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Carta delle Valli del Gran Paradiso

Carta delle Valli del Gran Paradiso

Non si poteva trovare quadro più naturale per il lancio della nuova Carta delle Valli del Gran Paradiso: durante la giornata di apertura del XIX Gran Paradiso Film Festival.

Quest’anno l’inaugurazione è stata a Cogne: sono stati quasi in cinquecento ad assistere al concerto de L’Orage che nel pomeriggio del 24 agosto 2015 ha dato il via alla manifestazione di cinque giorni (24-29 agosto 2015, vedi programma). Un’importante affluenza di pubblico che è proseguita anche in serata, in occasione delle proiezioni dei film (qui, il backstage): a Cogne è stato necessario attivare due ulteriori sale, in aggiunta al centro congressi del la Maison de la Grivola, che hanno registrato il tutto esaurito. Sale piene anche a Ceresole Reale, Champorcher, Rhêmes-Saint-Georges e Villeneuve per un totale complessivo di 1.774 spettatori. Numero più che positivo, per la prima sera soltanto.

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Ma la cerimonia d’inaugurazione che normalmente precede la proiezione dei film in concorso, con una giuria popolare di 190 persone, quest’anno è stata sottolineata da una grande novità, la firma della Carta delle Valli del Gran Paradiso, un’opera a più mani che vuole sensibilizzare stakeholder, istituzioni e cittadini sul ruolo fondamentale che ogni individuo riveste nella conservazione della biodiversità e dell’ambiente.

La carta vuole essere un esempio di cittadinanza attiva e di partecipazione che il Festival ha voluto stimolare e lanciare.

E’ una proposta che parte dal basso, dai cittadini, per incoraggiare politiche di conservazione della biodiversità e la fruizione sostenibile del fragile ambiente naturale. Cittadini, turisti, imprese, rappresentanti di istituzioni assumono simbolicamente una responsabilità nel mettere in atto condotte e scelte che contemperino gli interessi delle presenti e future generazioni. Partendo dal Parco Nazionale Gran Paradiso – prima area protetta italiana – si intende ovviamente allargare lo sguardo sull’intero pianeta. Si tratta di un documento tuttora aperto ai contributi e alle considerazioni dei partner coinvolti e delle persone interessate.

La Carta è stata redatta coerentemente con l’accordo raggiunto in ambito Nazioni Unite sull’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals and Targets); nonché in base alle osservazioni relative ai territori montani contenute nel documento “Il futuro che vogliamo” a conclusione del vertice mondiale di Rio del 2012 e nell’Agenda 21 delle Nazioni Unite del 1992.

«Esiste un’analogia tra la Carta delle Valli del Gran Paradiso e la Carta di Milano, proposta in occasione di EXPO 2015, con una sostanziale differenza: la Carta delle Valli del Gran Paradiso nasce dal basso, come esempio di cittadinanza attiva e scaturisce dall’esperienza e dalle buone pratiche che, da sempre, contraddistinguono il territorio del Gran Paradiso. È un documento che esprime una grande attenzione e un forte sentimento di appartenenza verso queste valli, da parte di chi le vive, le frequenta, le ama e le rispetta. È un’iniziativa meritoria e innovativa, che contribuisce a perseguire gli obiettivi del Governo» ha commentato Barbara Degani, Sottosegretario all’Ambiente e alla Tutela del Territorio e del Mare.

Concerto de L’Orage alla cerimonia di apertura
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«La Carta delle Valli del Gran Paradiso fa proprio il principio della partecipazione dei cittadini rispetto all’elaborazione di strategie sulla sostenibilità di lungo periodo e mostra come dalle valli del Gran Paradiso scaturiscano un esempio importante e un segnale della vitalità di un territorio di montagna da poter esportare in tutta Europa» ha dichiarato Renata Briano, membro del Parlamento europeo – Committee of the Environment.

«La Carta declina e riempie di contenuti concreti i principii della politica ambientale europea, fornendo un esempio e una buona pratica in vista degli obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile dell’accordo politico raggiunto recentemente in ambito Nazioni Unite sull’Agenda 2030» ha sottolineato Marco Onida, membro della Commissione Europea che ha moderato il dibattito di presentazione della Carta.

La Carta viene sottoscritta a titolo individuale ed è disponibile per essere consultata e firmata sul sito http://www.carta.grand-paradis.it; nella stessa pagina è inoltre presente “L’agenda 2.0 partecipata”, uno spazio di dibattito e confronto per tutti coloro che volessero esprimere le proprie idee sui temi trattati nella Carta, avvalorandone e implementandone i contenuti.

Dalla sua presentazione la Carta è stata firmata da più di 300 persone tra cui: Barbara Degani, Luigi Bobba, Valerio Onida, Monica Frassoni, Alberto Sinigaglia, Luciano Violante, Luigi Spagnolli, Franco Iseppi, Franco Zagari, Umberto Martini, Annibale Salsa.


Considerazioni
Al riguardo di questa Carta, sono assolutamente d’accordo con Annibale Salsa, che la giudica “Documento di estrema importanza che pone al centro le grandi emergenze della governance territoriale dei territori alpini”.

Ma, mentre approvo senza riserve il diritto della popolazione montana al miglioramento del tenore di vita, avrei qualche riserva ad affermare il diritto al perseguimento di una crescita economica sostenibile: è opinione di molti che tra qualche anno la crescita non sarà più possibile per nessuno (sostenibile o non sostenibile…), dunque occorra prepararsi piuttosto (e non solo psicologicamente) a una comune decrescita indolore, vedi la teoria di Serge Latouche.

In più, il successo della sua prestigiosa presentazione non ci deve far dimenticare che, appunto, una Carta rischia di rimanere carta. Non sarebbe la prima volta che si va ad aggiungere altra lettera morta a giornali e libri nei più svariati archivi. In questo il digitale non ci aiuta: nella giungla del web anche le cose più preziose possono scomparire.

Il compito che hanno ora gli estensori è quello di far vivere la Carta, in ogni modo. Deve diventare reale strumento di comunicazione e condivisione, i clic e le firme non sono sufficienti. Ed è evidente che questo compito sarebbe tanto più difficile quanto più grande fosse la nostra indifferenza.

Addendum
Sopra si è fatto riferimento alla Carta di Milano, il lascito immateriale di Expo Milano 2015. Venerdì 23 ottobre 2015, le Comunità Montane Lombarde hanno integrato il manifesto di Expo 2015 Milano. E’ successo al PalaMonti di Bergamo, unica struttura in Italia dedicata interamente alla montagna di proprietà del CAI di Bergamo, in una serata Fuori Expo organizzata dal Sistema Orobie, alla presenza del Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, del Sindaco di Bergamo Giorgio Gori e del Presidente della Provincia Matteo Rossi. E’ stata presentata, la Carta di Milano per la Montagna, documento redatto con la supervisione scientifica del Prof. Annibale Salsa, past President Club Alpino Italiano, e con contributi in primis di Regione Lombardia, sottosegretariato alle Politiche per la Montagna, dell’Unione Bergamasca CAI, Ersaf, Unimont, Uncem, Anci, Aiccre, Crea, Federbim, Fondazione Montagne Italia, Gruppo interparlamentare per lo sviluppo della Montagna e Ruralpini, e dalla Conferenza delle 23 Comunità Montane Lombarde.
Da queste ultime è partita la richiesta al Ministro Maurizio Martina, in qualità di Presidente del coordinamento per la Carta di Milano, di integrazione del “testamento” di Expo Milano 2015 in almeno due punti:
1) paragrafo diritti – “noi crediamo che”:
“la salvaguardia delle montagne, che rappresentano il 24% della superficie terrestre e possiedono un enorme patrimonio di biodiversità, sia fondamentale per garantire la disponibilità e l’accessibilità alle risorse alimentari a livello globale e vada attuata anche attraverso il diritto alla conservazione del patrimonio culturale e tradizionale delle popolazioni che le abitano e favorendo processi di coesione e di equità sociale, tra aree rurali e montane e aree urbane;”

2) paragrafo consapevolezza “siamo consapevoli che”:
“le Montagne della Terra sono ecosistemi preziosi, ricchi di risorse naturali e di biodiversità indispensabile per l’evoluzione della vita e il mantenimento degli equilibri del Pianeta, e possiedono un patrimonio unico di ricchezze culturali, tradizionali, identitarie e di peculiarità sociali ed economiche. La valorizzazione delle risorse mediante attività come l’agricoltura, il turismo, l’artigianato, la produzione di energia, di alimenti e di materie prime, praticate in modo sostenibile ed in grado di garantire reddito equo alle popolazioni montane, richiede la definizione e l’adozione di politiche specifiche ed integrate, che sappiano trasformare le specificità in opportunità, anziché svantaggio”.

La Carta di Milano per la Montagna è già ufficialmente uno dei 108 contributi alla Carta di Milano, un arricchimento fondamentale per un manifesto che cerca di coinvolgere tutti, donne e uomini, cittadini di questo pianeta, nel combattere la denutrizione, la malnutrizione e lo spreco, promuovere un equo accesso alle risorse naturali e garantire una gestione sostenibile dei processi produttivi.

Ovviamente. anche per la Carta di Milano per la Montagna sono valide le nostre considerazioni di cui sopra.