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Uso del Gogna Blog: Tips & Tricks!

Uso del Gogna Blog: Tips & Tricks!
a cura della Redazione Gogna Blog

Diamo oggi qualche informazione sull’utilizzo ottimale di questo sito web. Abbiamo fatto in redazione un’analisi di come viene utilizzato questo sito da voi lettori, rendendoci conto che alcune funzionalità, già disponibili, non sono sfruttate appieno.

D’altro canto siamo stati sorpresi dal numero impressionante di lettori che questo Blog ha, sorprendendoci per esempio di alcuni dati comportamentali, per esempio l’utilizzo prevalente con dispositivi mobili (telefoni o tablet).

Ad ogni modo l’intento è ora di suggerire al lettore qualche funzionalità recentemente disponibile e comunicarvi il lavoro che stiamo facendo dietro alle quinte. Perdonerete l’utilizzo qui di seguito di termini informatici in lingua inglese, ormai parte di questo pazzo mondo della comunicazione.

Uno. Il data base degli articoli
Diamo un po’ i numeri: 100 nuovi mattini? Di più! Ogni nuovo mattino viene pubblicato su questo sito un nuovo articolo. Il sito Gogna Blog è attivo da fine dicembre 2013. Quindi sono ad oggi disponibili online quasi 800 articoli. Tutti gli articoli del blog sono memorizzati in una base dati permanente sempre disponibile online per la lettura. Qui di seguito vediamo qualche differente modalità di ricerca delle informazioni conservate nell’archivio.

Due. La ricerca libera per parole chiave
Come fare a trovare i vecchi articoli? Ci sono vari modi, tra i quali il più efficace è la ricerca per parola chiave, “keyword”. Supponiamo di voler cercare in archivio tutti gli articoli relativi all’alpinista Walter Bonatti. Basta andare nella casella sottostante la dicitura “CERCA”, digitare un testo e cliccare sull’icona della lente di ingrandimento. Otterremo la lista di tutti gli articoli che parlano di Walter Bonatti:

UsoTecnicoGognaBlog-bonatti

screenshot n. 1 – Ricerca per parola chiave: risultato della ricerca.

UsoTecnicoGognaBlog-cercascreenshot n. 1bis – Ricerca per parola chiave: impostazione del testo cercato.

Tre. La ricerca per mese/anno
Se cerchiamo un articolo di cui ricordiamo il mese e l’anno di pubblicazione, è possibile trovarlo facilmente anche attraverso la funzionalità “L’ARCHIVIO DEI POST”. Bisogna andare a selezionare il mese e l’anno desiderato come illustrato nella schermata qui sotto riportata.

UsoTecnicoGognaBlog-mese_anno

screenshot n. 2 – Ricerca per mese/anno.

Se per esempio scegliamo “ottobre 2015”, mese contenente 31 articoli, considerando che ogni pagina del blog riporta un elenco di massimo 10 articoli per pagina, possiamo visualizzare ogni successiva pagina attraverso dei pulsanti di navigazione, presenti in fondo ad ogni pagina. In questo caso, con 31 giorni, ci sono 4 pagine, come illustrato nella schermata qui sotto:

UsoTecnicoGognaBlog-navigazionescreenshot n. 3 – Pulsanti di navigazione/paginazione in fondo alle pagine che contengono elenchi di articoli.

Quattro. La ricerca per argomenti
Ad ogni articolo è associato un elenco di “etichette”, chiamate anche “tag”, che servono per associare degli attributi logici, macro-argomenti inerenti l’articolo stesso. Tali argomenti sono indicati in ogni articolo in fondo alla pagina.

Queste etichette hanno scopo di catalogazione e per effettuare ricerche successive. Per esempio è possibile fare una ricerca per argomento dalla home page, cliccando sull’argomento desiderato nell’elenco visualizzato nello screenshot n. 5.

La classificazione per argomenti è una funzionalità introdotta in periodo successivo al lancio del blog nel 2013 e alcuni articoli del primo anno non sono stati etichettati. Stiamo lavorando per l’aggiornamento della base dati al fine di fornire una copertura completa e una revisione ontologica degli argomenti. E’ un lavoro faticoso e chiediamo pazienza.

UsoTecnicoGognaBlog-tagscreenshot n. 4 – Argomenti di un articolo.

UsoTecnicoGognaBlog-argomentiscreenshot n. 5 – Elenco macro argomenti in home page.

Cinque. La ricerca dei commenti recenti
E’ ora disponibile in home page un riquadro contenente l’elenco degli ultimi 10 commenti fatti sul blog dai lettori. Stiamo valutando se fornire, all’interno della newsletter (di cui parliamo in successivo paragrafo), elenco completo dei commenti relativi ad articoli dell’ultima settimana. Pensate possa essere utile avere l’elenco completo di tutti i commenti dei lettori nella newsletter?

UsoTecnicoGognaBlog-commenti_recenti
screenshot n. 6 – A sinistra: l’elenco dei commenti recenti ai post.

Sei. Suggerimenti per i lettori che desiderano fare commenti
In aggiunta all’elenco degli ultimi commenti presenti in home page, è possibile, per un lettore che ha già fatto un commento a un certo articolo, “abbonarsi” alla ricezione di mail di notifica dei commenti relativi allo stesso articolo.

Per fare questo ogni commentatore, prima di inviare il proprio commento, può cliccare l’apposito box a sinistra della dicitura “avvertimi via mail in caso di risposte al mio commento”.

Il commentatore può anche abbonarsi alla mail di notifica di ogni nuovo articolo, cliccando il box relativo alla dicitura “avvertimi via e-mail alla pubblicazione di un nuovo articolo”.

Si noti che si tratta di due mail differenti per due differenti tipi di notifica:

Nel primo caso si tratta di notifica di nuovi commenti: ci si abbona a ricevere una mail di notifica a ogni commento successivo a quello che abbiamo fatto a un certo specifico articolo.

Nel secondo caso, si tratta di notifica di nuovi articoli: ci abboniamo in generale a ricevere una mail di notifica per ogni nuovo articolo. Vedi screenshot n. 7:

UsoTecnicoGognaBlog-lasciacommentoùscreenshot n. 7 – Pagina di inserimento di un commento. In fondo: possibilità di abbonarsi a notifiche e-mail.

Invitiamo chi fa commenti a indicare il proprio vero Nome e Cognome. Anche se è possibile firmarsi con uno pseudonimo, amiamo piuttosto il dibattito tra persone che non hanno timore a pubblicare la propria vera identità personale. Vorremmo infatti distinguere questo spazio di comunicazione da certe modalità purtroppo diffuse sui web social network e sui web forum, in cui ci si nasconde dietro nickname per commentare “liberamente”.

Non è quello il tipo di libertà che vorremmo condividere; sono molto apprezzati i commenti dei lettori quando argomentano sul contenuto degli articoli, mentre lo sono meno i commenti con toni non educati, con battutine personali “alla facebook”.

Nell’inserimento di ogni commento, il commentatore è tenuto a inserire una propria e-mail valida, che non sarà comunque visibile pubblicamente. Mentre è visibile pubblicamente eventuale opzionale link di sito web (vedi dicitura “website”) a scelta del commentatore, e tipicamente il proprio sito personale (magari un altro blog!), un sito professionale o di un gruppo, o qualsiasi cosa che il commentatore decida.

Sette. Iscrizione alla nuova newsletter del Gogna Blog
Da qualche settimana è in essere una nuova funzionalità che stiamo sperimentando: l’invio settimanale (la domenica a metà giornata) di una newsletter, ovvero una mail che la domenica notifica degli articoli della settimana passata, permettendo al lettore di non perdersi proprio nulla!

Come iscriversi alla newsletter? Nella home page in alto a destra trovi la dicitura “Iscriviti al Gogna Blog”; inserisci la tua e-mail e clicca su iscriviti! (vedi screenshot n.1). Alla domenica mattina riceverai una mail riepilogativa degli articoli pubblicati la settimana.

Questa funzionalità è stata pensata in particolare per chi accede agli articoli da tablet o smartphone; in tal caso avere i link subito cliccabili, pensiamo renda più immediata la disponibilità dei contenuti su cui speriamo il lettore dedichi più tempo (cioè è preferibile che il tempo del lettore sia dedicato alla lettura dell’articolo stesso e non vogliamo che il lettore perda tempo nella navigazione sui dispositivi mobili).

UsoTecnicoGognaBlog-newsletterscreenshot n. 8 – Layout della newsletter mail settimanale.

Otto. Notifica quotidiana di ogni nuovo articolo su canale Telegram
Questa è davvero una novità che stiamo sperimentando da qualche giorno; utile per chi legge gli articoli quotidianamente da telefono o tablet.

Cosa è Telegram? Si tratta di un eccellente sistema di messaggistica istantanea (un po’ come Whatsapp), di caratteristiche straordinarie, per velocità e sicurezza dei dati personali. Non c’è spazio qui per tesserne le lodi e rimandiamo il lettore interessato alla home page: https://telegram.org/

UsoTecnicoGognaBlog-Screenshot_2015-11-04-18-49-49screenshot n. 9 – Home page del Gogna Blog su un telefonino.

UsoTecnicoGognaBlog-telegramscreenshot n. 10 – Home page del Gogna Blog su personal computer.

Vediamo ora cosa bisogna fare per abbonarsi al Canale Gogna Blog: anzitutto occorre installare su proprio telefono o tablet la app Telegram. Le modalità di download dell’app dipendono dal tipo di telefono posseduto, quindi rimandiamo per dettagli alla home page https://telegram.org/.

Per abbonarsi al Canale Gogna Blog si può procedere in diversi modi. Una prima opzione è quella di digitare su un qualsiasi web browser del telefono l’indirizzo del canale Gogna Blog:

http://telegram.me/gognablog

Nel caso non si abbia ancora installato la app Telegram si verrà redirezionati a pagina per il download dell’applicazione ed infine all’interno della app Telegram ci verrà chiesta accettazione di abbonamento (assolutamente gratuito).

La procedura qui sopra è virtualmente la più immediata ma può riservare qualche possibile problema iniziale (la procedura non funziona perfettamente su alcuni dispositivi/sistemi operativi), allora si propone quanto segue, ai meno avvezzi alle diavolerie del web:

  1. Anzitutto installate la app Telegram sul telefono.

Una volta risolte le procedure iniziali di autenticazione, allora:

  1. potete procedere all’abbonamento al canale Gogna Blog, semplicemente digitando l’url http://telegram.me/gognablog su qualsiasi web browser, oppure ancora più velocemente, effettuando all’interno della app telegram la ricerca dello username:

gognablog

Troverete subito l’omonimo canale cui abbonarsi (assolutamente gratuito)!

UsoTecnicoGognaBlog-Screenshot_2015-10-31-10-23-35screenshot n. 11 – Digitazione dell’url del canale.

UsoTecnicoGognaBlog-Screenshot_2015-10-31-10-20-35screenshot n. 12: Download della app Telegram.

UsoTecnicoGognaBlog-Screenshot_2015-11-04-18-51-30screenshot n. 13 – Notifica di nuovo articolo!

Nove. Come contattare la redazione e/o Alessandro Gogna
Se il lettore desidera comunicare personalmente, privatamente con l’autore del blog, Alessandro Gogna, per qualsiasi motivo, forse per dare un aggiornamento su qualche evento relativo ad argomenti trattati sul blog, fosse per proporre un articolo o per qualsiasi altra comunicazione, basta scrivere all’indirizzo e-mail:

[email protected]

Dieci. Utilizzo del sito da mobile
Come accennato all’inizio di questo articolo, abbiamo verificato che circa il 65% dei lettori legge gli articoli del blog attraverso uno smartphone o un tablet.

Per questo è stato fatto un notevole lavoro per migliorare la leggibilità degli articoli anche con uno smartphone. Sappiamo che persistono alcuni problemi di visualizzazione su cui stiamo lavorando. Se ci sono specifici problemi di visualizzazione, potete fornirci informazioni anche scrivendo un commento a questo articolo; fateci sapere tipo di dispositivo (marca e modello) e descrivete a parole il problema in dettaglio.

Undici. Il Gogna Blog e il sito Banff.it sono la stessa cosa?
No. Il Gogna Blog è “contenuto” all’interno del dominio www.banff.it e la home page del blog è:

http://www.banff.it/category/gogna-blog/

Novità: da oggi il Gogna Blog è raggiungibile sul web direttamente all’indirizzo:

http://www.gognablog.com

Si tratta più che altro di una comodità mnemonica, per chi vuole accedere al blog da telefono/tablet!

I contenuti del Gogna Blog sono autonomi e indipendenti da quelli di Banff.it. Qui c’è forse un po’ di confusione che dobbiamo chiarire: anche il sito Banff.it pubblica frequentemente newsletter su contenuti in qualche modo attinenti a quelli trattati nel Gogna Blog (la montagna ed ovviamente eventi cinematografici relativi al Banff Mountain Film Festival) ma si tratta di contenuti separati e indipendenti da quelli del Gogna Blog.

Chiariamo infine che la newsletter BMFF è cosa differente dalla newsletter del Gogna Blog: la prima è relativa alla notifica di eventi e notizie contestuali agli appuntamenti cinematografici, mentre la seconda è la nuova newsletter del Gogna Blog, che fornisce il riepilogo settimanale degli ultimi 7 articoli pubblicati. Si tratta di due newsletter differenti e il lettore può abbonarsi o meno ad una delle due, a entrambe o a nessuna!

UsoTecnicoGognaBlog-banff_differenzescreenshot n. 14 – A destra: iscrizione alla newsletter BMFF. A destra: iscrizione alla newsletter Gogna Blog!

Dodici. Le vostre segnalazioni!
Se volete fare qualche segnalazione su eventuali malfunzionamenti del sito, oppure se desiderate qualche particolare funzionalità ora non presente, insomma per qualsiasi cosa inerente il blog stesso, potere commentare questo stesso articolo; sarà nostra cura raccogliere i vostri suggerimenti e cercare di risolvere problemi, possibilmente dandovi risposte online con risposte dirette ai commenti. Infine è sempre possibile comunicarci via e-mail all’indirizzo [email protected]!

Che altro dire? Enjoy Gogna Blog!

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Fotografare con personalità

Fotografare con personalità
di Massimo Malpezzi

Mi capita spesso di osservare le foto che, specialmente sui social, riempiono le pagine. A parte tre o quattro professionisti che si occupano di reportage, la situazione è desolante: qualche giorno fa intervenni a difesa di chi fotografa con qualsiasi mezzo a patto che il messaggio attraverso l’immagine fosse forte ed emozionante, insomma ho sempre pensato che una fotografia debba avere il dovere primario di raccontare una storia, non importa se scattata con uno smart phone, una compatta o una professionale.

Malpezzi-IMS Photo Contest 2011_©Massimo Malpezzi for UP Climbing

A supportare tanta provocazione, mi sono stupito nell’archiviare alcune mie immagini, di trovare alcune foto fatte con il mio Samsung trovandole addirittura di qualità: ero riuscito a cogliere l’attimo solo grazie alla velocità di azione proprio del telefonino immortalando quella storia che, viceversa, sarebbe sfumata via senza la prontezza di un mezzo che per molti è diventato qualcosa di ben di più che un mezzo di comunicazione.

Certo, fare fotografia è un altra cosa, non dimentichiamolo. L’abuso dell’immagine, che immortala tutto perché ormai figlia di un “voyeurismo” esasperato, sta brutalizzando quella che sembrava una nicchia di appassionati, non parliamo poi dei video.

Diversa è invece la riflessione sulla fotografia di montagna, di alpinismo o più semplicemente di arrampicata. I social stanno mettendo in evidenza l’imbarazzante pochezza di fantasia e di creatività: importante è apparire, farsi vedere, cercare notorietà attraverso tutto quello che può fare invidia, non stupire o emozionare, ma richiedere più “mi piace “ possibili.

Malpezzi-1 mail

Certamente non tutti vogliono o hanno la pretesa di catturare un’immagine come fosse una foto da mostra, ma vedo troppo spesso superficialità e dozzinalità nello scatto, tanto da rendere noiosa l’immagine, se non fosse per una performance o per chissà quale altra idea legata comunque a un attimo di illuminazione fisica, non avrebbe nessun senso pubblicare centinaia di immagini.

Alcuni amici fotografi, che operano nel campo dell’arrampicata e più in generale di montagna, sanno bene il significato di postare una foto: infatti nelle loro immagini esce brillantemente quella fantasia e quella ricerca importante che costruisce una storia in un singolo scatto, penso a Michele Caminati, a Klaus Dell’Orto, Davide Necchi, David Morresi, Andrea Gallo, nomi noti che da alcuni anni ci regalano immagini emozionanti raccontando percorsi affascinanti. E’ da loro che bisogna attingere, curiosare, carpire, personalmente mai mi sono sottratto al confronto con gli amici citati, anzi spesso sono state fonti di ispirazioni, anche se ognuno di loro vive la fotografia in maniera molto intima e caratteristica.

Dare personalità ed esclusività ai propri lavori, ecco il vero salto di qualità, distinguersi da tutti.

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Io fotografo soprattutto l’azione del bouldering ma non solo, amo stare il più vicino possibile all’arrampicatore, all’azione, nel bouldering viene più facile. Cerco le prospettive, alzo la linea della ripresa da terra per dare profondità, metto in risalto i particolari della natura, una felce, un albero, i sassi. Appigli e appoggi diventano i protagonisti dalla lente che amo di più, il grandangolo spinto.

Poi ci sono i visi e gli occhi degli arrampicatori, nel loro immenso sforzo le smorfie raccontano l’attimo esplosivo, la concentrazione che va a fissarsi sul prossimo obiettivo. Trasporto tutto anche in parete, in maniera più faticosa… risalire la linea dal basso con le jumar è spesso devastante quando le pareti sono molto strapiombanti, ma è l’unica maniera per osservare metro su metro l’inquadratura migliore nei passi chiave e tornare vicino all’arrampicatore.

Esiste poi la seconda parte assai delicata, la scelta delle foto e il post produzione. Ho ormai adottato un sistema particolare che si basa sulla primissima sensazione, le foto aperte in visione le faccio scorrere velocemente una dietro l’altra come in una sorta di filmica sequenza, ripeto tutto tre o quattro volte, man mano rallentando sempre più, mi appaiono immediatamente “le foto”. Quelle che a impatto mi colpiscono di più. Se solo ho una piccola percentuale di dubbio, la foto è già scartata.

Molto soggettivo, chiaro ma efficace. Ora le foto sono in una cartella con la scritta “foto ok”.
Il mio post produzione è essenziale e si basa su tre soli passaggi:

1 – apertura del soggetto se scuro, regolazione – luminosità e contrasto;

2 – strumento scherma – agendo sui chiari e sugli scuri per andare a recuperare cose sopite nella foto;

3 – strumento taglio, impaginare la foto è basilare e con essa la risoluzione e le dimensioni finali (solitamente 30×40) per obbligarmi a tenere uno schema fisso.

Naturalmente, non voglio con questo scritto indirizzare nessuno, proprio perché abbiamo fatto della personalità un momento essenziale nei nostri lavori, ma solo dare qualche consiglio stimolante… insomma proviamo a sforzarci di fotografare meglio regalando emozioni e raccontando storie oltre che esibirci…

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Malpezzi-maloe tofaneMassimo Malpezzi – giornalista e fotografo dal 1982 – ha scritto molto per le riviste settoriali di arrampicata e alpinismo come Alp e Pareti, ha girato “Lo strappo”, che fu menzionato e premiato come video alla settimana della montagna qualche anno fa a Milano; sua e di Andrea Pavan è la prima guida interattiva con vhs e poi dvd Bloc notes con le aree più famose di bouldering del nord.
Premiato insieme ad altre 30 foto selezionate su migliaia all’International Mountain Summit.
Istruttore titolato di arrampicata sportiva nella scuola CAI Parravicini di Milano, oggi sta revisionando il suo primo libro sugli anni storici del nuovo mattino rivisitando i suoi percorsi dal 1975 al 1985. www.massimomalpezzi.com

 

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L’alpinismo su neve e su ghiaccio secondo Caruso

Alpinismo su neve e ghiaccio: dal classico al verticale di Paolo Caruso fa parte di un lavoro più vasto dell’autore inerente l’arrampicata e la progressione su diverse tipologie di terreni. Si tratta di una ricerca di ampio respiro che affronta tanto gli aspetti tecnici che quelli didattici del movimento sul verticale (roccia e ghiaccio) e su pendii classici alpinistici (neve), costituendo un Metodo utile per tutti, per chi sta imparando, per chi vuole migliorare e per chi insegna.

COPERTINA ARRAMP GHIACCIO (1)

Il manuale deriva dalla trentennale esperienza dell’autore e dallo studio approfondito del movimento più sicuro, corretto ed efficace nelle differenti situazioni alpinistiche.
L’approccio che caratterizza il Metodo Caruso è rigorosamente scientifico nell’affrontare i principi che regolano lo spostamento del peso e degli arti, le progressioni, l’uso degli attrezzi, e allo stesso tempo olistico nel considerare l’uomo nella sua globalità, al fine di conseguire un’esperienza completa e veramente formativa, per la mente e per il corpo. L’autore ritiene, infatti, che l’apprendimento di un movimento corretto sia la chiave per un’esperienza completa, in grado di migliorare la percezione e la gestione del proprio corpo ma anche la comprensione e quindi la capacità di scelta che permette di individuare le tecniche più appropriate al contesto e al momento.

Questi elementi sono a loro volta determinanti per la sicurezza: un movimento preciso, naturale, consapevole che sfrutta le tecniche di movimento (di progressione, di salita) più efficaci permette di ridurre notevolmente i rischi legati alla pratica in montagna.

In Alpinismo su neve e ghiaccio: dal classico al verticale l’autore illustra e descrive per la prima volta tutte le progressioni su pendii classici di neve e ghiaccio e su ghiaccio verticale, molte delle quali inedite. Alcune tecniche della tradizione alpinistica sono state riviste e migliorate nell’esecuzione per una maggiore efficacia esicurezza.

00-ALPINISMO GHIACCIO PAGINE ARTICOLO02-ALPINISMO GHIACCIO PAGINE ARTICOLO03-ALPINISMO GHIACCIO PAGINE ARTICOLO04-ALPINISMO GHIACCIO PAGINE ARTICOLO05-ALPINISMO GHIACCIO PAGINE ARTICOLO06-ALPINISMO GHIACCIO PAGINE ARTICOLO07-ALPINISMO GHIACCIO PAGINE ARTICOLO08-ALPINISMO GHIACCIO PAGINE ARTICOLO09-ALPINISMO GHIACCIO PAGINE ARTICOLO10-ALPINISMO GHIACCIO PAGINE ARTICOLO

Per chi insegna: apprendimento, divertimento e maieutica. La tecnica, la didattica e il metodo
di Paolo Caruso
Tecnica e didattica: due facce di una stessa medaglia. Più esattamente, sono tali solo se non vengono considerate separatamente o, peggio ancora, in contrasto. è interessante notare come le lacune nella tecnica del movimento vadano di pari passo con il fiorire dei manuali. Si scrive su tutti gli argomenti: dall’attrezzatura all’abbigliamento intimo da montagna, passando per le dissertazioni intellettuali sulla didattica e sulla sicurezza. Si potrebbe dire che si cerca di colmare le lacune nella tecnica del movimento analizzando al “microscopio” ogni altro argomento che capiti sottomano. Ma il senso ultimo di quello che cerchiamo continua a sfuggire. Qual è l’obiettivo principale e qual è la via per raggiungerlo?

Imparare per capire, per diventare bravi e competenti, per conoscere meglio noi stessi, gli altri e il mondo che ci circonda. Ma anche imparare per divertirci e allo stesso tempo per impegnarci in qualcosa, almeno in quello che ci appassiona. Questo potrebbe essere l’obiettivo.

A volte risulta difficile comprendere bene il senso, le differenze e i punti che accomunano la tecnica e un metodo completo, come quello presentato in queste pagine. La Tecnica è l’insieme delle progressioni e dei movimenti che potremmo definire “archetipi”, le matrici perfette. Ma perfetto non vuol dire impossibile, irreale o che non debba essere adattato nella pratica: gli schemi motori e le progressioni individuati sono in effetti dei riferimenti molto concreti per poter migliorare la qualità del proprio movimento, tenendo conto anche dell’anatomia umana e delle leggi della fisica.
Nel passato, quando si pensava che nell’arrampicata non ci fosse nulla da conoscere e capire, e quindi da insegnare, perché il movimento veniva considerato “istintivo”, le lacune tecniche erano diffuse e si procedeva a tentoni. Il difetto del “tastare” con i piedi sugli appoggi, frequente tra molti arrampicatori, allegoricamente rende bene il concetto.

Quando la Tecnica viene organizzata secondo dei principi che integrano la visione d’insieme con gli aspetti particolari del movimento, ma che soprattutto prevedono una successione ben precisa nell’apprendimento e dunque nell’insegnamento delle tecniche, si parla di Metodo. Il Metodo è organizzato in funzione di rendere l’apprendimento più efficace, di favorire il miglioramento e la conoscenza. Tecnica e Metodo, quando si fondono insieme, rendono possibile trasmettere agli altri efficacemente la sintesi delle conoscenze acquisite dai predecessori più esperti.

In pratica, Tecnica e Metodo, costituiscono la strada maestra per un apprendimento completo; permettono di eliminare errori e difetti, ma anche di comprendere a fondo l’attività che si pratica. Si tratta quindi di mezzi utili per raggiungere il risultato proposto, ma in qualche modo anche del fine, considerando che senza tali strumenti diventerebbe particolarmente difficile, se non impossibile, raggiungere l’obbiettivo stesso.

Un errore importante in cui spesso si cade deriva da un approccio troppo semplicistico e poco lungimirante. La mente razionale tende a discriminare, separando i singoli aspetti della materia oggetto dello studio. Questo processo è positivo quando favorisce una conoscenza analitica, ma diventa negativo se poi non si ricompone il mosaico del movimento nel suo insieme, nella sua globalità. In questi casi il risultato può essere addirittura antitetico: è molto facile, infatti, perdere di vista il senso generale correndo dietro agli infiniti particolari.

Un esempio concreto spiega bene questo meccanismo. In un manuale di metodologie “teorico-astratte” per l’arrampicata si consiglia didatticamente di non insegnare, ad esempio, la progressione incrociata simultanea agli allievi che hanno come obbiettivo l’alpinismo. In pratica si sostiene che in alpinismo bisogna arrampicare mantenendo sempre tre punti d’appoggio e muovendo un solo arto alla volta, mentre nell’arrampicata sportiva la tecnica suddetta diventerebbe utile perché, in questo caso, sarebbero “lecite” posizioni base sia con due che con tre punti fissi.

In realtà queste affermazioni sono estremismi che dipendono dal non aver compreso il senso del Metodo e, sicuramente, anche la finalità delle differenti progressioni. Ogni singola tecnica dovrebbe essere utilizzata sul terreno più adatto che dipende anche dal livello di ciascun praticante: i contenuti oggettivi (la tecnica) si fondono e si armonizzano con gli aspetti soggettivi (chi, dove e quando). Come vedremo, alcune situazioni alpinistiche si prestano perfettamente alla progressione simultanea, senza considerare poi che ogni tecnica è uno strumento che sviluppa la capacità e l’intelligenza motoria: non praticarle equivale a ostacolare il miglioramento. Le interpretazioni sbagliate come quelle sopra descritte si verificano quando si crede di aver compreso la Tecnica, mentre è esattamente il contrario.

Anche riguardo ai principi didattici e alla comunicazione tra docente e discente, molto spesso si inciampa nelle tendenze e nelle mode del momento. In genere si oscilla tra posizioni contrastanti ed estreme tra loro: i sostenitori dell’insegnamento “verticale” si schierano contro quelli che preferiscono il “metodo” “orizzontale”, quelli che propugnano l’autoritarismo e il “si fa così perché lo dico io” contro chi pensa che ognuno debba fare quello che “sente” con la convinzione che ciò serva a stimolare la “creatività” negli allievi, perfino prima di aver acquisito le basi del movimento.

Qualche tempo fa andava di moda criticare l’approccio “frontale”, per certi versi paragonabile a quello “verticale”. Per inciso, l’idea di insegnamento frontale è ancora più riduttiva rispetto a quella di insegnamento verticale: la impoverisce nei contenuti (verticale ricorda comunque un qualcosa che viene dall’alto) e richiama il contrasto e lo scontro.

Ma in realtà, chi si intende veramente di formazione sa molto bene che non è corretto ignorare alcuni aspetti a discapito di altri. La vera didattica non è solo verticale, ma neanche frontale o orizzontale, un metodo non è globale o per “parti”, deduttivo o induttivo, ecc. Un bravo insegnante utilizza tutti gli approcci e gli strumenti didattici a sua disposizione, così come utilizza tutte le tecniche, perché sa che ognuna di esse ha una funzione differente e complementare alle altre. Per rimanere nell’ambito dell’alpinismo, sarebbe come se, in base alle tendenze del momento, si
insegnassero soltanto alcune progressioni invece che l’intero sistema della Tecnica: solo la Progressione a Triangolo per due o tre anni; poi, al cambio della moda, solo la Progressione Fondamentale per altri tre anni; poi solo quella Incrociata Simultanea… E all’inizio di ogni “era” si potrebbe dire che le altre tecniche sono superate… Solo l’idea fa sorridere!

Un insegnante, dunque, dovrebbe avere in sé molte qualità contemporaneamente, non una sola. Dovrebbe saper integrare i principi didattici validi, non certo generare contrapposizioni ed estremismi. Il concetto del “Magister ludi” rende proprio questa idea. Ma già nel VI secolo avanti Cristo, Socrate aveva esaustivamente descritto le caratteristiche, tutt’ora all’avanguardia, che dovrebbe possedere un maestro, introducendo la maieutica: ovvero la capacità di aiutare l’allievo a far emergere la conoscenza di ciò che, se pur sopito, è già in lui. A un bravo insegnante si richiedono, pertanto, le seguenti qualità:
• grande conoscenza della materia
• capacità di sintesi
• capacità di approfondimento
• consapevolezza del ruolo di formatore
• autorevolezza senza autoritarismo
• umiltà
• serietà
• capacità di insegnare attraverso il gioco e il divertimento
• favorire l’apprendimento stimolando le percezioni e le intuizioni
• favorire l’indagine e la ricerca del Vero
• capacità di empatia, di capire gli allievi e le loro difficoltà
• coerenza
• non essere schiavo dell’ego (la cosiddetta “sindrome della patacca” o della prestazione)
• capacità di individuare il Punto Focale.

In conclusione di queste semplici riflessioni, dovrebbe essere evidente quanto sia riduttivo e fuorviante dividere gli approcci didattici contrapponendoli tra loro per esaltare i rispettivi punti di forza a seconda della metodologia di moda. L’esperienza insegna che in realtà a una maggiore conoscenza della Tecnica, intesa come sapere globale, teorico e pratico insieme, corrisponde una maggiore e più completa dimestichezza con i diversi approcci didattici e una conseguente migliore capacità di usarli nei modi, tempi e situazioni più opportuni.

Presentazione di Roberto Stacchini

Brevi estratti e indice

Alpinismo su neve e ghiaccio: dal classico al verticale di Paolo Caruso
Formato cm 15×21
Pagine 128, a colori
€ 35,00
Edizione Verdone Editore srl