eli-biker lasci sul terreno una buona quantità di soldini che altrimenti non si sarebbe vista…

Giuseppe Braga, selfie
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Se qualunque territorio dovesse essere lasciato alla libera fruizione dei turisti secondo le proprie attitudini, allora mi domando perché mai non ci siano il posteggio e il campeggio selvaggi, perché mai si facciano i Parchi e magari anche perché esista la raccolta dei funghi regolamentata o il divieto di costruire dove si vuole ciò che si vuole. E solo per citare le prime regole che vengono in mente.

Che in Alto Adige, pur non esente da qualche obbrobrio recente, si sia deturpato il territorio più che in Valtellina o nel Livignasco, è decisamente opinabile: chissà perché la gente pensa esattamente il contrario.

Discesa dal col d’Anzana. Foto: Pollini, Sondrio
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