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I Piani di Castelluccio di Norcia

I Piani di Castelluccio di Norcia

Castelluccio è una frazione del comune di Norcia (PG), in Umbria. Il paese si trova a circa 28 km da Norcia, raggiungibile attraverso una strada panoramica, posto in cima ad una colle che si eleva sull’omonimo altopiano (Piani di Castelluccio) tra i più vasti dell’Italia Centrale ed inserito nel Parco nazionale dei Monti Sibillini, ad una altitudine di 1452 m che ne fanno uno dei centri abitati più elevati degli Appennini. Di fronte ad esso si erge imponente la sagoma del Monte Vettore 2476 m. Secondo Wikipedia, il paese si è spopolato molto velocemente, dai 150 residenti del 2001, nel 2008 sono stati censiti solo 8 abitanti fissi.

La delegazione umbra di Mountain Wilderness Italia ha stilato un documento, inviato a fine luglio al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, all’Ente Parco Nazionale dei Monti Sibillini, alla Regione dell’Umbria, alla Provincia di Perugia e al Comune di Norcia.

A muovere le associazioni era stata l’ordinanza del Sindaco di Norcia in data 16 giugno ed in particolare una determina pubblicata pochi giorni prima con la quale il comune affidava l’immediata realizzazione delle opere – seppur temporanee – per un importo di 37.000 euro a una ditta. Una situazione a cui gli attivisti avevano subito risposto lanciando un mega appello pubblico alle varie amministrazioni pubbliche competenti per la salvaguardia integrale dei Piani di Castelluccio firmato in prima linea dal zoologo prof. Bernadrino Ragni, da Mountain Wilderness Italia, da WWF Marche e Umbria, da Lupus in Fabula, da Pro Natura Marche, dal Comitato Acqua Bene Comune – Terni, dall’Associazione Mediterranea per la Natura e dal Gruppo d’Intervento Giuridico onlus.

Un movimento che ha subito bussato alle porte della Commissione europea, della Commissione Petizioni del Parlamento europeo, dei Ministeri dell’Ambiente e dei Beni e Attività Culturali, dell’Ente Parco nazionale dei Monti Sibillini e informato la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Spoleto e il Commissariato per gli Usi civici per il Lazio, l’Umbria, la Toscana.

I Piani di Castelluccio
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Il documento, intitolato Appello alla ragionevolezza e al rispetto ambientale per la salvaguardia e l’integrità dei Piani di Castelluccio di Norcia, è assai notevole in quanto riesce a inserire la problematica particolare dei Piani del Castelluccio in un contesto generale di ampie vedute, operazione sempre utile ogni volta che si tratti di intervenire a difesa di un particolare ambiente.

Dopo un breve accenno al fatto che l’associazione abbia casualmente appreso dell’esistenza e della definizione di un Piano per la Mobilità Dolce a Castelluccio di Norcia, del cui ‘anticipo’ aveva potuto, purtroppo, prendere visione con l‘area parcheggio sperimentale in pieno Pian Grande, già funzionante, il documento, in modo stringato, dapprima elenca una serie di considerazioni generali che a poco a poco restringono la visuale sul problema.

In seguito pone una serie di domande retoriche che spostano l’attenzione sulle procedure usate e sui pericoli che il Piano per la Mobilità Dolce nasconde.

Infine il documento elenca le richieste all’Amministrazione, che in buona parte sono validate dall’introduzione generale data dalle considerazioni.

La frazione di Castelluccio al fondo degli omonimi Piani
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Considerazioni
– la ragionevolezza e la trasparenza di scelte e procedure deve prevalere su visioni miopi, inefficaci (che potrebbero ingenerare una sorta di circolo vizioso, una reazione a catena: più turismo + auto + parcheggi, e così via, in una spirale senza ritorno) e di breve respiro.

– un Parco Naturale è e deve restare tale;

– la sua finalità è quella di proteggere la biodiversità e gli ecosistemi;

– ogni e qualsiasi modificazione antropica e infrastrutturale determina un’alterazione permanente e irreversibile sia degli equilibri ecosistemici che dello sky line paesaggistico e la delusione delle aspettative di chi consapevolmente fruisce del Parco;

– attirare il cosiddetto ‘turismo ambientale’, riportare l’uomo in natura, non deve significare ‘semplificare’, banalizzare, volgarizzare i territori protetti, rendendo tutto ‘comodo’ e facile: non si deve volere un facsimile di città con soluzioni azzardate e pasticciate volte a garantire il ‘comfort’ e l’assenza di ‘disagi’ dovuti all’ambiente naturale;

– il turista va educato alla ‘diversità’ di approccio e di contesto; al rispetto, alla consapevolezza di sentirsi ospite e non padrone, alla presa d’atto che altre forme di vita animali e vegetali abitano e sono co-proprietarie di quei luoghi;

– i Piani di Castelluccio sono un Bene Comune, un Patrimonio dell’Umanità che non può sottostare a motivazioni privatistiche o eminentemente finalizzate alla monetizzazione

– la comunità di Castelluccio può trarre maggior beneficio economico e ritorno d’immagine, salvaguardando, come in larga parte ha fatto sinora, l’integrità naturalistica, ambientale, paesaggistica del proprio luogo di vita;

– il problema del “traffico a Castelluccio” è un problema mal posto in quanto, per le ragioni sopra esposte, lì le auto non dovrebbero proprio arrivarci, coerentemente alla sua natura di area fra le più pregiate e suggestive del Parco;

Il “posteggio” attuale
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Domande
– per quale ragione non v’è stata alcuna forma di partecipazione né di consultazione con le Associazioni Ambientaliste?

– Si sono valutati gli aspetti negativi che opere infrastrutturali permanenti possono determinare?

– Si è valutato che si sta optando per una visione turistica ‘mordi/fuggi/depreda’, concentrata in un periodo limitato e delicatissimo come quello della Fiorita dell’altipiano, ignorando la possibilità di valorizzare un territorio integro e selvaggio attraendo e fidelizzando flussi turistici importanti e consapevoli diluiti e costanti nell’intero arco dell’anno? Si è tenuto conto delle esigenze soprattutto del turismo europeo (inglesi, danesi, tedeschi,…) che predilige e frequenta questi luoghi in ogni stagione, proprio amandone e riconoscendone l’aspetto incontaminato, selvaggio, e le atmosfere magiche, ma anche del turismo scolastico, che è indirizzato all’educazione ambientale, e del turismo sportivo consapevole e regolamentato?

– E’ stata valutata la trasformazione inesorabile e progressiva del paesaggio e dei contenuti culturali che trasmette: da Parco Naturale si passa al Parco ‘a tema’ e poi al Luna Park, senza soluzione di continuità? Perché non si considera che l’appeal e la cifra attrattiva di questi luoghi sono l’atmosfera selvaggia, la solitudine, il silenzio, l’ampiezza degli spazi incontaminati?

– Si è tenuto conto che ‘lo spettacolo’, qui, è dato SOLO e SEMPLICEMENTE dalla Natura e dai suoi Elementi: Aria (non inquinata dagli scarichi delle auto e delle moto), Acqua (non contaminata dagli scarichi dei camper, o ‘rapinata’ a valle per progetti tanto inutili quanto faraonici), Terra (dai magici colori e dalla grande generosità produttiva), Fuoco (dei tramonti e delle albe che indorano i crinali delle montagne)? Si ha coscienza che se si perde tutto questo nei rumori, nei miasmi, nel consumo di suolo, nell’apertura di nuova viabilità, si frantuma, si banalizza e si spezza il senso profondo del Parco?

– Si è considerato che, nonostante sui Piani (zona A del Parco e Siti Natura 2000) insistano terreni proprietari privati e/o della Comunanza, ciò non significa che quest’area non sia soggetta a vincolanti e prescrittive leggi nazionali ed europee sulle aree protette?

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Richieste
– che i luoghi logisticamente deputati e già predisposti e in parte strutturati per ospitare parcheggi debbano essere presso le tre “forche” di accesso ai Piani: Forca di Presta, Forca di Gualdo/Monte Prata e Scentinelle, e che siano lì disponibili servizi di navette elettriche a disposizione dei turisti nei periodi di maggior afflusso;

– che i campeggi vengano realizzati a valle, in aree prive di impatti significativi;

– che il tema dell’ospitalità turistica venga risolto e ripensato, a Castelluccio e nei piccoli centri ricadenti nell’area d’influenza di cui trattasi, in termini di ‘albergo diffuso’, oltre che valorizzando le strutture già presenti.

La risposta del Ministero dell’Ambiente
Dodici giorni dopo la richiesta di informazioni ambientali inoltrate dalle associazioni ecologiste Mountain Wilderness Umbria e Grid (Gruppo d’intervento giuridico), il Ministero dell’Ambiente della Tutela del Territorio e del Mare ha chiesto chiarimenti al Comune di Norcia, alla Regione Umbria e all’Ente Parco nazionale dei Monti Sibillini sui futuri parcheggi e area camper ai Piani di Castelluccio. In sintesi, il Ministero chiede se le autorizzazioni ambientali, ossia la procedura della valutazione di incidenza ambientale e il nullaosta dell’Ente Parco Nazionale, sono state effettivamente richiesti. Il che consente di valutare il nuovo piano di azione per la mobilità sostenibile, il cosiddetto detto Pams, in chiave di salvaguardia naturalistica e soprattutto di razionalità.

Stefano Deliperi, presidente del Gri, ha espresso soddisfazione per i tempi celeri della risposta: ““Le associazioni ecologiste Mountain Wilderness Umbria e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus esprimono soddisfazione per il rapido intervento del Ministero dell’Ambiente ed auspicano uno sforzo congiunto di tutte le amministrazioni pubbliche competenti per evitare la perdita di naturalità di quel straordinario bene ambientale rappresentato dai Piani di Castelluccio”.