Posted on Lascia un commento

The Dawn Wall

    The Dawn Wall
Le seguenti informazioni sono tratte dalla rivista Climbing n° 333 (www.climbing.com).

La storia di Tommy Caldwell e Kevin Jorgeson, riguardo alla salita in libera e in 19 giorni della più difficile big wall al mondo, è stata “coperta” passo dopo passo (e spesso in modo ridicolo, pur senza intenzione) dal New York Times. La NPR (National Public Radio) ha trasmesso un’intervista telefonica dalle portaledge degli scalatori. Le ultime quattro lunghezze sono state mandate in streaming dalla NBC. Gli ultimi giorni dell’impresa sono stati seguiti da folle curiose che stazionavano sotto alla parete. Dopo l’arrivo in vetta (14 gennaio 2015, ore 15.30) i due si sono ritrovati sulle copertine di tutti i giornali più grossi in America. Anche la Casa Bianca ha twittato un messaggio con Obama che indica una foto del Capitan e dice: “Siamo orgogliosi, Tommy Caldwell e Kevin Jorgeson, che abbiate vinto sul Capitan. Ci ricordate che tutto è possibile. BO (Barack Obama).

DawnWall-87683_990x742-cb1420837305

Come scalatori, siamo tutti senza parole di fronte a questo successo. 32 lunghezze, di cui 7 di 5.14 e 12 di 5.13. Sette anni di sforzi, fallimenti, allenamenti e concentrazione incredibili. Ma la cosa che più colpisce è che quest’impresa abbia superato i limiti di una performance ristretta alla comunità degli arrampicatori e che abbia interessato un’audience ben più vasta, quella mondiale.

La parete
La Dawn Wall, detta anche Wall of Morning Light, del Capitan è così chiamata perché è la prima a ricevere i raggi del sole all’alba. La parete è stata scalata la prima volta dalle leggende della Valle Warren Harding e Dean Caldwell, nel 1970. Salirono in artificiale per 28 giorni ed è famoso l’episodio del loro rifiuto di essere aiutati dai ranger che cominciavano a preoccuparsi per le loro condizioni. Ai possibili soccorritori offrirono una gran bevuta di vino.

La prima ascensione
Negli anni ’70 una salita in libera della Dawn Wall era al di là di ogni possibile concezione. Anzi, a quel tempo anche le leggende viventi sospettavano non fosse possibile salirla neppure con l’aiuto di mezzi artificiali. Kim Schmitz e Jim Bridwell avevano raggiunto il punto più alto tra i vari tentativi (poco sopra El Cap Tower) ed erano arrivati alle stesse conclusioni dei loro predecessori. Non c’erano più fessure da seguire e scesero al terzo giorno.

Warren Harding e Dean Caldwell in vetta a El Capitan dopo la prima ascensione della Dawn Wall (Wall of Early Morning Light), 18 novembre 1970
DawnWall-climbersIl 18 novembre 1970 Harding e Caldwell riuscirono a completare la parete in artificiale più alta del mondo, di sicuro la più difficile dello Yosemite, con l’uso di centinaia di chiodi e chiodi a espansione messi per superare intere sezioni di parete prive di fessure. Il tempo totale passato in parete era stato di 28 giorni, con la maggior parte delle notti trascorse in amaca. Avevano solo 21 giorni di acqua e viveri, perciò sono rimasti sprovvisti di entrambi parecchio prima dell’uscita in vetta, con il risultato di un grande rallentamento nelle ultime lunghezze strapiombanti. Si ripresero solo bevendo lo champagne portato lassù da amici e fidanzate.

Nel numero 7 di Climbing, il fotografo-alpinista Galen Rowell, in un melodrammatico articolo intitolato An elegy for Yosemite, lamentava che non ci fosse ormai più nulla da fare in Valle.

Dopo questa salita, oggi diciamo la stessa cosa: in Valle sono rimaste le pareti secondarie, forse meno in vista e desiderabili di quelle importanti e “classiche”.

Kevin Jorgeson
DawnWall-87711_990x742-cb1421083647
Tommy Caldwell
DawnWall-87728_990x742-cb1421088638I protagonisti
Tommy Caldwell, 36 anni. Arrampicatore estremamente dotato, Caldwell ha aperto vie fino al 5.15a e naturalmente ha al suo attivo un gran numero di prime ascensioni in libera sulle big wall dello Yosemite. E’ uno dei soli 5 che hanno salito in libera il Nose. Vive con sua moglie e suo figlio piccolo a Estes Park, Colorado. http://it.wikipedia.org/wiki/Tommy_Caldwell

Kevin Jorgeson, 30 anni. Si è distinto dapprima nelle competizioni come giovane arrampicatore sportivo, ma poi ha lasciato le gare a 18 anni per concentrarsi sul bouldering. In questo campo ha risolto un bel po’ di problemi di V14. Co-fondatore di Pro Climbers International, che ha lo scopo di sostenere questa generazione di climber e di preparare la prossima. Vive a Santa Rosa, California. Prima dell’impresa sulla Dawn Wall al Capitan non aveva mai avuto esperienze di big wall. Jorgeson si è unito a Caldwell nel 2009 e da allora ne è il compagno più assiduo. http://en.wikipedia.org/wiki/Kevin_Jorgeson

Gli inizi
Secondo il filmmaker Brett Lowell, Tommy Caldwell cominciò a pensare alla Dawn Wall nell’autunno 2007. A quel tempo non era certo sicuro di farcela. Decisero di includere comunque il progetto nel film Progression, sperando che l’idea potesse essere ripresa da qualcun altro. Caldwell andava su e giù con vari compagni, tra cui Chris Sharma, Alex Honnold, Jonathan Siegrist. Jorgeson ne rimase seriamente impressionato e mandò a Caldwell una e-mail per offrirsi come compagno definitivo.

Kevin Jorgeson spalma mastice sul nastro adesivo per contrastarne la lacerazione
DawnWall-climbers-hands-01_87708_990x742

Punti d’interesse
Lunghezza 15. Il passo chiave per Jorgeson. All’inizio il nastro adesivo gli proteggeva le dita da appigli microscopici e taglienti come rasoi, ma dopo 11 tentativi in sette giorni ce l’ha fatta, a mani nude.

Lunghezza 16. Il passo chiave prevedibile per Caldwell. Si era ricreato la disposizione delle prese sul suo enorme pannello di plastica, per fare pratica. Includeva un lancio pazzesco di più di due metri partendo da un’ondulatura decente. Ma alla fine Caldwell ha deciso di aggirare l’ostacolo, scendendo una mezza lunghezza sotto a quel passaggio e poi arrampicando a lato. Questa è stata chiamata “Loop pitch” e si è rivelata un difficilissimo 5.14° (inclusa la parte in discesa di 5.13/5.14).

Wino Tower. Dopo questo tratto, la via diventa “più facile”. I tiri di 5.13 e 5.14 sono fatti e il resto è di 5.11 e 5.12 (a parte un passo boulder di 5.13 molto vicino alla cima). Secondo la moglie, Becca Caldwell, Tommy aveva le lacrime agli occhi, perché sapeva che facendo quello la salita si poteva considerare “fatta”.

La ricerca dell’attrito
La cordata ha attribuito buona parte del successo alle temperature fredde della stagione: lo sapevano anche prima e per quel motivo hanno scelto il periodo di gennaio per il tentativo decisivo. Hanno scalato parecchio anche di notte, per evitare il sole. La gomma delle scarpette dà il massimo di attrito a una temperatura compresa tra 0° e 5° gradi Celsius. Questo intervallo è il migliore anche per la pelle, perché non permette il sudore.

Trucchi disperati
Caldwell ha raccontato che le condizioni della pelle erano un fattore così importante che i due mettevano la sveglia dopo quattro ore di sonno per poter riapplicare con maggiore frequenza la crema rigeneratrice.

Maggiori inconvenienti
2011. Jorgeson ha subito ammaccamenti ossei e stiramenti tendinei alla caviglia tentando il dinamico della lunghezza 16: a tal punto da dover chiudere la stagione.

2013. Caldwell si è danneggiato la cartilagine di una costola allorché il saccone da recupero gli cadde per una sessantina di metri mentre era attaccato alla sua imbragatura. Questo gli è costato qualche mese di inattività.