Posted on Lascia un commento

L’ultima sentinella del cimitero

La chiodatura a spit dell’ultima via classica della Rocca Sbarua, la diretta integrale alla Torre del Bimbo, a cura di Adelchi Lucchetta, equivale all’abbattimento dell’ultima sentinella del cimitero.

Dino Rabbi, Giorgio Rossi, Franco Ribetti e Alberto Marchionni avevano raddrizzato negli anni ’60 una significativa via che Guido Rossa e compagni avevano aperto nel maggio 1956 sul Bimbo, una bella torre al margine della Sbarua, la famosa “palestra” degli arrampicatori torinesi la cui fama in seguito si è allargata ben oltre la sua collocazione. Ne erano risultate tre bellissime lunghezze di arrampicata libera e artificiale che si andavano ad aggiungere alle ultime tre della via Rossa: nome dato, Diretta al Bimbo.

UltimaSentinella-20838Sbarua

Le generazioni sono passate, la Sbarua è diventata sempre più popolare. Ricordo il rispetto con cui venivano affrontate fessure come la famosa “duelfer” di Giusto Gervasutti o placche tipo la Vene di Quarzo di Gabriele Boccalatte, entrambe assolutamente sprotette (ma la prima oggi ben proteggibile con dadi e friend). Poi sono arrivati nuovi itinerari, nuove capacità sportive: e con essi gli spit. Che presto invasero anche gli itinerari classici e le vie di artificiale.

Rimanevano solo la seconda lunghezza della Fessura Beuchod e la Diretta al Bimbo a testimoniare il valore di altri tempi: con la chiodatura di quest’ultima è davvero finita un’epoca. Anche perché, se continua così, pure la bella fessura di Gabriele Beuchod, da lui aperta in libera nel 1977 e ancora oggi miracolosamente illesa, sarà presto omogenea con il resto di quello che ormai è un rocciodromo come tanti.

Una fessura alla base del Bimbo, già salita in stile classico, poi richiodata e “ribattezzata”.
UltimaSentinella-attaccoviadirettaBimboSbaruaP1020303Adelchi Lucchetta, da tempo puntiglioso chiodatore, anche in questo caso ha agito come se la Sbarua fosse sua, non ha neppure accennato a chiedere ad altri una condivisione. Evidentemente parte dal presupposto che non esiste altro interesse che l’arrampicata sportiva e tutto va sacrificato a questa.

La mania di riattrezzare in ottica sportiva, di “risanare” una via (come diceva Juerg von Kaenel), ricorda l’atteggiamento della maggioranza degli alpinisti “estremi” degli anni ’50 e ’60, quando le vie dei grandi Cassin, Comici, Ratti, Vinatzer, Carlesso, ecc. venivano ripetute e chiodate in modo capillare, tanto che il sesto grado conclamato (e provato) delle prime ascensioni scadeva in uno squallido esercizio, quello che anni dopo si sarebbe chiamato A0. Ma tutti se ne guardavano bene dal protestare, dava lustro fare un cosiddetto sesto grado, iperchiodato o no. Ci sono voluti due decadi prima che Messner, Cozzolino e pochi altri facessero chiarezza e risollevassero le sorti dell’arrampicata libera.

In un ambiente in cui anche i custodi dei rifugi sono conniventi con le chiodature perché notano che il flusso maggiore di arrampicatori si convoglia sulle vie chiodate a spit e quindi “sicure”, come possiamo pensare a un’inversione di tendenza o almeno a una convivenza?

Possiamo chiedere, solo per rimanere in Sbarua, il ripristino di alcune vie (tipo Gervasutti, Rivero, Cinquetti o altre) sperando che qualcuno ascolti? O dobbiamo scatenare una schiodatura selvaggia?

Mi si fa sempre più chiaro che la pacifica convivenza tra arrampicata sportiva e trad stenta a decollare. Mi viene il dubbio che in questi anni sia meglio lottare per avere aree completamente clean, ma già in questo non sappiamo se avremo successo o meno. La via diretta alla Torre del Bimbo è morta, era l’ultima sentinella di quel Cimitero.
Possiamo recitarne solo il de profundis, è il funerale minimo che possiamo farle sui social e sulle riviste. Mi viene in mente che si potrebbe anche confezionare un cartello da mettere alla base della via, tipo quelli che comunicano la morte di uno del paese (facilmente rimovibile). Almeno susciterebbe casino.

La famosa fessura in “duelfer” della via Gervasutti alla Sbarua, oggi protetta a spit
UltimaSentinella-20838

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.