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Solo di cordata

Solo di cordata

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Finalmente la lavorazione di Solo di cordata è giunta al termine! E nella serata di martedì 9 febbraio 2016 il film verrà presentato a Vicenza presso Ekuò Cinema, con ingresso gratuito.

Solo di cordata è il fedele ritratto filmico di Renato Casarotto, il fortissimo alpinista vicentino somparso al K2 nel luglio 1986, praticamente trenta anni fa. Ripercorre le sue più famose imprese alpinistiche e, grazie a preziosi materiali di repertorio inediti uniti alla voce dei suoi più intimi amici e compagni di cordata, racconta, con pensieri e voce dello stesso Casarotto, la ricerca umana celata dietro l’esigenza dell’azione alpinistica immersa nella natura più selvaggia.

E’ una raccolta di 84 minuti di immagini e pensieri sconosciuti che gettano luce sulla complessità umana e l’eclettismo di un uomo che, con la sua volontà e tecnica alpinistica, ha compiuto imprese straordinarie, molte delle quali ancora oggi insuperate e mai ripetute. E alcune neppure capite fino in fondo.

E’ l’esperimento umano “di uno dei più puri e meno celebrati alpinisti di tutti i tempi” che svela che cosa succede all’anima quando, penetrando in solitudine nella primordialità del mondo naturale, essa incontra lorigine.

“Nonostante molti procastinamenti, alcuni dovuti a problemi ma altri voluti al fine di dare la miglior forma possibile a questo progetto, ce l’abbiamo fatta!” esclama il regista Davide Riva. Scrittore e videomaker milanese, Riva ha una laurea scientifica alle spalle che non gli ha impedito di crearsi una forte cultura umanistica e di cedere all’amore per la narrazione in tutte le sue forme, dal linguaggio visivo a quello scritto passando attraverso quello musicale. Da questo cocktail di interessi prendono avvio le sue opere che spaziano e si contaminano di ogni universo della comunicazione visiva, e non solo.

Per scaricare il film Solo di Cordata:  www.solodicordata.it

Per saperne di più su Davide Riva: davideriva.net

Per saperne di più su Renato Casarotto:
http://www.alessandrogogna.com/2015/03/05/renato-casarotto-linsubordinato-parte-1/
http://www.alessandrogogna.com/2015/03/06/renato-casarotto-linsubordinato-parte-2/

Una delle più grandi imprese di Casarotto fu quella immensa cavalcata solitaria ch’egli fece sull’inviolata cresta sud-est del Mount McKinley. Trascriviamo qui le note asciutte ch’egli scrisse per l’American Alpine Journal del 1985.

La Ridge of No return al Mount McKinley
di Renato Casarotto

La Cresta del Non Ritorno è la cresta rivolta a sud-est che scende dalla Quota 15.000 piedi sul South Buttress del Mount McKinley per terminare nella diramazione occidentale del Ruth Glacier. E’ situata circa 1 km a sud-ovest della via Isis.

Ridge of No return al Mount McKinley. La cresta è stata raggiunta dal circo glaciale a sinistra. La cresta sale in diagonale a sinistra fino alla nevosa Quota 15.000 feet
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Dal campo base sul Ruth Glacier, sono passato da solo sotto alla parete nord del Mount Huntington per arrivare al piede della cresta. Questa comincia con una parete di neve triangolare di circa 300 metri situata alla fine meridionale (o sinistra) dell’enorme parete di neve e ghiaccio che forma la verticale parete est dello sperone sud-est. Dopo averne raggiunto la cima, per continuare lungo la cresta sud-est, è necessario oltrepassare lungo una serie di enormi cornici di tutte le forme e dimensioni, che si sporgono nel vuoto in differenti direzioni. Ho superato in questa sezione alcune torri rocciose di V grado, anche se in predominanza ho scalato su neve e ghiaccio. La salita era sempre esposta e molto pericolosa, con molte sezioni verticali o strapiombanti di neve e ghiaccio, alcune delle quali tra le più difficili da me mai incontrate. Gli ultimi 1000-1300 metri verticali li ho saliti prima per una parete di ghiaccio e neve, poi su terreno misto, e alla fine ancora su ghiaccio  e neve. La parte più ripida di questa sezione arrivava a 65°.

Ho lasciato il campo base il 29 aprile 1984 e ho raggiunta la vetta della Quota 15.000 piedi alle 21.30 dell’11 maggio. Ho avuto cattivo tempo nei primi sette giorni, poi tempo buono per cinque. La cresta è lunga 3 miglia (5 km) e sale per 2100 metri.

Avevo con me cinque chiodi da roccia e sei da ghiaccio, oltre a un corpo morto. Non ho usato corde fisse, non ho lasciato nulla sulla montagna e sono salite in stile alpino. Sono sceso per un nuovo itinerario che si svolge circa 500 metri a est della via normale di discesa, sulla sezione ripida della via del South Buttress.

La mia discesa ha comportato il superamento di circa 1100 metri di ghiaccio di fusione a 70°, e non è raccomandabile.

Mentre scendevo ho visto cadere da una parete di ghiaccio una cordata di tre alpinisti. Per me era impossibile dare alcun genere di aiuto e così ho deciso di raggiungere al più presto il campo base sul Kahiltna Glacier e dare l’allarme per l’elicottero di soccorso. Ho marciato tutta la notte e il mattino dopo ho incontrato alcuni alpinisti che mi hanno prestato un paio di sci. I tre sono stati salvati.

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