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Tirolo in festa

Tirolo in festa

In Tirolo le manifestazioni per il Carnevale si tengono ogni anno; le grandi sfilate tradizionali invece hanno cadenza ciclica ogni 3/5 anni. Ecco le più famose: il Wampelerreiten, ad Axams, si svolge ogni anno. Wampelerreiten significa «cavalcare sulla pancia» ed è un’usanza spettacolare ma anche un po’ rude. È un combattimento tra gruppi di giovani del luogo con enormi camicie imbottite di fieno, tanto da sembrare giocatori di rugby con enormi ingessature: ma sono tutti in gonnella!

Le sfilate dei Muller, Tuxer e Huttler hanno tutte le stesse caratteristiche ma denominazione diversa a seconda della provenienza, che però si localizza principalmente nelle vicinanze di Innsbruck. Ogni anno a Carnevale (generalmente gli ultimi quattro sabati prima della quaresima), la città di Innsbruck sulla piazza davanti al Tettuccio d’Oro (Goldenes Dachl) offre ai cittadini ed ai turisti le esibizioni spettacolari dei Muller, famosi soprattutto per i loro copricapo particolari ed il rituale degli Abmullen, schiaffi con la mano piatta che simboleggiano il risveglio della natura e delle sue forze. Analoghe manifestazioni si svolgono sempre vicino a Innsbruck, a Igls e Thaur.

Le grandi sfilate cicliche invece sono concentrate nell’alta valle dell’Inn e ruotano attorno alla piccola cittadina di Imst ed al suo famoso Schemenlaufen. La sfilata è caratterizzata dai cosiddetti Roller e Scheller che ballano secondo un antico cerimoniale ormai consolidato nei secoli. Essi caricano sulla schiena enormi campane che pesano circa 30 kg, vestiti multicolori, maschere facciali di legno e ricchi copricapi. Anche le vicine località di Wenns e Tarrenz organizzano sfilate simili. Altra sfilata ciclica è il grande Schellerlaufen di Nassereith, manifestazione che assomiglia molto allo Schemenlaufen di Imst e contrappone ai Roller e agli Scheller il gruppo delle streghe. Insolito è il «gioco degli orsi», uno degli elementi più autentici e più antichi del carnevale tirolese. I gruppi vengono accompagnati da Maje, Spritzer e Sackner, le maschere che fanno dispetti al pubblico.

Blochziehen, sei tonnellate per 65 uomini. Foto: APA-FOTO (FISSER BLOCHZIEHEN/ANDREAS KIRSCHNER)
APA16113200-2 - 17122013 - FISS - …STERREICH: ZU APA 269 CI - MŠnner beim traditionellen "Blochziehen" im Tiroler Fiss (undatiertes Archivbild). Nach drei Jahren Pause sollen am 26. JŠnner 2014 wieder die "Schallner", die "Mohrelen" und der "Bajatzl" durch das Tiroler Fiss ziehen. Bei einem der Šltesten Tiroler FasnachtsbrŠuche, der seit 2011 zum immateriellen UNESCO Kulturerbe zŠhlt, wird ein Baumstamm, der "Bloch", durch das Dorf gezogen. +++ WIR WEISEN AUSDR†CKLICH DARAUF HIN, DASS EINE VERWENDUNG DES BILDES AUS MEDIEN- UND/ODER URHEBERRECHTLICHEN GR†NDEN AUSSCHLIESSLICH IM ZUSAMMENHANG MIT DEM ANGEF†HRTEN ZWECK ERFOLGEN DARF - VOLLST€NDIGE COPYRIGHTNENNUNG VERPFLICHTEND +++ APA-FOTO: FISSER BLOCHZIEHEN/ANDREAS KIRSCHNER

Il Blochziehen, è un’usanza che nacque un anno in cui non si celebrò alcun matrimonio nella località: il Bloch è un grande pino che viene tagliato dagli scapoli del paese e guardato a vista perché non sia rubato o danneggiato dai ragazzi dei paesi vicini. Il giorno della sfilata viene addobbato e portato per le vie del centro, accompagnato da orsi, streghe e diavoli. Questa è una manifestazione che si svolge principalmente nelle zone dell’alta valle dell’Inn.

Schleicherlaufen a Telfs
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Lo Schleicherlaufen di Telfs deve il suo nome agli Schleicher. Così vengono chiamate le figure vestite di seta e velluto con campane gigantesche legate in vita, sofisticate maschere di maglie di filo di ferro (uniche in Tirolo) e soprattutto con cappelli spropositati ed improbabili che possono arrivare fino ad un metro di altezza e pesare anche 10 kg. Caratteristica anche la figura del «Portatore delle lanterne» che indossa un cappello con quattro enormi punte, costruito con oltre 3.000 granelli di mais. A queste figure si contrappongono i «selvaggi», caratterizzati da orribili maschere di legno e interamente ricoperti di barbe ricavate dalle piante. Del corteo fanno parte anche il «gruppo degli orsi», la banda musicale ed i carri.

l «roghi delle streghe» a Sillian, nel Tirolo Orientale: questa usanza risale al 1637, quando sulla roccaforte di Heinfels si svolse un processo per stregoneria contro una ragazza di 18 anni, in seguito bruciata sul rogo. Ogni martedì grasso, durante la grande sfilata carnevalesca, un carro con l’«alta corte» ed il carro del boia chiudono la sfilata dei partecipanti. La manifestazione finisce con un «processo» sulla piazza centrale del paese, dove si denuncia la strega che viene poi bruciata sul rogo.

Ogni anno il Carnevale trasforma i centri dei villaggi tirolesi, ma anche le piste da sci, in atmosfere ed ambienti multicolori, ricchi di fantasia, note musicali, specialità gastronomiche e tanta allegria.

Il primo maggio nelle campagne, un po’ dovunque, si innalza l’albero della cuccagna, il Maibaum, ben vigilato perché dai paesi vicini non venga rubato o mozzato per scherzo. La prima domenica di maggio a Zell am Ziller ricorre la Gauderfest, una celebrazione primaverile che risale al 1500. Il nome Gauder deriva da un antico podere della zona e la caratteristica della festa è una grande lotta di arieti sotto l’occhio vigile della protezione animale. All’epoca fu fondata anche una piccola birreria privata che da allora produce birra di alta qualità ed un prodotto tipico: la Zillertaler Gauderbock. Questa birra ad alta gradazione (8,2°) viene servita unicamente durante la Gauderfest. L’antica sede della fabbrica è stata ora trasformata in un grazioso albergo.

Anticamente, nel Tirolo, il giorno del Corpus Domini era occasione di moltissime rappresentazioni sacre e profane ispirate dalla festività cristiana. In parte, queste manifestazioni sono state vietate nel XVIII secolo e oggi si conservano esclusivamente riti religiosi. Una delle più antiche tradizioni legata al Corpus Domini è l’Antlassritt che si ripete ogni anno nelle Alpi di Kitzbühel (a Westendorf, Brixen im Thale e Kirchberg): si tratta di una processione a cavallo, di origini storiche, alla quale partecipano tutti i contadini della zona. I cavalli, accuratamente puliti, ornati di piume, foglie, corone di fiori, ramoscelli di larice e peonie portano le selle delle grandi occasioni. I cavalieri, che avanzano in coppia e vestiti a festa, portano rami verdi, bandiere e lanterne. Guidati dal parroco, che cavalca un destriero bianco, attraversano i paesi accompagnati dalla banda musicale fino alla Schwedenkapelle.

Wampelerreiten ad Axams
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Il Gründonnerstag (Giovedì Santo) non deriva da grün (verde) bensì da grunen che significa «piangere»; anche le campane rimangono in silenzio fino al sabato. Per tradizione il Giovedì Santo era il giorno della coloritura delle uova. I Santi Sepolcri allestiti per il Venerdì Santo, e costruiti appositamente per alcune chiese parrocchiali, furono molto in uso nell’Ottocento, ma la stragrande maggioranza è andata perduta. Alcuni esemplari furono ritrovati dopo la seconda guerra mondiale e fanno di nuovo parte della tradizione pasquale di alcune località tirolesi: a Patsch vicino a Innsbruck, a Ehrwald e a Breitenwang, a Schwaz. Nel periodo pasquale vengono montati anche dei presepi, i cosiddetti «presepi della quaresima», i Fastenkrippen: un magnifico esempio si trova a Zirl nella Kalvarienkirche. Gli Osterfeuer, i «fuochi pasquali», sono un’antica tradizione che si è conservata soltanto nella valle dello Zillertal. Lontano dalle fattorie, su cime panoramiche, vengono accesi grandi falò che illuminano la valle a significare la resurrezione e la fine della Quaresima. I Passionsspiele o «giochi della Passione», che annunciano il messaggio cristiano della pace, sono una caratteristica della scena culturale tirolese fin dal Medioevo ed hanno origine principalmente da voti religiosi. Essi hanno luogo ancora oggi a Thiersee ed a Erl. I Grasausläuter sono un’usanza tipica della bassa valle dell’Inn: vicino a Schwaz e nella Zillertal è «risvegliare l’erba suonando». Ragazzi con grandi campanacci alla vita allontanano simbolicamente i demoni risvegliando la natura e raccogliendo piccoli doni da parte dei contadini.

Tempo d’autunno. Soprattutto nelle Alpi di Kitzbühel questo periodo dell’anno costituisce un’autentica attrazione turistica e festa per gli occhi. A St. Johann si dà l’addio alla stagione con grandi manifestazioni come la «festa dei canederli» e l’Oktoberfest Tirolese. Nella vicina Ebbs molte manifestazioni sono legate all’equitazione, visto che la piccola località ospita il più grande allevamento europeo di Haflinger e molto noto è anche il pentathlon degli uomini forti ovvero le «Olimpiadi dei muscoli» di Ebbs.

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Ettore Cavalli

Ettore Cavalli fotografa ufficialmente dal 2007 quando al rientro da una “stagione” da “bagninolavapiattigiardiniere” investe tutto il ricavato per la sua prima macchina fotografica digitale. Nulla di che, una Lumix fz20, che però gli diede le prime soddisfazioni. Foto a insetti, fiori, animali e tutto quello che riguardava le materie universitarie che studiava al tempo, scienze naturali. Pian piano allarga l’inquadratura e si concentra su paesaggi. Timidamente prova a fare ritratti, sempre legati alle tradizioni e al folklore della Sardegna. Da buon isolano è in maniera maniacale legato ai “suoi paesaggi” e si trova molto spesso a fotografare Sardegna in giro per il mondo. La ricerca di una Sardegna che sta scomparendo con l’arrivo della globalizzazione. Globalizzazione quella povera però, quella dove il pastore fa tosare le pecore ai neozelandesi perché più veloci ed economici rinunciando così a importantissimi riti di aiuto tra pastori e parenti. Ma anche questa è trasformazione, un cambiamento che va raccontato.

Completamente autodidatta e completamente digitalizzato, ha avuto la fortuna però di conoscere e accompagnare grandi fotografi da cui “ha attinto come una spugna”. Attualmente collabora con diverse riviste di viaggio e aziende con progetti vari e internazionali.

Questo è ciò che ho potuto farmi raccontare da Ettore, che conclude con un sibillino “Di più non so”. E siccome sente il desiderio di ringraziarmi, lo fa alla maniera sarda, “Deu ti du paghiri”.

www.ettorecavalli.it
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Sant’Antonio
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Sant’Antonio
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Miniere del Sulcis
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Miniere del Sulcis
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Corsa degli Scalzi, Cabras
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s’Acchixedda, Guasila
Cavalli-s'acchixedda  Guasila-J69A6770 cavalieri all'alba de

s’Acchixedda, Guasila
Cavalli-s'acchixedda-GuasilaJ69A7118Cavalli selvaggi
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Processione dei Misteri – Iglesias
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Processione dei Misteri – Iglesias
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Processione dei Misteri – Iglesias
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Maschere di Carrasegare
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Maschere di Carrasegare

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Maschere di Carrasegare
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Macello
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s’Ardia di Sedilo
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s’Ardia di Sedilo
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Regata di Is Fassonis
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postato il 2 settembre 2014