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Sud verticale

E’ appena uscita la nuova guida Sud verticale, una completa monografia di ghiaccio, scialpinismo, roccia, falesie e ferrate nei Parchi del Pollino e dell’Appennino Lucano. L’autore è Guido Gravame, l’editore è Idea Montagna.

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Sono passati quasi 35 anni da quando, assieme a mia moglie Ornella e Andrea Savonitto, nel corso del nostro lungo peregrinare nelle montagne del Sud, capitammo sulle montagne del Pollino. Pur dotati di carte militari dell’IGM eravamo completamente all’oscuro di cosa avremmo trovato, ma una cosa era chiara fin da subito. Sul versante settentrionale avremmo trovato una montagna meravigliosa, piena di boschi e di itinerari anche impegnativi; su quello meridionale grandi dislivelli e precipizi dirupati e selvaggi. Non mi aspettavo grandi pareti di roccia, perché non ero riuscito a reperire in anticipo alcuna documentazione fotografica. E dunque, quale non fu la nostra sorpresa, con conseguente eccitazione, quando scoprimmo ciò che sovrastava Civita! Gole profondissime, canyon… e soprattutto pareti a perdita d’occhio, una specie di novello Verdon dalle proporzioni gigantesche e del tutto inesplorato.

Fummo subito presi dalla frenesia del fare, anche se i giorni che avevo messo a disposizione per la zona del Pollino erano comunque limitati. Ci scontrammo subito con la difficoltà di avere qualunque genere di informazioni sul posto, controbilanciata dalla sorpresa dell’aver trovato alcune strade poderali sterrate che non ci aspettavamo (sulle carte non c’erano) e che ci facilitavano decisamente le cose.

Alla fine riuscimmo essenzialmente ad aprire una via difficile sull’imponente parete ovest della Pietra del Demanio e ad attraversare in senso est-ovest l’intera Gola del Barile. In realtà ci siamo impegnati a risalire questo fantastico canyon non propriamente con il solo scopo esplorativo: ci interessava l’enorme parete sovrastante, la Sud-ovest della Timpa di San Lorenzo, a occhio e croce la più alta di tutto il Meridione d’Italia. Pur osservando con molta attenzione, non riuscimmo a trovare un itinerario possibile nello stile mordi e fuggi. Per tutto il canyon lo zoccolo basale della parete ci risultò costituito di immani placconate lisce che di certo avrebbero richiesto molti tentativi, un’attrezzatura e magari anche qualche chiodo a pressione (che non avevamo neppure). Ci sfuggì la possibilità sfruttata molti anni dopo da Giovanni Peruzzini e Alessandro Manià: loro seguirono una lunga cengia che taglia in basso la parete (la cengia di Sant’Anna) evitando così lo zoccolo e risalirono diretti alla vetta per quella che chiamarono la via del Moto Perpetuo.

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Questa grande impresa è solo la prima ad affrontare la grande parete: io mi auguro che prima o poi qualche forte cordata riprenderà il nostro vecchio progetto e salirà dal fondo della Gola del Barile sull’intera parete, magari più a destra di Moto Perpetuo, dove è presumibile trovare difese naturali ancora maggiori.

Insomma, un ricordo meraviglioso, ingigantito dal lungo silenzio che seguì le nostre esplorazioni, poi ulteriormente amplificato da vaghe notizie di nuove timide aperture e di qualche grande impresa. Già mi ero interessato a queste nuove frequentazioni per la stesura del mio La Pietra dei Sogni, ma questa guida che sto presentando elenca le nuove vie e le descrive con grande precisione e amore. Rimarchevoli le annotazioni storiche per ciascun itinerario, sia esso di completa avventura sia plaisir. Alla fine si vengono a conoscere nei dettagli imprese, uomini e donne che qui hanno esplorato, sofferto e vinto, oppure qualche volta sono stati sconfitti. Noi questi alpinisti dobbiamo ringraziarli perché sono loro ad aver portato e portare avanti un discorso che viene da molto lontano.

Francesco Nuovo in uscita da Ottobre Rosso sulla parete sud-ovest di Timpa Falconara. Foto: Guido Gravame
Francesco Nuovo in uscita da Ottobre Rosso sulla parete SW Timpa Falconara

Con piacere vedo che il format, già ampiamente collaudato dall’Editore per la sua bellissima serie di guide del Gruppo di Brenta, è stato applicato anche qui sul Pollino e dintorni, con il risultato, grazie anche e soprattutto alla competenza dell’Autore, di fare chiarezza su un gruppo di montagne che dovrà essere noto d’ora in avanti non solo perché a suo tempo è stato dichiarato Parco Nazionale, ma anche perché costituisce un grande luogo d’avventura. Qui l’avventura è propria non solo delle pareti da arrampicare in tutte le stagioni: qui l’avventura è essenza intima di ogni modo di muoversi e di conoscere. Sono pochi i luoghi, nelle Alpi e nell’Appennino, a essere ancora così.

Alessandro Gogna, 1a ascensione della via del Peperoncino, seconda lunghezza, Pietra del Demanio (Gola del Raganello inferiore), 26 settembre1981
Parco Pollino, Raganello inferiore, A. Gogna sulla 2a L della via del Peperoncino, 1a asc.,26.09.1981

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La Pietra dei Sogni

Trentatré anni dopo la serie di viaggi al Sud che mi permise di scrivere Mezzogiorno di Pietra, sono finalmente riuscito a mettere mano ai ricordi di quegli anni e di quelli successivi, con l’idea di inserirli nello scorrere del tempo.

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PdSDa protagonista con i miei compagni, il nostro gruppo tenne la scena per un certo periodo, poi altri se ne appropriarono con energia, portando avanti la ricerca con uguale dedizione e la stessa possibilità di errori.

Luigi CutiettaPalermo, tavola rotonda di Alp, 4.11.06, Luigi CutiettaCi furono anni di ricerca, di miglioramento sportivo, di discussioni sul come e con quali mezzi, ancora oggi di certo non risolte.

Lorenzo Nadali e Lucia CeronLorenzo Nadali e Lucia Ceron in sosta a m.te Oddeu, Dorgali, giugno 98Intanto ci lasciavano Roby Manfrè, Gabriele Beuchod, Ornella Antonioli, Oskar Brambilla e Lorenzo Castaldi, cui voglio dedicare questa fatica.

Francesco del FrancoUn protagonista di Capri, Francesco del Franco in calata dalla Steger (foto L. Ferranti, 2010)La vastità del territorio, la quantità di lustri e l’iperbolico aumento degli appassionati hanno creato un terreno di gioco tra mare e montagna per un grande numero di giocatori, giovani e meno giovani, seguire le partite dei quali è stato laborioso quanto entusiasmante.

Oskar Brambilla ed Elena Gogna, 19971997.05 Cala Fuili OskarBrambilla ed Elena , A. GognaNell’illusione, talvolta così forte da essere quasi reale, che l’occuparmi delle avventure altrui e lo scavare nei piccoli misteri fosse l’unico modo valido per non poltrire nei ricordi personali. Prendendomi la libertà di dare il giusto peso a imprese ben note e di bandiera, riequilibrandolo con quello delle dimenticate o quasi ignote, senza inchinarsi ad alcuna moda.

Un’illusione che porta a credere, maliziosa tentazione, che anche per noi “anziani” il sogno non sia ancora finito: e che la Pietra dei Sogni sia come quella filosofale.

Lorenzo Castaldi sulla sesta e ultima lunghezza di Eco sospeso (1a ascensione) alla Torre Attesu (Bruncu Nieddu, Lanaitto)L. Castaldi sulla 6a e ultima L di Eco Sospeso (1a asc), via di salita all'inviolataTorre Attesu di Fruncu Nieddu (Lanaitto). 31.03.2002