Posted on Lascia un commento

Vuoi mettere il fascino delle straniere?

 Vuoi mettere il fascino delle straniere?
di Luca Santini

Ho conosciuto Ettore Cavalli a casa sua a Gùspini, in occasione di un lungo lavoro svolto sul territorio del Medio Campidano e dopo pochissimo Ettore è diventata la mia guida per i vari itinerari culturali e naturalistici che stavo cercando.

Ettore Cavalli a El Peñon (Argentina) non abbandona la sua bandiera sarda
FascinoStraniere-Argentina-DSC_1235

Da lì il passo a diventare amici è stato breve, impossibile non diventarlo: la sua simpatia, unita al sarcasmo e alla sensibilità non sono difficili da scoprire.

Coinvolgerlo nei miei viaggi di deserto non è stato difficile per un tipo curioso come lui e quindi nel 2010 siamo partiti insieme per uno dei viaggi che stavo ormai facendo da qualche tempo nel nord dell’Argentina.

Una volta in viaggio sugli altipiani della Puna in direzione del Cile incappammo in un folto gregge di pecore… me lo chiese talmente convinto che dovetti inchiodare per farlo uscire a fotografare, nel giro di pochi minuti sparì dietro alle pecore ritornando dopo circa un’ora! “Dove cavolo sei andato??” gli chiesi palesemente innervosito, “ a fotografare le pecore, erano bellissime..” “ ti sembra normale per un sardo attraversare il mondo, essere in uno dei posti più disabitati della terra e metterti a fotografare delle pecore con tutte quelle che avete in Sardegna?” gli dissi. La sua risposta mi fece scoppiare di risate perché con tono complice disse “… oh, vuoi mettere il fascino delle straniere??”. Così iniziò quella bellissima avventura a 4000 metri.

Confermato il suo carattere di girovago curioso e di ottimo compagno di viaggio, abbiamo colto al balzo un’opportunità di lavoro in Namibia per farlo diventare un intenso viaggio di un mese prevalentemente nelle zone desertiche e semi-desertiche del centro sud. La traversata di tre giorni delle dune del Namib Desert non si può scordare e le foto di Ettore sono bellissime ed esaustive (qualcuna anche da brivido…).

A febbraio 2014 ci siamo cimentati in una nuova impresa nata più che altro dall’idea di riprendere a fare proposte di viaggi nel deserto ma con uno stile e un concetto nuovo: viaggi in bicicletta!

Luca Santini in Oman con la fat e-bike
FascinoStraniere-Oman_AV_6184

Premessa: circa due anni fa ho avuto l’occasione di conoscere e provare l’uso di biciclette (mountain bike e non) a pedalata assistita, cioè provviste di un piccolo motore elettrico e di una batteria che potenzia la pedalata (per altro sempre necessaria) del ciclista. Questo mezzo eccezionale e rivoluzionario apre e aprirà nuove frontiere per la scoperta personale del territorio, per il turismo e per la mobilità sostenibile in generale.  In Oman di sicuro è impossibile o quasi pedalare con una bici normale, normalmente si ricorre al fuoristrada…

Invece, proprio perché meno assorbiti dallo sforzo fisico che la bicicletta tradizionale richiede soprattutto se si presentano dislivelli significativi, la e-bike permette di concentrarsi di più sulle sensazioni che il territorio e il viaggio offre, utilizzando le energie migliori delle persone per conoscere, esplorare, curiosare, vedere, ecc.

Sull’onda quindi del nascente progetto Bike it easy Travel: viaggi in e-bike per conoscere il meglio della cultura, storia dell’arte ed enogastronomia e tradizione italiana, abbiamo collaborato per la creazione di una bicicletta a pedalata assistita che potesse viaggiare anche nel deserto. Così è nata la prima “FAT E-BIKE”, una bici con le gomme “grasse” fatte apposta per galleggiare su terreni morbidi, la sabbia, appunto.

E’ così che siamo partiti per l’Oman a febbraio e abbiamo testato la nostra ”fat” sulla sabbia tra le magnifiche dune del Rub al Kahri e sulle spiagge dell’Oceano indiano. L’esperienza ci ha entusiasmato, le foto e il filmato parlano da sole e oggi, assieme al partner Spazi d’Avventura (operatore turistico specializzato in viaggi nel deserto, con cui ho iniziato a viaggiare nel lontano 1983), è nato un progetto vero di viaggi in Oman ma anche nel nord del Ciad e in Marocco.

Un breve e stupendo filmato in Oman
https://vimeo.com/99910757

 

ALBUM ARGENTINA

Tra Argentina e Cile
FascinoStraniere-Argentina-DSC_0884xDeserto di Pedra Pomez
FascinoStraniere-Argentina-DSC_1508xPiccolo villaggio nella Puna argentina
FascinoStraniere-Argentina-DSC_1552xSalar de l’hombre muertoFascinoStraniere-Argentina-DSC_0754salar antofalla

Vuoi mettere il fascino delle straniere?
FascinoStraniere-Argentina-DSC_8872Flamingo rosa
FascinoStraniere-Argentina-DSC_0334x

 

ALBUM NAMIBIA

Sossusvlei: Duna 45
FascinoStraniere-Namibia-IMG_8718Tra le foche a Walvis BayFascinoStraniere-Namibia-IMG_7486

Pellicano a Walvis Bay

FascinoStraniere-Namibia-IMG_7415

 

FascinoStraniere-Namibia-IMG_7318

Sandwich Harbour, Nanib DesertFascinoStraniere-Namibia-IMG_5704

Sciacalli, Skeleton Coast
FascinoStraniere-Namibia-IMG_5540

Traversata del Namib DesertFascinoStraniere-Namibia-IMG_4997Campo sotto il BrandbergFascinoStraniere-Namibia-IMG_4683

Orix in zona predeserticaFascinoStraniere-Namibia-IMG_3631

Donna herero

FascinoStraniere-Namibia-IMG_3313

Ragazza himbaFascinoStraniere-Namibia-IMG_2788

ALBUM OMAN

Pescatori a Salalah
FascinoStraniere-Oman_AV_6065

Pescatori a Salalah

FascinoStraniere-Oman_AV_5953

Pescatori a Salalah

FascinoStraniere-Oman_AV_5818

Campo nel Rub al Khali (Oman meridionale)FascinoStraniere-Oman_AV_7209

Spiaggia su Oceano IndianoFascinoStraniere-Oman_AV_7708

Dune del Rub al Khali (Oman meridionale)FascinoStraniere-Oman_AV_7495

Curiosità dei pescatori per la fat e-bikeFascinoStraniere-Oman_AV_6033

Posted on Lascia un commento

E-bike. Una minaccia silenziosa?

Nato in città e diventato montanaro, ora il “rampichino” mette il motore
di Roberto Serafin

Questo articolo è tratto da MountCity per gentile concessione.

Bici elettrica e scarponi da trekking, una combinazione vincente. Questo sostiene in questi giorni un comunicato stampa (Pizzini/Scolari) diffuso per conto di un ente turistico tirolese. E-Hike,viene definita la nuova “disciplina”.

Si tratta di una nuova moda che questa estate promette (minaccia?) di esplodere anche sulle nostre montagne. La verità piuttosto inquietante che traspare dal comunicato è che la mountain bike ora ha messo il motore. E vabbe’ un motore elettrico, ricaricabile, non inquinante. Un motore che attenua la fatica assicurando una pedalata “assistita”: perché pedalare, comunque, bisogna. Un’evoluzione impensabile nel 1985 quando a Milano la mountain bike spiccò il volo grazie al mai dimenticato “rampichino”. Con quel nome, qualcuno lo ricorderà, venne battezzata la prima mountain bike apparsa in Italia. E qualcuno ricorderà che, dopo il lancio, “rampichino” divenne per estensione il nomignolo di qualunque bicicletta da montagna, desunto da quello di un uccellino che si arrampica sui tronchi degli alberi per poi gettarsi giù in picchiata.

E-bike nell’Ötztal
Serafin-e-bike-gefuehrte-e-bike-tourenFrutto dell’intuizione di un produttore lombardo, questo velocipede adatto a tutti i terreni (i francesi lo hanno battezzato significativamente con la sigla VTT, Velò Tout Terrain) è diventato subito un oggetto di culto, come precisava all’epoca la pubblicità. I primi mille esemplari, va precisato, sono andati a ruba grazie a un’iniziativa promozionale della rivista mensile Airone, allora assai diffusa, che annunciava l’iniziativa con il seguente slogan: “In un mondo che cambia freneticamente, Rampichino è per sempre”. Una profezia che si è avverata.

Oggi i rampichini, pardon, le mountain bike si contano a decine di migliaia ed è stato necessario fissare inderogabili regole di comportamento per disciplinarne l’uso lungo i sentieri. Ma ora è arrivato il momento di rivedere quelle regole, tenuto conto che lungo sentieri e mulattiere della Lombardia (e non solo) il transito di mezzi motorizzati è vietato in base alla LR 31/2008. Il rampichino motorizzato e o non è equiparabile a una moto? E potrebbe mai essere equiparato a un mezzo agricolo, il solo ad avere licenza di circolare sui sentieri?

Serafin-eBikeLa realtà purtroppo è sotto gli occhi di tutti: i mezzi motorizzati circolano impunemente da una valle all’altra; pressoché inesistente è la vigilanza; a prescindere dai danni provocati ai sentieri e mulattiere, della cui manutenzione si fanno carico con sacrificio i soci volontari del CAI, per molti escursionisti l’incontro con le moto e forse, l’estate prossima, con le bici elettriche, rappresenta un serio problema in termini di disturbo se non di pericolo. Ma davvero è un “nuovo modo sportivo di interpretare la montagna” quello che, secondo il comunicato citato, arriva dalla Ötztal, la vallata tirolese a pochi passi dall’Italia? Già da diversi anni, la Ötztal è leader alpino per l’introduzione delle E-Bike (bici elettriche): in valle infatti ha sede la ditta EH-Line, che produce tali biciclette. Ma quali sarebbero i veri vantaggi dell’E-Bike? “Innanzitutto”, ci viene spiegato, “le molteplici possibilità di escursioni in montagna. Il nuovo trend E-Hike è semplice: si noleggia un’E-Bike e con il supporto elettrico si sale in quota con grande facilità raggiungendo malghe e rifugi alpini. Qui si abbandona la bici per iniziare il trekking con scarponi ai piedi e zaino in spalla: è la scoperta dell’alta montagna! Con questa combinazione è possibile raggiungere le vette evitando lunghe camminate. Dopo aver raggiunto la vetta si ritorna alla propria bici per ridiscendere comodamente a valle”.

Tutto maledettamente facile, alla portata del primo che capita. Inquietante, vero? Da una rapida inchiesta di “Mount City” non sono pochi gli alberghi che nelle vallate della Lombardia e dell’Ossola hanno scelto di offrire ai clienti questo (innocuo?) trastullo suggerendo itinerari ad hoc. E se uno la mountain bike elettrica invece volesse comprarsela? Precisato che, in base un inventario su Google, esistono anche mountain bike elettriche pieghevoli, il prezzo non andrebbe oltre i 1.500 euro, IVA inclusa.

Questa bicicletta”, spiega un costruttore italiano, “ci permetterà di attraversare percorsi sterrati o pietrosi godendoci la natura, anche senza essere fisicamente molto allenati. O se comunque siamo in forma ci darà la possibilità di andare più veloci e di godere di più delle discese, che alla fine è ciò che ci piace!”. Importante è abbattere la barriera della fatica. Quella barriera che, bene o male, ha finora assicurato all’alta montagna il suo incorrotto fascino e tenuto a freno tanti improvvidi.

Roberto Serafin, 13 aprile 2014

Per ulteriori notizie sul’e-bike vedi il post su Altitudini.it

Roberto Serafin al Monte dei Cappuccini, Torino
SerafinRobertoRoberto Serafin, giornalista dal 1964, ha lavorato al Corriere Lombardo, La Notte, Corriere d’Informazione, L’Occhio e per i periodici Capital, Playboy, Tv Sorrisi e canzoni, Oggi e Visto. Dal 1987 ha curato, su incarico del Club Alpino Italiano, le pagine del notiziario mensile Lo Scarpone fino alla fine dell’edizione cartacea. È autore, tra gli altri, di Samaritani con la coda (Priuli & Verlucca, 2005), Nel regno dell’altezza (Priuli & Verlucca, 2007) e Walter Bonatti: l’uomo, il mito (Priuli & Verlucca, 2012) . Appassionato di cinema, è stato critico cinematografico e ha fatto parte del consiglio direttivo del Filmfestival di Trento.

postato il 14 maggio 2014