Posted on Lascia un commento

Il disagio delle sezioni venete – 3

Il disagio delle sezioni venete – 3
Ricordiamo che, in questo post, riaffrontiamo la questione, già ampiamente esposta, della presunta cattiva gestione amministrativa delle scuole di alpinismo del Veneto e del Friuli-Venezia Giulia, nel periodo 2003-2011.
Per meglio comprendere quanto più sotto esposto sarebbe necessario avere letto i seguenti post:
12 maggio 2015: http://www.banff.it/la-vicenda-doglioni-parte-1/
13 maggio 2015: http://www.banff.it/la-vicenda-doglioni-parte-2/
31 agosto 2015: http://www.banff.it/il-disagio-delle-sezioni-venete-1/
9 settembre 2015: http://www.banff.it/il-disagio-delle-sezioni-venete-2/

Ricordiamo anche che il taglio che vogliamo dare a questo reportage-inchiesta è quello dell’evidente e ormai datato disagio che una buona parte di soci, socie e sezioni del CAI del Veneto e del Friuli-Venezia Giulia hanno sofferto (e soffrono tuttora).

Riassunto questione morale e ruolo del CAI Veneto
di Maurizio Dalla Libera

Premessa sull’erogazione dei contributi
Il CAI è un’associazione di volontari che, in sintonia con la legge sul volontariato, stabilisce che i propri soci che ricoprono cariche e svolgono incarichi non possono essere retribuiti, ma possono ricevere il rimborso delle spese vive sostenute per l’esercizio delle loro mansioni e a fronte di idonea documentazione.

La Commissione Nazionale Scuole di Alpinismo Scialpinismo e Arrampicata libera (CNSASA) è un organo tecnico del CAI, che per il suo funzionamento riceve dal CAI un contributo, il quale a fine anno viene controllato dalla sede centrale. Una parte di tale contributo viene destinato al funzionamento delle sei commissioni interregionali (CISASA), le quali a fine anno devono presentare la giustificazione delle spese alla CNSASA che a sua volta le inoltrava, fino al 2011, alla sede centrale per un successivo controllo. Inoltre queste sei commissioni interregionali, formate da 8-12 istruttori designati in ambito regionale e nominati ogni tre anni, ricevono un altro contributo dal Comitato Direttivo Regionale (CDR) del CAI operante nella rispettiva Regione; tale contributo viene rendicontato dalla Commissione regionale al rispettivo CDR di riferimento.

Maurizio Dalla Libera
Disagio3-foto-maurizio-2
La commissione regionale del Veneto e Friuli Venezia Giulia (CISASA VFG) riceve contributi dalla CNSASA (le cui pezze giustificative vengono presentate alla sede centrale). Da oltre venti anni, a parte l’anno 2011, essa riceve finanziamenti anche dalla Regione Veneto attraverso il CDR del CAI Veneto (le cui pezze giustificative vengono presentate al CAI Veneto). Inoltre la CISASA VFG riceve dalle Sezioni le quote di iscrizioni ai vari corsi (corsi di formazione e aggiornamento degli istruttori per le varie discipline); le spese per l’organizzazione di questi corsi vengono rendicontate in parte alla sede centrale e in parte al CAI Veneto.

Nel 2012 sono state segnalate dalla CNSASA agli organi dirigenti del CAI delle irregolarità nella gestione contabile dei contributi ricevuti dalla commissione regionale VFG in vari anni precedenti il 2011. L’indagine amministrativa che ne è seguita e i provvedimenti disciplinari, dapprima applicati ai responsabili e poi annullati per vizi di forma, hanno evidenziato almeno tre aspetti:

– la rendicontazione presentata di anno in anno dalla commissione alla sede centrale a giustificazione del contributo nazionale risulta corretta fatto salvo per l’anno 2010; invece il contributo erogato dalla Regione Veneto e destinato dal CAI Veneto alla commissione regionale non sembra avere adeguata e corretta giustificazione in particolare negli anni analizzati dal 2003 al 2010.

– il secondo aspetto è che il CAI Veneto ha sempre difeso l’operato dei due presidenti di commissione contestati, ha mantenuto nella vicenda una scarsa trasparenza e ha in varie occasioni accusato coloro che hanno promosso l’indagine di voler destabilizzare il tessuto del CAI nel Nord-est e screditare il buon nome del CAI Veneto.

– un terzo elemento è che il CAI Veneto ha notevolmente influenzato l’andamento del procedimento disciplinare indetto a livello centrale contando molto sul fatto che il Presidente Generale è un veneto; permane il timore che l’annunciata denuncia del CDC del febbraio 2013 a carico di Doglioni per la restituzione di € 63.925 di somme non rendicontate, non sia stata fatta o eseguita in modo tale da preludere a una prescrizione.

Intervento del CAI Veneto nella fase di istruttoria in CISASA VFG dell’ 8 maggio 2012
In piena fase di raccolta della documentazione da parte della sede centrale (estratti conto, bilanci, ecc.) nel corso della riunione della CISASA VFG del 8 maggio 2012 (all. 3 – Verbale CISASA VFG 08-05-2012) il Vice Presidente del CAI Veneto Francesco Carrer chiede alla commissione di approvare il bilancio consuntivo 2010 redatto da Doglioni e Callegarin, ovvero dai precedenti Presidenti ; tale bilancio è contestato dalla commissione e dalla CNSASA (all. 4 – Rendiconto esercizio 2010) perché altrimenti il CDR non approverebbe il bilancio consuntivo 2011 redatto dalla CISASA VFG presieduta da Puddu. Si fa notare che dal 2011 una nuova norma stabilisce che il contributo della sede centrale non venga più erogato direttamente al presidente della CISASA, bensì venga accreditato al CDR che a sua volta lo deve destinare alla CISASA. Quindi la mancata approvazione del bilancio da parte del CDR avrebbe bloccato i finanziamenti provenienti dalla Sede Centrale che dall’anno 2011 devono appunto transitare dai CDR. I commissari, salvo Callegarin, non accettano il ricatto: non approvano il bilancio 2010 e confermano quello consuntivo 2011 da loro predisposto.

Intervento del CAI Veneto e annullamento della radiazione (CDC n. 78 del 27 luglio 2012)
Il 14 luglio 2012, ovvero il giorno dopo dell’emissione, la delibera di radiazione viene comunicata da Francesco Carrer, Vice Presidente del CAI Veneto, ai dirigenti dell’area Veneto – Friuli Venezia Giulia (all. 08 – comunicazione di Carrer della radiazione del 14-7-12). Nella lettera si esprime l’intenzione di contestare la decisione del CDC e si programma un incontro a breve.

Il 16 luglio 2012 il Presidente Generale accoglie la richiesta di audizione presentata da Doglioni e Callegarin e nella stessa data, con procedura d’urgenza, sospende l’immediata esecutività del provvedimento di radiazione perché, invocando l’art. 111 della Costituzione, prima della delibera di radiazione non si sarebbe svolto un contradditorio tra le parti.

Varie iniziative del CAI Veneto per sostenere i due ex presidenti e per screditare e delegittimare l’operato della CISASA VFG e della CNSASA.
Il CAI Veneto il 22 agosto 2012 indice per il 15 di settembre a Mestre una assemblea congiunta straordinaria dei delegati delle Sezioni del Veneto e del Friuli Venezia Giulia (all. 10 – convocazione AD del VFG del 22-8-12). L’ordine del giorno non viene comunicato ma si intuisce che riguarda la questione della radiazione.

Il CAI Veneto il 31 agosto 2012 comunica ai delegati delle Sezioni VFG (all. 11 – annullamento AD del VDG 31-08-12) che l’assemblea straordinaria è annullata. Nel comunicato si legge che tale decisione è motivata e si rende necessaria in quanto il provvedimento disciplinare del CDC a carico dei due soci dell’area veneta – friulana – giuliana, Massimo Doglioni e Maurizio Callegarin, è stato annullato mentre rimane ancora in itinere il relativo procedimento.

Il comunicato prosegue riportando una seconda frase che scredita l’opera dell’attuale CISASA VFG: “Si ritiene opportuno precisare sin d’ora che le divergenze interpretative sulla gestione delle risorse economiche nate all’interno della CISASA VFG tra l’attuale presidente Antonello Puddu e i past- president Massimo Doglioni e Maurizio Callegarin hanno comportato il deterioramento dei rapporti fiduciari anche con i CDR del Veneto e del Friuli Venezia Giulia e il ritardo dei finanziamenti da parte della sede centrale”.

Il 6 e 10 ottobre 2012 il CAI Veneto e il CAI Friuli VG diffondono alle Sezioni una mozione (all. 12 – mozione GR Veneto del 6-10-12) nella quale sono presenti varie affermazioni completamente false e calunniose sull’operato delle Commissioni Regionale e Nazionale. Se ne citano alcune.

Per quanto riguarda i Presidenti di Commissione Puddu e Dalla Libera, al di là della mancanza di fiducia dimostrata nei riguardi dei GR che, per contribuire al chiarimento delle irregolarità denunciate, si erano immediatamente messi a completa disposizione, esiste fin dall’inizio, tra le altre questioni, l’omissione di consegnare ai CDR Veneto e Friuli Venezia Giulia i documenti più volte richiesti”.
Considerazioni: risulta dai documenti che i GR non si sono mai messi a disposizione e non hanno mai consegnato alcun documento alla CNSASA. Viceversa risulta che le verifiche di bilancio condotte dalla CISASA VFG e dalla CNSASA sono state inviate sia ai GR che alla sede centrale.

E’ nota anche la successione di riunioni indette da Puddu con la CISASA e i direttori delle scuole VFG, per parlare di programmi ma, nel contempo, esporre i crimini dei soci Doglioni e Callegarin con dovizie di particolari amplificati, mentre Dalla Libera afferma che la radiazione era confermata, non annullata, e che la sua esecutività era solo questione di cavilli burocratici. Tutte queste notizie si sono propagate nelle Scuole e nelle Sezioni con un teatrino di menzogne e vigliaccherie che hanno portato la CISASA VFG allo sbando, scavato divisioni e dimissioni, disseminando ovunque sfiducia e sospetti”.
Considerazioni: sono affermazioni false e calunniose.

Riprovazione per la immediata divulgazione del provvedimento disciplinare, ora annullato, ma con mancata comunicazione diretta agli interessati, a fronte della illegittima divulgazione tra gli organi tecnici referenti che nel giro di due giorni avevano già provveduto a depennare i nomi dei due istruttori dall’albo della scuola interregionale e, nel caso di Callegarin, dalla composizione della CISASA, fatto gravissimo, che comporta precise responsabilità in quanto ha alterato equilibri, rapporti fiduciari e sociali, credibilità, tra il corpo sociale dei GR VFG”.
Considerazioni: frase ipocrita perché il primo a dare comunicazione della radiazione, a due giorni di distanza, è stato proprio il Vice Presidente del CAI Veneto Francesco Carrer, persona che ora ricopre l’incarico di Presidente.

Condanna per il modo in cui il presidente della CISASA VFG Antonello Puddu, i vari componenti la commissione, il presidente della CNSASA Maurizio Dalla Libera hanno gestito la questione, dimostrando omissioni e incapacità, escludendo il confronto e il chiarimento con i diretti interessati”.
Considerazioni: proprio chi ha denunciato lo scandalo viene accusato di omissione e incapacità dagli stessi enti che hanno coperto e giustificato.

Dimissioni dei componenti della CISASA VFG in data 15 novembre 2012
A seguito dei numerosi interventi da parte del CAI Veneto a sostegno di Doglioni e Callegarin e a discredito dell’operato delle Commissioni Regionali e Nazionali i componenti della CISASA VFG con un comunicato danno le loro dimissioni (all. 13 – dimissioni componenti CISASA VFG del 15-11-12).

Nel comunicato si legge:
La Commissione all’atto dell’insediamento di Antonello Puddu alla carica di Presidente, ha vissuto un biennio di particolari difficoltà e disagi: non è stato possibile liquidare agli istruttori impegnati nelle diverse attività i dovuti rimborsi spesa per mancanza della provvista necessaria, ravvisando nel contempo incongruenze e mancanze nei rendiconti delle precedenti gestioni.

Da parte degli scriventi è apparso che la scelta corretta e coerente con i valori del volontariato fosse stata quella di informare sia i responsabili dell’organo tecnico centrale sia i responsabili dei direttivi regionali, fornendo loro dovuta documentazione…… mentre l’organo tecnico centrale ha assicurato ogni forma di collaborazione e assistenza, al fine di consentire la continuità della gestione, sia pure su basi e con modalità diverse, non altrettanto è avvenuto da parte dell’organo politico amministrativo che, ben diversamente da quanto sarebbe stato logico attendersi, ha assunto un atteggiamento che, da una iniziale manifestazione di fastidio ed intolleranza per le problematiche segnalate, si è gradualmente trasformato in un atteggiamento denigratorio e punitivo, non già verso coloro che sarebbe stato logico attendersi, bensì nei confronti dei componenti della Commissione, evidentemente ritenuti responsabili di eccesso di trasparenza e correttezza… Con l’atto delle dimissioni si vuole esprimere civilmente, in modi consoni all’appartenenza al CAI, il più fermo dissenso per l’atteggiamento assunto dagli attuali responsabili regionali del Veneto, dovendosi fare un doveroso distinguo rispetto a quelli, pure di riferimento stante la interregionalità della Commissione, del Direttivo Friuli Venezia Giulia.

Chi crede ad un volontariato vero, tecnico sì, ma sempre espressione di ideali tradotti in fatti e che non restino parole, non può accettare che l’aver segnalato a chi di dovere anomalie, irregolarità ed illeciti si trasformi, per chi, per il ruolo ricoperto aveva il dovere di segnalare, in un capo d’accusa aprioristico”.

Risultati delle verifiche contabili condotte dal Direttore del CAI del 18 settembre 2013
Il Direttore del CAI, Andreina Maggiore, a seguito dell’incarico assegnato dal CDC, il 18 settembre 2013 presenta i risultati della verifica contabile CISASA VFG per gli esercizi 2003-2010.
Di questa relazione amministrativa si evidenziano alcuni passaggi:

Coperture e complicità del CAI Veneto
A pagina 4 punto 1 si afferma: “Alla luce di quanto sopra esposto e a conclusione dell’attività fin qui svolta si segnala che il socio Doglioni ha provveduto all’autoerogazione di rimborsi spese a carattere forfettario, così come dichiarato dallo stesso e come affermato dal gruppo regionale del veneto nella propria comunicazione del 29.08.2012 cui non è allegata alcuna delibera in tal senso anteriore all’utilizzo delle somme in palese contrasto con quanto disposto dall’art. 33 del regolamento degli organi tecnici operativi centrali e territoriali e venendo meno al principio enunciato dall’art. 76 comma 1 del regolamento generale”.

Premessa per associare le motivazioni di Doglioni e le dichiarazione del CAI Veneto
Massimo Doglioni nelle sue memorie difensive (vedi verifica contabile del Direttore del CAI – allegato 6) dichiara di essersi erogato rimborsi personali per l’attività di presidente o di facente funzione non presenti nei giustificativi presentati nella misura di € 200 al mese (circa € 24.000 in 10 anni) e dichiara di aver riconosciuto un compenso di € 3.000 all’anno (circa € 24.000 in 8 anni) a terza persona per l’attività di segreteria e gestione contabile (senza pezza giustificativa per questioni fiscali).

Lettera del Presidente CAI Veneto a sostegno del ex presidente CISASA VFG
Con lettera del 29 agosto 2012 (all. 16 – lettera CAI Veneto a Direttore del 29-08-12. NB: tale lettera è presente come allegato 8 nella verifica contabile del Direttore CAI), inviata al direttore del CAI, il presidente CAI Veneto Emilio Bertan dichiara che:

a) “Era stato deciso dalla commissione interregionale scuole, a partire dall’anno 2003/2004 l’attivazione di un servizio di segreteria e gestione contabile tramite collaborazione esterna retribuita, analogamente a quanto risulta sia previsto a livello centrale per la CNSASA, per corrispettive 35 ore mensili, indennizzata con un compenso di € 3.000 annuo.
Tale prassi era nota, oltre che ai componenti della commissione, alla Presidenza e alla Segreteria del CDR (Bepi Cappelletto) del Veneto che ne condividevano in toto le ragioni”.

b) “Parimenti la Presidenza e la Segreteria del CDR veneto erano a conoscenza che i rimborsi chilometrici per spese di viaggio e ogni altro genere di spesa inerente alla funzione di Presidente dell’OTTO Commissione interregionale scuole (pasti, telefono, cancelleria, ecc.) venissero rimborsate tramite una cifra forfetaria di € 200 mensili, prelevata direttamente dal conto corrente o tramite bancomat, in sostituzione della produzione dei singoli giustificativi di spesa, dei quali infatti non risulta traccia agli atti”.

Considerazioni
La CISASA VFG e la CNSASA non hanno mai deliberato nessuna delle due procedure, né avrebbero potuto farlo. Si tratta di una falsità del CAI Veneto per giustificare l’ammanco di circa € 48.000, somma che proviene da quote versate dalle sezioni e dal contributo della Regione Veneto erogato al CAI Veneto.