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Il disagio delle sezioni venete – 3

Il disagio delle sezioni venete – 3
Ricordiamo che, in questo post, riaffrontiamo la questione, già ampiamente esposta, della presunta cattiva gestione amministrativa delle scuole di alpinismo del Veneto e del Friuli-Venezia Giulia, nel periodo 2003-2011.
Per meglio comprendere quanto più sotto esposto sarebbe necessario avere letto i seguenti post:
12 maggio 2015: http://www.banff.it/la-vicenda-doglioni-parte-1/
13 maggio 2015: http://www.banff.it/la-vicenda-doglioni-parte-2/
31 agosto 2015: http://www.banff.it/il-disagio-delle-sezioni-venete-1/
9 settembre 2015: http://www.banff.it/il-disagio-delle-sezioni-venete-2/

Ricordiamo anche che il taglio che vogliamo dare a questo reportage-inchiesta è quello dell’evidente e ormai datato disagio che una buona parte di soci, socie e sezioni del CAI del Veneto e del Friuli-Venezia Giulia hanno sofferto (e soffrono tuttora).

Riassunto questione morale e ruolo del CAI Veneto
di Maurizio Dalla Libera

Premessa sull’erogazione dei contributi
Il CAI è un’associazione di volontari che, in sintonia con la legge sul volontariato, stabilisce che i propri soci che ricoprono cariche e svolgono incarichi non possono essere retribuiti, ma possono ricevere il rimborso delle spese vive sostenute per l’esercizio delle loro mansioni e a fronte di idonea documentazione.

La Commissione Nazionale Scuole di Alpinismo Scialpinismo e Arrampicata libera (CNSASA) è un organo tecnico del CAI, che per il suo funzionamento riceve dal CAI un contributo, il quale a fine anno viene controllato dalla sede centrale. Una parte di tale contributo viene destinato al funzionamento delle sei commissioni interregionali (CISASA), le quali a fine anno devono presentare la giustificazione delle spese alla CNSASA che a sua volta le inoltrava, fino al 2011, alla sede centrale per un successivo controllo. Inoltre queste sei commissioni interregionali, formate da 8-12 istruttori designati in ambito regionale e nominati ogni tre anni, ricevono un altro contributo dal Comitato Direttivo Regionale (CDR) del CAI operante nella rispettiva Regione; tale contributo viene rendicontato dalla Commissione regionale al rispettivo CDR di riferimento.

Maurizio Dalla Libera
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La commissione regionale del Veneto e Friuli Venezia Giulia (CISASA VFG) riceve contributi dalla CNSASA (le cui pezze giustificative vengono presentate alla sede centrale). Da oltre venti anni, a parte l’anno 2011, essa riceve finanziamenti anche dalla Regione Veneto attraverso il CDR del CAI Veneto (le cui pezze giustificative vengono presentate al CAI Veneto). Inoltre la CISASA VFG riceve dalle Sezioni le quote di iscrizioni ai vari corsi (corsi di formazione e aggiornamento degli istruttori per le varie discipline); le spese per l’organizzazione di questi corsi vengono rendicontate in parte alla sede centrale e in parte al CAI Veneto.

Nel 2012 sono state segnalate dalla CNSASA agli organi dirigenti del CAI delle irregolarità nella gestione contabile dei contributi ricevuti dalla commissione regionale VFG in vari anni precedenti il 2011. L’indagine amministrativa che ne è seguita e i provvedimenti disciplinari, dapprima applicati ai responsabili e poi annullati per vizi di forma, hanno evidenziato almeno tre aspetti:

– la rendicontazione presentata di anno in anno dalla commissione alla sede centrale a giustificazione del contributo nazionale risulta corretta fatto salvo per l’anno 2010; invece il contributo erogato dalla Regione Veneto e destinato dal CAI Veneto alla commissione regionale non sembra avere adeguata e corretta giustificazione in particolare negli anni analizzati dal 2003 al 2010.

– il secondo aspetto è che il CAI Veneto ha sempre difeso l’operato dei due presidenti di commissione contestati, ha mantenuto nella vicenda una scarsa trasparenza e ha in varie occasioni accusato coloro che hanno promosso l’indagine di voler destabilizzare il tessuto del CAI nel Nord-est e screditare il buon nome del CAI Veneto.

– un terzo elemento è che il CAI Veneto ha notevolmente influenzato l’andamento del procedimento disciplinare indetto a livello centrale contando molto sul fatto che il Presidente Generale è un veneto; permane il timore che l’annunciata denuncia del CDC del febbraio 2013 a carico di Doglioni per la restituzione di € 63.925 di somme non rendicontate, non sia stata fatta o eseguita in modo tale da preludere a una prescrizione.

Intervento del CAI Veneto nella fase di istruttoria in CISASA VFG dell’ 8 maggio 2012
In piena fase di raccolta della documentazione da parte della sede centrale (estratti conto, bilanci, ecc.) nel corso della riunione della CISASA VFG del 8 maggio 2012 (all. 3 – Verbale CISASA VFG 08-05-2012) il Vice Presidente del CAI Veneto Francesco Carrer chiede alla commissione di approvare il bilancio consuntivo 2010 redatto da Doglioni e Callegarin, ovvero dai precedenti Presidenti ; tale bilancio è contestato dalla commissione e dalla CNSASA (all. 4 – Rendiconto esercizio 2010) perché altrimenti il CDR non approverebbe il bilancio consuntivo 2011 redatto dalla CISASA VFG presieduta da Puddu. Si fa notare che dal 2011 una nuova norma stabilisce che il contributo della sede centrale non venga più erogato direttamente al presidente della CISASA, bensì venga accreditato al CDR che a sua volta lo deve destinare alla CISASA. Quindi la mancata approvazione del bilancio da parte del CDR avrebbe bloccato i finanziamenti provenienti dalla Sede Centrale che dall’anno 2011 devono appunto transitare dai CDR. I commissari, salvo Callegarin, non accettano il ricatto: non approvano il bilancio 2010 e confermano quello consuntivo 2011 da loro predisposto.

Intervento del CAI Veneto e annullamento della radiazione (CDC n. 78 del 27 luglio 2012)
Il 14 luglio 2012, ovvero il giorno dopo dell’emissione, la delibera di radiazione viene comunicata da Francesco Carrer, Vice Presidente del CAI Veneto, ai dirigenti dell’area Veneto – Friuli Venezia Giulia (all. 08 – comunicazione di Carrer della radiazione del 14-7-12). Nella lettera si esprime l’intenzione di contestare la decisione del CDC e si programma un incontro a breve.

Il 16 luglio 2012 il Presidente Generale accoglie la richiesta di audizione presentata da Doglioni e Callegarin e nella stessa data, con procedura d’urgenza, sospende l’immediata esecutività del provvedimento di radiazione perché, invocando l’art. 111 della Costituzione, prima della delibera di radiazione non si sarebbe svolto un contradditorio tra le parti.

Varie iniziative del CAI Veneto per sostenere i due ex presidenti e per screditare e delegittimare l’operato della CISASA VFG e della CNSASA.
Il CAI Veneto il 22 agosto 2012 indice per il 15 di settembre a Mestre una assemblea congiunta straordinaria dei delegati delle Sezioni del Veneto e del Friuli Venezia Giulia (all. 10 – convocazione AD del VFG del 22-8-12). L’ordine del giorno non viene comunicato ma si intuisce che riguarda la questione della radiazione.

Il CAI Veneto il 31 agosto 2012 comunica ai delegati delle Sezioni VFG (all. 11 – annullamento AD del VDG 31-08-12) che l’assemblea straordinaria è annullata. Nel comunicato si legge che tale decisione è motivata e si rende necessaria in quanto il provvedimento disciplinare del CDC a carico dei due soci dell’area veneta – friulana – giuliana, Massimo Doglioni e Maurizio Callegarin, è stato annullato mentre rimane ancora in itinere il relativo procedimento.

Il comunicato prosegue riportando una seconda frase che scredita l’opera dell’attuale CISASA VFG: “Si ritiene opportuno precisare sin d’ora che le divergenze interpretative sulla gestione delle risorse economiche nate all’interno della CISASA VFG tra l’attuale presidente Antonello Puddu e i past- president Massimo Doglioni e Maurizio Callegarin hanno comportato il deterioramento dei rapporti fiduciari anche con i CDR del Veneto e del Friuli Venezia Giulia e il ritardo dei finanziamenti da parte della sede centrale”.

Il 6 e 10 ottobre 2012 il CAI Veneto e il CAI Friuli VG diffondono alle Sezioni una mozione (all. 12 – mozione GR Veneto del 6-10-12) nella quale sono presenti varie affermazioni completamente false e calunniose sull’operato delle Commissioni Regionale e Nazionale. Se ne citano alcune.

Per quanto riguarda i Presidenti di Commissione Puddu e Dalla Libera, al di là della mancanza di fiducia dimostrata nei riguardi dei GR che, per contribuire al chiarimento delle irregolarità denunciate, si erano immediatamente messi a completa disposizione, esiste fin dall’inizio, tra le altre questioni, l’omissione di consegnare ai CDR Veneto e Friuli Venezia Giulia i documenti più volte richiesti”.
Considerazioni: risulta dai documenti che i GR non si sono mai messi a disposizione e non hanno mai consegnato alcun documento alla CNSASA. Viceversa risulta che le verifiche di bilancio condotte dalla CISASA VFG e dalla CNSASA sono state inviate sia ai GR che alla sede centrale.

E’ nota anche la successione di riunioni indette da Puddu con la CISASA e i direttori delle scuole VFG, per parlare di programmi ma, nel contempo, esporre i crimini dei soci Doglioni e Callegarin con dovizie di particolari amplificati, mentre Dalla Libera afferma che la radiazione era confermata, non annullata, e che la sua esecutività era solo questione di cavilli burocratici. Tutte queste notizie si sono propagate nelle Scuole e nelle Sezioni con un teatrino di menzogne e vigliaccherie che hanno portato la CISASA VFG allo sbando, scavato divisioni e dimissioni, disseminando ovunque sfiducia e sospetti”.
Considerazioni: sono affermazioni false e calunniose.

Riprovazione per la immediata divulgazione del provvedimento disciplinare, ora annullato, ma con mancata comunicazione diretta agli interessati, a fronte della illegittima divulgazione tra gli organi tecnici referenti che nel giro di due giorni avevano già provveduto a depennare i nomi dei due istruttori dall’albo della scuola interregionale e, nel caso di Callegarin, dalla composizione della CISASA, fatto gravissimo, che comporta precise responsabilità in quanto ha alterato equilibri, rapporti fiduciari e sociali, credibilità, tra il corpo sociale dei GR VFG”.
Considerazioni: frase ipocrita perché il primo a dare comunicazione della radiazione, a due giorni di distanza, è stato proprio il Vice Presidente del CAI Veneto Francesco Carrer, persona che ora ricopre l’incarico di Presidente.

Condanna per il modo in cui il presidente della CISASA VFG Antonello Puddu, i vari componenti la commissione, il presidente della CNSASA Maurizio Dalla Libera hanno gestito la questione, dimostrando omissioni e incapacità, escludendo il confronto e il chiarimento con i diretti interessati”.
Considerazioni: proprio chi ha denunciato lo scandalo viene accusato di omissione e incapacità dagli stessi enti che hanno coperto e giustificato.

Dimissioni dei componenti della CISASA VFG in data 15 novembre 2012
A seguito dei numerosi interventi da parte del CAI Veneto a sostegno di Doglioni e Callegarin e a discredito dell’operato delle Commissioni Regionali e Nazionali i componenti della CISASA VFG con un comunicato danno le loro dimissioni (all. 13 – dimissioni componenti CISASA VFG del 15-11-12).

Nel comunicato si legge:
La Commissione all’atto dell’insediamento di Antonello Puddu alla carica di Presidente, ha vissuto un biennio di particolari difficoltà e disagi: non è stato possibile liquidare agli istruttori impegnati nelle diverse attività i dovuti rimborsi spesa per mancanza della provvista necessaria, ravvisando nel contempo incongruenze e mancanze nei rendiconti delle precedenti gestioni.

Da parte degli scriventi è apparso che la scelta corretta e coerente con i valori del volontariato fosse stata quella di informare sia i responsabili dell’organo tecnico centrale sia i responsabili dei direttivi regionali, fornendo loro dovuta documentazione…… mentre l’organo tecnico centrale ha assicurato ogni forma di collaborazione e assistenza, al fine di consentire la continuità della gestione, sia pure su basi e con modalità diverse, non altrettanto è avvenuto da parte dell’organo politico amministrativo che, ben diversamente da quanto sarebbe stato logico attendersi, ha assunto un atteggiamento che, da una iniziale manifestazione di fastidio ed intolleranza per le problematiche segnalate, si è gradualmente trasformato in un atteggiamento denigratorio e punitivo, non già verso coloro che sarebbe stato logico attendersi, bensì nei confronti dei componenti della Commissione, evidentemente ritenuti responsabili di eccesso di trasparenza e correttezza… Con l’atto delle dimissioni si vuole esprimere civilmente, in modi consoni all’appartenenza al CAI, il più fermo dissenso per l’atteggiamento assunto dagli attuali responsabili regionali del Veneto, dovendosi fare un doveroso distinguo rispetto a quelli, pure di riferimento stante la interregionalità della Commissione, del Direttivo Friuli Venezia Giulia.

Chi crede ad un volontariato vero, tecnico sì, ma sempre espressione di ideali tradotti in fatti e che non restino parole, non può accettare che l’aver segnalato a chi di dovere anomalie, irregolarità ed illeciti si trasformi, per chi, per il ruolo ricoperto aveva il dovere di segnalare, in un capo d’accusa aprioristico”.

Risultati delle verifiche contabili condotte dal Direttore del CAI del 18 settembre 2013
Il Direttore del CAI, Andreina Maggiore, a seguito dell’incarico assegnato dal CDC, il 18 settembre 2013 presenta i risultati della verifica contabile CISASA VFG per gli esercizi 2003-2010.
Di questa relazione amministrativa si evidenziano alcuni passaggi:

Coperture e complicità del CAI Veneto
A pagina 4 punto 1 si afferma: “Alla luce di quanto sopra esposto e a conclusione dell’attività fin qui svolta si segnala che il socio Doglioni ha provveduto all’autoerogazione di rimborsi spese a carattere forfettario, così come dichiarato dallo stesso e come affermato dal gruppo regionale del veneto nella propria comunicazione del 29.08.2012 cui non è allegata alcuna delibera in tal senso anteriore all’utilizzo delle somme in palese contrasto con quanto disposto dall’art. 33 del regolamento degli organi tecnici operativi centrali e territoriali e venendo meno al principio enunciato dall’art. 76 comma 1 del regolamento generale”.

Premessa per associare le motivazioni di Doglioni e le dichiarazione del CAI Veneto
Massimo Doglioni nelle sue memorie difensive (vedi verifica contabile del Direttore del CAI – allegato 6) dichiara di essersi erogato rimborsi personali per l’attività di presidente o di facente funzione non presenti nei giustificativi presentati nella misura di € 200 al mese (circa € 24.000 in 10 anni) e dichiara di aver riconosciuto un compenso di € 3.000 all’anno (circa € 24.000 in 8 anni) a terza persona per l’attività di segreteria e gestione contabile (senza pezza giustificativa per questioni fiscali).

Lettera del Presidente CAI Veneto a sostegno del ex presidente CISASA VFG
Con lettera del 29 agosto 2012 (all. 16 – lettera CAI Veneto a Direttore del 29-08-12. NB: tale lettera è presente come allegato 8 nella verifica contabile del Direttore CAI), inviata al direttore del CAI, il presidente CAI Veneto Emilio Bertan dichiara che:

a) “Era stato deciso dalla commissione interregionale scuole, a partire dall’anno 2003/2004 l’attivazione di un servizio di segreteria e gestione contabile tramite collaborazione esterna retribuita, analogamente a quanto risulta sia previsto a livello centrale per la CNSASA, per corrispettive 35 ore mensili, indennizzata con un compenso di € 3.000 annuo.
Tale prassi era nota, oltre che ai componenti della commissione, alla Presidenza e alla Segreteria del CDR (Bepi Cappelletto) del Veneto che ne condividevano in toto le ragioni”.

b) “Parimenti la Presidenza e la Segreteria del CDR veneto erano a conoscenza che i rimborsi chilometrici per spese di viaggio e ogni altro genere di spesa inerente alla funzione di Presidente dell’OTTO Commissione interregionale scuole (pasti, telefono, cancelleria, ecc.) venissero rimborsate tramite una cifra forfetaria di € 200 mensili, prelevata direttamente dal conto corrente o tramite bancomat, in sostituzione della produzione dei singoli giustificativi di spesa, dei quali infatti non risulta traccia agli atti”.

Considerazioni
La CISASA VFG e la CNSASA non hanno mai deliberato nessuna delle due procedure, né avrebbero potuto farlo. Si tratta di una falsità del CAI Veneto per giustificare l’ammanco di circa € 48.000, somma che proviene da quote versate dalle sezioni e dal contributo della Regione Veneto erogato al CAI Veneto.

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Il disagio delle sezioni venete – 1

Il disagio delle sezioni venete – 1
In questo post riaffrontiamo la questione, già ampiamente esposta, della presunta cattiva gestione amministrativa delle scuole di alpinismo del Veneto e del Friuli-Venezia Giulia, nel periodo 2003-2011.
Per meglio comprendere quanto più sotto esposto sarebbe necessario avere letto i seguenti post:
12 maggio 2015: http://www.alessandrogogna.com/2015/05/12/lamara-vicenda-doglioni-parte-1/
13 maggio 2015: http://www.alessandrogogna.com/2015/05/13/lamara-vicenda-doglioni-parte-2/

Maurizio Dalla Libera
Disagio 1 -Dalla-Libera-copia

Il taglio che vogliamo dare a questo reportage-inchiesta è quello dell’evidente e ormai datato disagio che una buona parte di soci, socie e sezioni del CAI del Veneto e del Friuli-Venezia Giulia hanno sofferto (e soffrono tuttora).

Partiamo da lontano, cioè da una lettera del 13 febbraio 2012 inviata da Maurizio Della Libera (in qualità di presidente della CNSASA, Commissione Nazionale Scuole Alpinismo e SCIALPINISMO) al presidente generale del CAI Umberto Martini, al Direttore del CAI e al responsabile per gli aspetti legali del CDC.

L’oggetto è: Situazione contabile Commissione Scuole del VFG. L’inizio è assai diretto: “Con la presente la CNSASA segnala una situazione contabile poco chiara da parte della Commissione Scuole di Alpinismo Scialpinismo e Arrampicata libera dell’area VFG…”. La lettera continua precisando che tutto è iniziato subito dopo il passaggio di consegne nell’ambito della commissione scuole VFG, da Doglioni a Callegarin e poi ancora ad Antonello Puddu (10 gennaio 2011).

Le richieste pervenute da diversi istruttori che lamentavano di non aver ricevuto il rimborso delle spese di viaggio sostenute nel 2010 e la lettera riservata del Presidente di Commissione lnterregionale Antonello Puddu inviata il 30 dicembre 2011 ha portato la Commissione Nazionale ad approfondire gli aspetti segnalati da Puddu ed a consultare le pezze giustificative conservate in Sede Centrale poter effettuare una prima verifica; in questa prima fase il controllo si è svolto in forma riservata non coinvolgendo ufficialmente l’amministrazione centrale. Del problema contabile dapprima in dicembre 2011 Puddu ha informato Emilio Bertan, il 7 gennaio 2012 sono stati informati Maurizio Callegarin e Massimo Doglioni ai quali è stato anche chiesto di fornire documentazione e nello stesso giorno la presidenza della CNSASA e Puddu hanno incontrato Emilio Bertan. Inoltre il 6 febbraio 2012 si è svolto a Mestre un incontro chiesto dal Presidente del GR Veneto a cui hanno preso parte Emilio Bertan, Bepi Cappelletto, Ernesto Varosco (revisore dei conti GR Veneto), Antonio Zambon, Maurizio Callegarin, Massimo Doglioni, Antonello Puddu, Maurizio Dalla Libera”.

Rimandiamo al documento per i riscontri sulla rendicontazione effettuati da Antonello Puddu. Basti qui dire che “Dai dati parziali in suo possesso, rilevati in quanto vicepresidente della commissione nell’anno 2010, Puddu evidenzia alcuni aspetti che non combaciano con quanto scritto nel “rendiconto esercizio 2010” presentato da Callegarin e Doglioni ed evidenzia che non esiste corrispondenza tra la somma ricevuta a luglio 2011 per introiti derivanti dalle attività svolte nell’anno 2011 e i conteggi effettuati sulla base delle quote e del numero degli allievi”.

Saltiamo anche il controllo delle pezze giustificative 2010 consegnate da Callegarin – Doglioni in Sede Centrale e relativi numeri allegati.

La lettera continua con l’affermazione dell’esistenza di due conti correnti intestati alla Commissione Scuole VFG: “Si ritiene corretto che al momento del passaggio delle consegne la vecchia commissione dovesse subito modificare l’intestazione del conto corrente e trasferire la cassa alla nuova presidenza. Ciò non è avvenuto e per tutto l’anno 2011, periodo della presidenza Puddu, sono rimasti attivi due conti correnti intestati alla commissione scuole VFG: quello aperto a firma di Puddu, attuale presidente e quello con titolare di firma Callegarin e Dogliani. Alla CNSASA risulta che dalla lettura effettuata con la tessera bancomat a disposizione di Puddu del conto corrente a firma Callegarin Doglioni si siano effettuati movimenti di denaro per tutto il 2011 e che tale conto sia stato disattivato il 20 gennaio 2012. Proprio per motivi di trasparenza la CNSASA ha chiesto più volte di poter disporre degli estratti conto intestati alla vecchia commissione negli anni di attività 2009, 2010 e 2011l. Tale richiesta è stata ribadita nel corso dell’ incontro di Mestre del 6 febbraio ma nessuna documentazione ci è stata consegnata. Viceversa Antonello Puddu, in qualità di attuale presidente della commissione, ha consegnato alla CNSASA e al GR Veneto gli estratti conto del suo conto corrente”.

Infine la lettera riporta di un incontro del GR (Gruppo Regionale) a Mestre del 6 febbraio 2012:
Bepi Cappelletto afferma che il rendiconto esercizio 2010 presentato da Callegarin e Doglioni è nelle sue linee generali a posto e che risulta assai difficile effettuare una verifica di dettaglio delle singole voci; afferma altresì che i conti presentati da Puddu sono sbagliati.

I responsabili del GR Veneto fanno presente che in passato si era concordato che il contributo della Regione Veneto assegnato per uno specifico anno fosse calcolato sull’attività già svolta nell’anno precedente. Con questo sistema il debito maturato viene pagato con i fondi stanziati per l’anno successivo; così facendo il contributo contabilizzato nell’anno 2010 viene usato per pagare le spese del 2009 e il contributo assegnato nell’anno 2011 sarebbe stato usato per pagare le spese del 2010.

Succede però che per il 2011 la Regione Veneto non ha erogato contributi e quindi le spese sostenute nel 2010 sono state pagate con il contributo 2011l proveniente dalla Sede centrale; tuttavia la somma definita dalla CNSASA per l’OTTO ed erogata dalla sede centrale non è stata sufficiente a coprire tutte le spese e sono quindi rimasti inevasi tutti i rimborsi viaggio degli istruttori.

Massimo Doglioni conferma che esiste effettivamente un debito nei confronti degli istruttori per quanto riguarda le spese di viaggio; la Regione Veneto non ha pagato e i fondi della sede centrale sono stati usati per pagare le varie spese sostenute nel 2010. Egli conferma che le spese di viaggio degli istruttori sono state riportate pari pari su entrambi i bilanci perché bisogna giustificare alla Regione Veneto una spesa superiore del 30 % rispetto al contributo assegnato. Conferma che le spese di pensione degli istruttori sono state maggiorate per giustificare sul bilancio della Regione Veneto la maggiorazione del 30%; i direttori dei corsi avevano la disposizione di chiedere all’albergatore di dividere in due parti uguali le spese complessive di vitto e alloggio di istruttori e allievi e di farsi rilasciare due fatture corrispondenti; quindi una fattura andava nel bilancio della Regione Veneto e l’altra andava caricata nel bilancio della Sede Centrale.

Massimo Doglioni afferma che nel mese di luglio 2011, ricevuto richiesta per e-mail da Puddu, ha versato al nuovo presidente di commissione la rimanenza della cassa (€ 13.000) ed ha chiuso il conto intestato a CAI Commissione Scuole VFG. Ammette che tale conto riportante come titolare la sua firma fosse un po’ anomalo ma che, pur servendo come appoggio alle operazioni bancarie della commissione, restava un conto personale ed era rimasto aperto per gli accrediti fatti a suo nome dalla sede centrale in qualità di consigliere centrale.

Antonio Zambon constata che esiste un debito nei confronti degli istruttori che hanno operato nel 2010 e avanza l’ipotesi di destinare la somma di € 5.000 prevista nel progetto Montagna Amica promosso dai due GR e finanziato dalle due Regioni per poter compensare parte del debito; tuttavia la proposta dovrà essere valutata dai Gruppi Regionali”.

Nelle Considerazioni conclusive Dalla Libera chiede alla Sede centrale di verificare gli ammanchi di gestione segnalati pari a € 6.755,00. E chiede pure un intervento particolare per poter rimborsare le spese di viaggio sostenute dagli istruttori nel 2010 il cui ammontare è di circa € 7.900.

 

Il 22 marzo 2012 il Gruppo Regionale Veneto spedisce al CAI Centrale il verbale della riunione del 19 marzo 2012 (data erroneamente indicata nel documento con “19 aprile”). Il documento è a firma del segretario Giuseppe Cappelletto: vi si evince che la riunione si concluse con un nulla di fatto, perché il presidente Antonello Puddu non poté dimostrare (da solo) le presunte irregolarità contabili. Cappelletto riferisce anche che, al riguardo della convinta posizione di Puddu, “tale sua posizione, del resto sostenuta a livello puramente verbale ma non dimostrata in alcun modo da atti o documenti, è stata contestata a più riprese dai componenti della Commissione presenti che, sulle comunicazioni e sugli esposti precedentemente prodotti da Antonello Puddu, non erano stati né coinvolti, né consultati“.

Quest’affermazione è sconfessata dagli stessi commissari, con lettera al CAI Centrale del 9 aprile 2012, in cui si controbatte: “I commissari presenti alla riunione del 19 marzo 2012, Alessandro Bonaldo, Giacomo Cesca, Marco Fontanini, Stefano Gallina, Claudio Forieri e Luigino Zamaro, fanno presente che erano stato informati dal Presidente Puddu, nella seduta di Commissione del 6 febbraio 2012, di presunte irregolarità del bilancio 2010 redatto da Maurizio Callegarin e Massimo Doglioni e che del fatto era in corso una indagine molto riservata.
Va fatto notare che tale rendiconto di esercizio non è mai stato approvato dalla Commissione, che lo ha visto per la prima volta nella suddetta data.
Gli stessi, pur segnalando di non aver partecipato ai dettagli e agli sviluppi della questione, approvano il comportamento del Presidente Puddu ed approvano la riservatezza con cui, nella fase di richiesta di chiarimenti, ha voluto coinvolgere solo
i diretti interessati (Maurizio Callegarin – Presidente di Commissione nel 2010, Massimo Doglioni – collaboratore di Callegarin e titolare di firma del CC intestato alla commissione VFG, Emilio Bertan Presidente GR Veneto, Antonio Zambon – Presidente GR Friuli VG e Maurizio Dalla Libera – Presidente CNSASA).
Smentiscono in modo netto di aver mai contestato (tantomeno a più riprese) sulle comunicazioni e sugli esposti prodotti dal Presidente Antonello Puddu, contrariamente a quanto dichiarato dal GR Veneto, ad eccezione del commissario già Presidente Maurizio Callegarin”
.

Cortina d’Ampezzo, Assemblea Cai Veneto e Friuli-VeneziaGiulia, 8 novembre 2014. Da sinistra, Antonio Zambon, Paola Valle, Umberto Martini e Francesco Carrer. Foto: Marco Dibona.
Disagio 1 - Antonio Zambon

Il 27 marzo 2012 si tiene, sempre a Mestre, la riunione straordinaria della Commissione Scuole Alpinismo VFG per l’approvazione del bilancio 2010.
Sono presenti il presidente Antonello Puddu, Alessandro Bonaldo, Marco Fontanini, Daniele Mazzucato, Giacomo Cesca, Claudio Forieri, Luigino Zamaro e Stefano Gallina. Dopo ampia discussione ed esibizione di particolari, il documento conclude che “sulla base di questa analisi si può certamente dubitare sulla veridicità dei bilancio 2010 pubblicato e se ne richiede l’immediata ricusazione, in attesa degli ulteriori approfondimenti e dei diritti di replica”.
Il Presidente GR FVG, Antonio Zambon, in data 18 aprile 2012, scrive al Direttore del CAI con oggetto “chiarimenti relativi alla situazione contabile CISASA VFVG”. Emergono nuovi particolari sulla disputa.

Successivamente un secondo incontro è stato indetto per il 19 febbraio 2012 in quanto nulla portava ai chiarimenti prospettati, anzi pareva aprirsi un conflitto ancora più acceso fra le persone coinvolte tanto che, uscendo la questione dal livello locale, cominciava ad assumere un rilievo non più gestibile nei termini della “buona prassi famigliare”, e quindi si è ritenuto utile coinvolgere l’intera Commissione sempre con l’obiettivo di portare al chiarimento auspicato, far emergere eventuali errori o abusi nella gestione appunto del bilancio 2010 della Commissione CISASA VFVG”.

Il confronto tra le parti non viene a capo di nulla, Zambon non prende posizione e conclude:
Allora credo sia necessario valutare a fondo i modi dì gestione dei corsi in quanto oltre alle pezze giustificative dei bonifici bancari, che non sono oggetto dì contestazione, occorre conoscere le modalità di pagamento brevi manu che risulterebbero una pratica utilizzata in più di qualche occasione fra i corsisti dell’ultimo momento e i direttori.

Quindi bisogna conoscere come ha funzionato questa prassi consolidata della gestione dei contanti e questo è possibile risalendo e sentendo una per una le persone che hanno pagato in contanti. Le persone risultano tutte rintracciabili. Sembra, dalle affermazioni più volte ribadite da Doglioni e Callegarin, che questa prassi fosse normale, utilizzata anche negli anni precedenti e quindi anche nei bilanci precedenti. Con i soldi contanti si andavano poi a pagare in via breve le spese tipo rimborsi, acquisto di materiali, i pranzi dovuti o pernottamenti nei rifugi.

A mio avviso tutte dichiarazioni sono ricostruibili ed è necessario dedicare l’attenzione dovuta. Occorre arrivare in tempi brevissimi alla reale conoscenza o smentita di quanto evidenziato da Puddu.

Il conflitto che si è aperto fra le persone, che si guardano con sospetto e minacciano di intraprendere azioni legali, coinvolge ovviamente una parte importante della struttura del CAI che a questo punto non può non pretendere un chiarimento definitivo per ricreare quel clima di fiducia necessario all’operato della Commissione CISASA VFVG e non solo”.

Quindi Zambon passa alle conclusioni:
Ricordato che il bilancio della commissione è in capo al GR Veneto, sentito il mio predecessore Paolo Lombardo il quale afferma che il bilancio così come presentato e visto per conoscenza, risultava regolare come del resto è stato approvato nel 2010 dalla Commissione senza eccezioni;
è quindi evidente che oggi una verifica puntuale e autorevole si rende necessaria e dal momento che
i bilanci negli anni sono sempre collegati, ritengo non possano essere al momento approvati i bilanci consuntivi 2011 e preventivi 2012 prima di chiudere quanto contestato nel 2010.

Per fare ciò, vista l’importanza strategica per il CAI della Commissione CISASA VFVG, ritengo utile un commissariamento ad acta che agisca in tempi brevi da parte di persona di fiducia del P.G. e capace di svolgere liberamente tutte le indagini dentro e fuori il bilancio per risalire e riportare chiarezza e fiducia nell’operato della Commissione stessa e che eventualmente possa indicare i provvedimenti necessari, per mettere fine a quanto contestato, e comunque riportare la trasparenza al bilancio CISASA FVG 2010”.

Antonello Puddu
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Il giorno dopo, 19 aprile 2012, un’altra lettera è spedita al CAI Centrale, questa volta dal presidente del GR Veneto, Emilio Bertan.
La vicenda è ancora una volta riassunta, con qualche particolare in più, ma la lettera è molto simile a quella di Zambon, anche nelle conclusioni e nell’auspicato commissariamento ad acta.

 

E’ del 3 maggio 2012 la lettera raccomandata A/R che il direttore del CAI Andreina Maggiore spedisce agli “indagati” Massimo Doglioni e Maurizio Callegarin. In allegato sono trasmesse tutte le informazioni in possesso alla Sede Centrale (lettere ed estratti conto), pertanto la lettera è un invito ai due a presentare le controdeduzioni in difesa.

La lettera conclude con “Successivamente, entro l’ulteriore termine di giorni 30 (trenta) e salva la necessità di ulteriori indagini in seguito alle Vostre controdeduzioni, il Comitato Direttivo Centrale assumerà la propria decisione o nel senso di archiviare la pratica o in quello di promuovere il procedimento disciplinare, in conformità agli artt. 24,25 e 26 del Regolamento Disciplinare”.

 

Il primo a rispondere alla Maggiore, il 30 maggio 2012, è Maurizio Callegarin. Alla rituale dichiarazione di innocenza e di stupore, Callegarin fa seguire un corposo testo, che lui chiama Cronologia, cui rimandiamo per tutti i dettagli.

Ci limitiamo qui a riportare alcune affermazioni di Callegarin: “Se il disavanzo, come dice Puddu, è relativo ai mancati introiti dei corsi, le cose vanno fatte con il seguente metodo: Richiedere a tutti i direttori dei corsi 2010 numero allievi partecipanti, numero istruttori partecipanti, come hanno pagato gli allievi, se hanno pagato personalmente, se ha pagato la Scuola, se ha pagato la sezione, con bonifico, con assegno o in contanti. A chi hanno versato le somme. Verificare (doveva farlo Puddu) se tutti i direttori hanno consegnato eventuali incassi e pezze giustificative (vedi problema nel verbale 11 aprile 2011). Se poi questo non è sufficiente, interpellare tutti gli iscritti e chiedere loro come hanno pagato, ecc. Certo, richiede un po’ di tempo, ma poi i conti dovrebbero tornare e capiremo perché si è creato il problema.

Puddu è sempre stato al corrente fin dalla sua investitura come vice-presidente di tutto il funzionamento al punto che su mia delega si è fatto carico di gestire le iscrizioni ai corsi degli allievi, disponibilità istruttori per i corsi, ecc. Quindi (era) tutto sotto il suo controllo (mi sono fidato) come dal verbale del 7 gennaio 2010. Doglioni ci ha aiutati a capire i meccanismi e ha sempre invitato Puddu e il sottoscritto a contattarlo nel caso ci fossero dubbi sul come operare”.

“(Per ciò che riguarda) il bancomat vecchia commissione, dal momento che sono entrato in carica a gennaio 2010, l’ho avuto in gestione solo io, né Massimo (Doglioni) né altri fino a fine mandato, quando l’ho consegnato a Puddu. Quelle rare volte che l’ho utilizzato, ho segnalato l’operazione”.

Puddu scrive la famosa lettera del 30 dicembre 2011 senza interpellare e chiedere consiglio alla Commissione (a cosa serve poi la Commissione se c’è un padre-padrone?). Ricordo quanto ha dichiarato nell’incontro del 19 marzo 2012, cioè che lui è il presidente e fa quello che vuole… è stato registrato”.

Alla riunione del 27 marzo 2012 non sono stato convocato, avrei dovuto almeno ricevere un’informazione scritta dove mi veniva comunicato che non ero convocato perché parte in causa. (Quest’informazione) doveva essere convalidata da tutta la commissione, invece la decisione pare sia stata presa seduta stante. Mi chiedo (e chiedo ai presidenti del GR Veneto e GR FVG se questa procedura sia regolare e se anche i commissari siano a conoscenza delle procedure”.
Callegarin conclude: “Penso che la Commissione deva essere immediatamente commissariata per evitare ulteriori danni economici e soprattutto d’immagine”.

 

La risposta di Massimo Doglioni è del 6 giugno 2012. Il ritardo ben può essere compreso allorché si contano le pagine della sua “difesa”: 94. Ovviamente non possiamo qui riassumere una vastità tale di contenuti: non possiamo far altro che rimandare all’originale e augurare “buona lettura”.

Ci limitiamo a riportare solo le sue conclusioni:
Mi è inspiegabile il comportamento di Antonello Puddu (a tal scopo allego le email che hanno caratterizzato il nostro rapporto fino a giugno 2011) che prima di mettere in moto questa denuncia, inizialmente, avrebbe dovuto almeno chiedermi spiegazioni. Mi sono inspiegabili i ripetuti tentativi di delegittimare la mia persona attraverso le più disparate operazioni di discredito, iniziate, non casualmente, dal mio inserimento nel 2006 nel CTC di UniCai:

  • una lettera al direttore (Peila) di denuncia per interesse privato per i rapporti che tenevo con la Haglofs per conto di UniCai; rapporto nato inizialmente per conto della CNSASA (per la quale ho ottenuto un finanziamento di 37.000 euro per la realizzazione del web-site);
  • una richiesta specifica da parte dell’allora Vice Presidente della CNSASA Maurizio Carcereri (recentemente deceduto) di dimettermi dalla presidenza della Commissione che presiedevo per incompatibilità con ciò che facevo in UniCai;
  • la richiesta di sollevarmi dall’incarico di completare la realizzazione dei Manuali del CAI, che avevo iniziato con i primi 4 volumi; sempre appellandosi alla mia incompatibilità occupando tale ruolo in UniCai, cosa ottenuta.

E ora con questa denuncia che pone la mia persona, per il ruolo di presidente concluso alcuni anni fa oramai, quale capro espiatorio di un intero sistema di
gestione delle Commissioni da parte di dirigenti occasionali, senza alcuna formazione, senza nessuna tutela, senza alcun riconoscimento giuridico, ma con enormi responsabilità nei confronti di coloro che ci lavorano attorno. Un sistema molto lontano dall’etica conclamata dal CAI e dal suo volontariato, dove amicizia,
fiducia, lealtà, passione purtroppo sono solo parole, perché i fatti sono il non avermi mai interpellato direttamente, l’aver ottenuto illegalmente gli estratti conto bancari, l’aver preteso rispetto delle regole con metodi irregolari, su qualcosa di costruito appositamente senza regole””.

(continua)

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CAI: volontariato in pericolo?

CAI: volontariato in pericolo?
Il 13 maggio 2015 ricevo una mail dall’amico Alessandro Camagna, presidente della Sezione di Verona del CAI. Alla mail sono allegati 11 file, tutti documenti ufficiali di richiesta di trasparenza in ambito CAI:

Ciao Alessandro,
come anticipato ti allego la corrispondenza promossa dalle sezioni veronesi sia verso le altre sezioni venete, nel tentativo di smuovere le coscienze, sia verso il GR veneto e il Presidente Generale.
Non ti nego che per questo nostro atteggiamento siamo stati oggetto di pesantissimi attacchi da parte di Emilio Bertan (past-president GR veneto), Francesco Carrer (attuale presidente GR veneto) e Umberto Martini, quest’ultimo in modo più defilato.
Noi, ovviamente, non accusavamo nessuno ma come puoi leggere dalle nostre lettere chiedevamo e continuiamo a chiedere chiarezza.
Crediamo e ci impegniamo per un volontariato fatto di trasparenza e gratuità, e queste cose, purtroppo, in questi ultimi tempi mi sembrano molto offuscate.
Il comportamento senza una precisa presa di posizione del PG Martini ci ha spinti a essere tra i promotori del voto di protesta che ha portato, per la prima volta, a un considerevole numero di schede bianche nelle votazioni dell’Assemblea Generale di Torino del 2013.
In ultimo anche Maurizio Dalla Libera, come tu sai, è stato duramente attaccato dal GR veneto, ma l’assurdo si è raggiunto all’Assemblea VFG di Cortina dell’8 novembre 2014 dove Dalla Libera si presentava come candidato alla vice-presidenza generale. Secondo i più è stata una farsa incredibile che ha portato alla mia lettera a Martini che ti allego, tutt’ora priva di risposta.
La conclusione al momento è che in Veneto, purtroppo, ai più va bene così, ma io da genovese con il “mugugno” nel sangue credo nella possibilità di cambiamento e giorno dopo giorno sta crescendo un movimento trasversale partito da Verona che inizia a farsi sentire in aperto contrasto con la pessima gestione del GR veneto.
A presto
Alessandro Camagna

Alessandro Camagna
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Qui di seguito riportiamo l’ultimo degli 11 file allegati, la lettera che Camagna (in qualità di presidente del CAI Verona) e Giuseppe Muraro (presidente Sezione Cesare Battisti di Verona) il 21 novembre 2014 hanno inviato al Presidente Generale, al Comitato Direttivo Centrale e al Comitato Centrale di Indirizzo e Controllo. Il documento è visibile qui.

Caro Presidente, cari consiglieri,
abbiamo pensato e meditato molto prima di scrivere queste poche righe, ma alla fine abbiamo ritenuto che fosse nostro dovere di soci, delegati e presidenti di sezione rappresentarvi il nostro pensiero sugli avvenimenti del convegno VFG di sabato 8 u.s. a Cortina.

In passato abbiamo assistito e partecipato a innumerevoli incontri più o meno frequentati e accesi dibattiti, a volte anche oltre il limite ipotizzabile, ma sabato salendo in Cadore non avremmo certo immaginato di assistere a una tale rappresentazione.

L’occasione, per chi non ne fosse al corrente, è stata la designazione del prossimo vice-presidente generale, che si sarebbe dovuta finalmente fare non attraverso una qualche imposizione dall’alto, ma al termine di un civile e democratico incontro tra due diversi modi di vedere il futuro del nostro sodalizio, rappresentando le proprie idee ai delegati.

Sabato 8, al termine dei due discorsi programmatici, entrambi degni di attenzione e animati dalla medesima passione verso il futuro del CAI, che pure avevano evidenziato le diverse filosofie di approccio tra le due candidature, invece di vedere la platea dividersi con interventi diversi a sostegno di due validi e alternativi candidati, abbiamo assistito con sconcerto a un inaccettabile intervento dell’ex presidente regionale (Emilio Bertan, NdR) che, con incredibile acredine, ha verbalmente inveito “contro” Maurizio Dalla Libera, definendola tra l’altro “persona inadatta al ruolo in quanto causa di gravi scontri e divisioni all’interno del Club Alpino Italiano”. Ma quale è la vera colpa di Maurizio se non quella di aver cercato di fare chiarezza, su qualche ben nota vicenda, che potremo definire (eufemisticamente) complicata?

A questo intervento hanno fatto seguito quelli di due consiglieri centrali che hanno prontamente preso le distanze dalla lettera di presentazione della candidatura di Maurizio.

In ultimo, l’intervento dell’attuale presidente del GR Veneto (Francesco Carrer, NdR) che, con una tesi a dir poco singolare, ha sostenuto che la candidatura di Dalla Libera non era opportuna perché, altrimenti, ci sarebbero stati “troppi” veneti in Consiglio, anche se, secondo la legge – non scritta ma da sempre praticata – della spartizione territoriale, toccherebbe proprio al Veneto indicare il prossimo vice Presidente Generale.

Abbiamo sempre creduto fermamente nelle parole di Voltaire “Non condivido le tue idee, ma mi batterò fino alla morte affinché tu possa esprimerle”. Purtroppo questo spirito non aleggia negli ambienti del GR Veneto.

Caro Presidente, in conclusione, speriamo e crediamo che anche tu abbia assistito incredulo ed esterrefatto a quanto è accaduto. Abbiamo entrambi lasciato il convegno molto amareggiati, ma ancor più determinati a impegnarci a lavorare all’insegna dei nostri inattaccabili valori: volontariato, gratuità e trasparenza affinché anche in Veneto “passo dopo passo” si possa cambiare e risalire verso tempi migliori.

Alessandro Camagna, Presidente Sezione di Verona
Giuseppe Muraro, Presidente Sezione “Cesare Battisti” di Verona

Emilio Quartiani
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Il primo di luglio 2015 scrivo a Camagna per alcuni chiarimenti, per esempio volevo sapere se nella riunione dell’8 novembre 2014 si fosse comunque riusciti a esprimere un candidato alla vice-presidenza. Sapevo infatti che, in effetti, l’assemblea di Sanremo del 31 maggio 2015 doveva scegliere tra due candidati, di cui uno era appunto Dalla Libera.

Il 3 luglio Camagna mi risponde che nell’assemblea di Cortina si era indicato come vice-presidente Emilio Quartiani, ovviamente era solo un’indicazione. Quartiani è l’uomo che piaceva a Martini, un politico ben visto nei palazzi romani, ancora una volta qualcuno che in campo di montagna non è tra i più ferrati. La competenza indiscussa di Dalla Libera ha dovuto cedere a causa delle sue posizioni sulla vicenda Doglioni. Di certo Quartiani è meno scomodo di Dalla Libera.

A Sanremo comunque erano entrambi candidati alla vicepresidenza: l’assurdo è stato che Dalla Libera, pur essendo di Vicenza (quindi veneto), era stato presentato ed è stato sostenuto da non veneti; mentre i veneti, capeggiati dall’onnipresente Carrer, sono riusciti a far eleggere Quartiani.

Francesco Carrer
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Questi è stato eletto anche perché il gruppo lombardo, che inizialmente non lo vedeva di buon grado, si è spaccato.

In effetti, il quartetto formato da Bertan, Carrer, Francesco Romussi e Bepi Cappelletto (segretario GR Veneto) è in posizione di grande forza. Ha il costante sostegno di altri consiglieri centrali di provenienza VFG, quali Giovanni M. Polloniato, Giorgio Brotto e naturalmente Sergio Viatori, quest’ultimo da poco nominato da Martini componente del CDC. Viatori (componente anche del CDC nella CNSASA) e Polloniato (componente del CC nella CNSASA) si sono sempre opposti alla promozione di un’indagine a carico di Doglioni e Callegarin da parte della CNSASA. Ricordiamo anche che Bertan è ora nel Comitato Centrale di Indirizzo e Controllo. Tutti costoro sono strenui difensori degli amici Massimo Doglioni e Maurizio Callegarin che continuano a difendere ritenendoli perseguitati e assolutamente innocenti. Le arringhe di Romussi a questo proposito sono proverbiali.

Il disagio sta però crescendo, non solo si rimprovera al quartetto una gestione “disinvolta” su molte questioni, ma si teme da parte loro che siano latori, al prossimo convegno di Firenze (31 ottobre-1 novembre 2015), di un tentativo di superare il volontariato e giustificare certi rimborsi in ambito CAI. Carrer infatti è stato nominato da Martini segretario del gruppo di lavoro Volontariato nel CAI di oggi; il gruppo doveva essere coordinato da Annibale Salsa, ma questi per motivi di lavoro e personali ha chiesto un aiuto per organizzare il lavoro, pur rimanendo prestanome.

Il CAI è sinonimo di volontariato: a tutti i livelli, le attività svolte dai soci nelle sezioni, da coloro che operano negli organi tecnici, da presidenti e consiglieri che lavorano in ambito regionale e nazionale sono prestate a titolo gratuito fatte salve le spese vive di viaggio, vitto e alloggio debitamente documentate e giustificate. Perché un congresso sul volontariato? Cosa si vuol far passare?

13 aprile 2013: l’assessore al Turismo della Regione Veneto, Marino Finozzi e il presidente del Raggruppamento Veneto del Club Alpino Italiano, Emilio Bertan, firmano il PROTOCOLLO D’INTESA e collaborazione tra l’Ente Regione ed il CAI