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La montagna non è eterna

La montagna non è eterna

La dolomitica frana del 16 novembre 2013 che ha stravolto lo zoccolo roccioso della Cima Su Alto, nel gruppo del Civetta, è un fenomeno che ci sembra sempre più frequente quanto più ci ostiniamo a dare un significato di eternità a ciò che eterno non è mai stato.

La nostra epoca immersa nel virtuale (che è espressione del massimo della volubilità e quindi deperibilità) tende a negare il valore di ciò che è caduco, illudendoci in un limbo di preteso e immutabile ottimismo che la nostra esistenza matematico-informatica e le nostre sicurezze di vita sana e felice siano in costante crescita, quasi tendenti all’infinito.

Qualunque fenomeno contrario ci sbatte con evidenza in faccia la realtà, ci disturba, ma forse ci fa crescere.

La grandezza della montagna (e quindi dell’universo) non è nella sua pretesa eternità, è nell’accettazione della sua “vita” e quindi prima o poi della sua morte. Mentre una montagna eterna è solo un concetto, una montagna viva è un’esperienza, l’unica a noi possibile.

MontagnanonEterna-Photo-courtesy-Corriere-delle-Alpi