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L’amara vicenda Doglioni – parte 2

 La vicenda Doglioni – parte 2
continuazione da http://www.alessandrogogna.com/2015/05/12/lamara-vicenda-doglioni-parte-1/

Revoca del titolo di istruttore nazionale
Nel frattempo qualcosa cambia anche in ambito CNSASA. Non sono più solo i vertici del CAI a mettere con inevitabile prudenza le mani nel pasticcio.

Maurizio Dalla Libera
Doglioni-2-M.DallaLibera-maxresdefaultE’ dell’11 maggio 2013 la delibera del CNSASA, approvata all’unanimità, firmata dal Presidente Maurizio Dalla Libera e alla presenza di Renato Veronesi (Vice Presidente), Claudio Busco, Paolo Butturini, Davide Dematteis e Antonio Radice, che revoca con atto formale a Massimo Doglioni il titolo di istruttore nazionale e che sospende per mesi 12 lo stesso titolo a Maurizio Callegarin.

Ciò a seguito di quanto contestato ai due istruttori.

Nella relazione del Presidente Dalla Libera Massimo Doglioni è accusato di aver violato i principi del volontariato nella più totale assenza di delibere legittimamente adottate e di aver remunerato la segreteria (per gli importi già visti in precedenza); di aver distrutto i documenti; di aver trattenuto danaro sul conto (poi chiuso nel gennaio 2012) imponendo per 13 mesi al neo presidente Puddu una ridotta disponibilità di cassa e una regolare gestione; di aver falsificato il reale numero degli iscritti ai vari corsi generando una disponibilità sul c/c di euro 5.297,50, non rendicontata in bilancio; di non aver rimborsato per euro 6.833,00 le spese degli istruttori relative all’anno 2010.

Nella stessa relazione è contestato a Maurizio Callegarin di aver permesso a Massimo Doglioni l’uso improprio delle risorse; di avergli consentito la firma sul c/c n. 10586 anche dopo la sua scadenza; di non essersi attivato al fine di impedire il disagio gestionale al neo-presidente Puddu provocato dalle manovre del Doglioni; di aver falsificato il reale numero degli iscritti ai vari corsi generando una disponibilità sul c/c di euro 5.297,50, non rendicontata in bilancio; di non aver rimborsato per euro 6.833,00 le spese degli istruttori relative all’anno 2010.

Il verbale sottolinea che la discussione ha considerato l’avvenuto annullamento d’ufficio della radiazione (27 luglio 2012), ma giudica tale provvedimento inerente solo a norme procedurali e non a quelle sostanziali, pertanto la Commissione si ritiene libera di deliberare, e revoca (con atto formale da assumersi da parte del Presidente Generale) il titolo di istruttore nazionale a Massimo Doglioni in via definitiva e a Maurizio Callegarin in via sospensiva per 12 mesi.

Relazione del Direttore del CAI (verifica contabile 2003-2010)
Il 20 febbraio 2013 il Direttore del CAI Andreina Maggiore scrive a Massimo Doglioni allo scopo di avere i documenti necessari alla relazione di cui è stata incaricata. In particolare gli chiede di produrre gli estratti conto del periodo 15.02.2003 – 31.12.2005; gli estratti conto carta di credito del periodo 01.2007 – 31.12.2010; le contabili di ben 69 movimenti bancari (2006-2010, precisamente elencati con data e importo) + supporto di copia assegno o bonifico.

Quindi si spinge a suggerire la richiesta di estrazione dei documenti predetti alla Banca Antonveneta nel caso il Doglioni non ne fosse provvisto (cosa peraltro abbondantemente risaputa, acclarata l’avvenuta e dichiarata distruzione): per questa operazione il CAI è disponibile al rimborso di eventuali spese.

La relazione, consegnata il 18 settembre 2013 (e qui riportata in integrale), elenca con precisione le ulteriori richieste di documentazione che non giungevano nella qualità e nella quantità richieste: in totale ben tre sono stati i successivi invii di materiale dal Doglioni al Direttore.

Poi entra nello specifico:

Non è stato possibile effettuare una ricostruzione compiuta e puntuale dell’utilizzo delle somme messe a disposizione dell’OTTO CISASA VFG poiché i giustificativi di spesa pervenuti sono insufficienti e carenti; inoltre, non vi è alcuna documentazione relativa alle entrate provenienti da soggetti diversi dalla Sede Centrale.
Si precisa inoltre che non è pervenuta alcuna documentazione relativa agli assegni emessi dal Socio Doglioni Massimo a valere sui ccb intestati all’OTTO CISASA VFG
.

Si segnala che:
– la gestione dei citati conti correnti, come precisato anche dallo stesso Doglioni nella Sua comunicazione 06.06.2012 è stata contraddistinta dalla commistione di operazioni afferenti sia l’attività dell’OTTO CISASA VFG che operazioni aventi natura personale;
– l’utilizzo della carta di credito n. 000010767379, collegata ai conti correnti suindicati, per il periodo 2007-2010, è stata anch’essa impropriamente utilizzata per spese personali, così come dallo stesso Doglioni dichiarato nella comunicazione del 20.05.2013;
– sui conti correnti suindicati sono confluiti rimborsi personali erogati dalla Sede centrale a Massimo Doglioni sia in veste di componente UNICAI che di Consigliere Centrale pari a € 6.778,49 per il periodo 2006-2010 (oltre ad € 1.738,70 relativi al 2011 e versati nel 2012);
– sui conti correnti suindicati sono confluiti, nel periodo 2003-2009, i contributi per l’attività istituzionale dell’OTTO CISASA VFG per l’importo complessivo di € 63.800,00 che sono stati regolarmente rendicontati alla Sede Centrale; i relativi giustificativi di impiego delle suddette somme non trovano, per la maggior parte di essi, riscontro nella citata documentazione bancaria.

Si segnala, inoltre, che dai riscontri effettuati sulla documentazione inerente i bilanci dei Gruppi Regionali Veneto e Friuli Venezia Giulia (già Convegno VFG) degli esercizi dal 2003 al 2010, in possesso della Sede Centrale, non è stato possibile desumere l’ammontare delle somme erogate dai medesimi all’OTTO CISASA VFG poiché tale dato è indicato in misura aggregata per tutti gli OTTO afferenti a tali GR. Tuttavia si è potuto rilevare che, ammontando il dato complessivo mediamente a circa € 4.800,00/anno, il bilancio dell’OTTO CISASA VFG non risulta “consolidato” con quello del Convegno/GR di riferimento.

Dall’esame della documentazione pervenuta, in particolare si evidenzia e si evince che il Socio Doglioni Massimo ha effettuato le seguenti operazioni:
1) nel periodo 2003-2005, spese a titolo personale, così come dallo stesso dichiarato, per € 7.393,52;
2) nel periodo 2004-2006, bonifici a vario titolo in favore di se stesso per € 4.609,62;
3) nel periodo 2007-2010, bonifici a vario titolo in favore di se stesso per € 6.500,00;
4) nel periodo 2007-2010, spese personali – come dallo stesso dichiarato – attraverso l’utilizzo di carta di credito n. 000010767379 per un totale di € 6.392,22;
5) nel periodo 2004-2010, bonifici in favore di Gruppo Ixelle Sas – società di cui è socio accomandatario – per € 4.974,50 di cui € 1.653,60 per rimborso spese varie OTTO CISASA VFG;
6) nel 2004, bonifici in favore della Sig.ra Franco Monica – socio accomandante della Società Gruppo Ixelle Sas e coniuge dello stesso Doglioni – per €
1.601,80 di cui € 1.000,90 per “compenso segreteria-presidenza commiss” ed € 600,90 per “rimborso spese telefoniche e varie pos”;
7) bonifici
in nome e per conto della Sig.ra Franco Monica, nel periodo 2007- 2008, in favore di Holiday Residence Srl per € 2.040.00;
8) nel 2008, bonifico in favore della Sig.ra Franco Monica per € 1.500,00 per “spese gestione Rimborsi/pagamenti telematici dicembre 2007-maggio 2008″;
9) prelievi tramite Bancomat o sportello:

Anno         Importo prelievi          (di cui esteri)

2003         Euro 2.310,00
2004         Euro 920,00
2005         Euro 2.720,00
2006         Euro 450,00
2007         Euro 750,00
2008         Euro 400,00
2009         Euro 1.630,00            710,00
2010         Euro 500,00
2011         Euro 3.750,00

Dall’esame della documentazione pervenuta e già in possesso della Sede Centrale, si riscontra che:
a) non vi è evidenza di movimenti relativi al pagamento del corrispettivo per
l’attività di segretaria dell’OTTO CISASA, così come indicato dallo stesso Doglioni;
b) diversamente da quanto indicato dallo stesso Doglioni, nel periodo in cui la Sig.ra Valleri Roberta avrebbe percepito un compenso per mansioni informatiche/burocratiche/organizzative” della segreteria dell’OTTO C
ISASA, veniva effettuato un pagamento con causale analoga in favore della Sig.ra Franco Monica per € 1.500,00;
c) non vi è evidenza di movimenti bancari relativi al pagamento di rimborsi a titolo forfettario per l’attività di Presidente dell’OTTO CISASA, così come indicato dallo stesso Doglioni;
d) sono state effettuate, nel periodo 2007-2010
, spese di viaggio inerenti riunioni CC e UNICAI tramite carta di credito n. 000010767379 e successivamente chieste a rimborso alla Sede Centrale del CAI, per l’ammontare complessivo di € 2.362,50.

E’ del tutto evidente dalla verifica contabile effettuata che le somme messe a disposizione dell’OTTO CISASA VFG non sono state, in diversi casi, correttamente utilizzate nell’ambito dello svolgimento dell’attività svolta dall’OTTO stesso e che non vi è completa e puntuale corrispondenza tra i documenti prodotti dal Socio Doglioni Massimo e gli estratti conti bancari (conti correnti e carta di credito). Inoltre emergono dalla documentazione prodotta palesi contraddizioni nelle affermazioni rese dallo stesso Doglioni in merito all’utilizzo di tali somme.

Andreina Maggiore
Doglioni-2-A.Maggiore-10867344944_c1f3221921_bInfine conclude:
Alla luce di quanto sopra esposto, e a conclusione dell’attività fin qui svolta, si segnala che il Socio Doglioni Massimo:
1) ha provveduto allautoerogazione di rimborsi spese a carattere forfettario, così come dichiarato dallo stesso e come affermato dal Gruppo Regionale del Veneto nella propria comunicazione del 29.08.2012, cui non è allegata alcuna delibera in tal senso anteriore all’utilizzo delle somme, in palese contrasto con quanto disposto dall’art. 33 del Regolamento per gli Organi Tecnici Operativi Centrali e Territoriali e venendo pertanto meno al principio enunciato dall’art. 76, comma 1, del Regolamento generale;
2) ha provveduto ad effettuare bonifici in favore e/o in nome e per conto della Sig.ra Franco Monica in palese contrasto con quanto disposto dall’art. 70, comma 3, del Regolamento generale;
3) ha provveduto ad effettuare bonifici a saldo di fatture intestate all’OTTO CISASA VFG ed emesse da Gruppo Ixelle Sas in palese contrasto con quanto disposto dall’art. 70, comma 3, del Regolamento generale nonché dell’art. 71, comma 7, lettera b) del Regolamento generale;

e che, pertanto, tutte le somme dallo stesso utilizzate a titolo personale non possono essere considerate documentate.

Alla luce di quanto sopra riportato e documentato si sottopone, pertanto, la presente relazione e documentazione allegata al Comitato Direttivo Centrale per la valutazione e l’assunzione delle decisioni del caso.

Umberto Martini
Doglioni-2-Martini_smallIneleggibilità a Consigliere Centrale e denuncia penale

Se ha seguito con pazienza la vicenda, così come indegnamente abbiamo cercato di riassumerla, il lettore a questo punto, ebbro di date, codici e conti, nonché di linguaggio “burocratese”, giuridico e contabile, si sarà fatta un’opinione di questa triste storia.
Che però, a rigor di logica, non può terminare qui. Richiamiamo pertanto ulteriore pazienza per la prosecuzione, prima delle conclusioni e delle domande finali.

Il 31 ottobre 2013, in seguito a precedente delibera, il CAI richiede parere all’Avvocatura dello Stato in merito alla situazione contabile dell’OTTO CISASA VFG. Detto parere giunge il 28 novembre 2013.

Nella successiva riunione del 29 novembre 2013, il Consiglio Direttivo Centrale delibera di proporre nei confronti del socio Massimo Doglioni denuncia penale con trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica. Detta denuncia sarà predisposta dall’avv. Francesco Vignoli. Delibera inoltre di trasmettere al Doglioni, nelle more dell’esito della denuncia penale, richiesta di rimborso delle somme di denaro non documentate “con formale diffida di pagamento al fine di interrompere la prescrizione”. Delibera infine di segnalare l’avvenuta perdita delle condizioni di eleggibilità del Doglioni a Consigliere Centrale.

Il 6 febbraio 2014 è inviata a Massimo Doglioni una raccomandata A.R. in cui gli si comunica che tra il 1999 e il 2009 sono confluiti sui conti dell’OTTO CISASA FVG importi per un totale di € 63.925,00, gli si contesta ancora l’inidoneità della documentazione pervenuta e la gestione personalistica.

Con riserva di una più puntuale quantificazione, il CAI lo diffida sin d’ora a restituire le somme da lui impiegate per fini estranei a quelli istituzionali dell’OTTO CISASA VFG.

Lo stesso giorno, 6 febbraio, il Direttore Andreina Maggiore si rivolge al Comitato Centrale di Indirizzo e di Controllo del CAI per segnalare l’ineleggibilità del socio Massimo Doglioni a qualunque carica del CAI.

L’iter burocratico a questo punto è lento ma efficace. Il Comitato Centrale di Indirizzo e di Controllo nella riunione del 29 marzo 2014 prende atto della sopravvenuta condizione di ineleggibilità del socio Massimo Doglioni per conflitto d’interessi con il CAI e quindi sancisce la decadenza della sua carica di Consigliere Centrale.

Conclusione
Con questo atto del 29 marzo 2014 si direbbe conclusa una storia triste che fino a questo momento è stata confinata al ristretto ambito del Sodalizio.
Riteniamo però che questa vicenda non possa dichiararsi conclusa.
Sono ancora irrisolti gli aspetti risarcitivi e penali.
In particolare sono tre le domande che il comune socio CAI si sta facendo:

1) A che punto siamo con la restituzione del denaro? E con il mancato rimborso spese agli istruttori del 2010? E’ stata avviata in sede opportuna la causa civile per il contenzioso economico?

2) Anche se lo scrivente non dispone del documento, abbiamo notizia che è stata presentata denuncia penale circa quindici mesi fa, come obbligatorio per delibera. Sappiamo che, per qualche motivo a noi sconosciuto e comunque incomprensibile, la denuncia, invece che essere correttamente per “appropriazione indebita”, è per semplice “truffa”. E’ intenzione del CAI seguire con attenzione la pratica o ci si è accontentati della formalità, una denuncia inutile tipo quelle che si sporgono contro ignoti per furto di un’autoradio?

3) Per quale motivo si è deciso di accantonare le responsabilità del socio Maurizio Callegarin? Posto che siamo d’accordo sulla sua minor responsabilità, a molti pare che il suo comportamento sia stato meritevole di essere preso in considerazione.

Ci auguriamo che il CAI sappia continuare fino in fondo le azioni intraprese. Questo per il buon nome del sodalizio e perfino a salvaguardia della reputazione dei due protagonisti.

 

Vincenzo Torti
Doglioni-2-Torti-Vincenzo_torti

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L’amara vicenda Doglioni – parte 1

Radiazione
Sono le 9.10 del 13 luglio 2012: a Bassano del Grappa si riunisce il CDC, il Comitato Direttivo Centrale del CAI. Alla presenza del Presidente Umberto Martini e dei tre vicepresidenti Ettore Borsetti, Goffredo Sottile e Vincenzo Torti, all’ordine del giorno è una questione più spinosa del solito: promozione di procedimento disciplinare a carico dei soci Massimo Doglioni e Maurizio Callegarin.

Il verbale parte giustamente dall’inizio, cioè citando la notizia giunta in Sede Centrale da parte dell’OTCO CNSASA (cioè dell’Organo Tecnico Centrale Operativo Commissione Nazionale Scuole di Alpinismo e Scialpinismo), secondo la quale vi sarebbero condotte e omissioni che potrebbero costituire illeciti disciplinari, ascrivibili ai suddetti soci, con riferimento al periodo in cui essi rivestivano gli incarichi di Presidente dell’OTTO CISASA VFG (cioè l’Organo Tecnico Territoriale Operativo Commissione Interregionale Scuole di Alpinismo Sci-Alpinismo). Il verbale qui non fa cenno ad altre comunicazioni, come quella di Emilio Bertan, l’allora presidente del GR (Gruppo Regionale) Veneto.

Prosegue riportando le date delle comunicazioni ai soci MD e MC con gli addebiti elevati e le richieste a questi di produrre controdeduzione scritta suffragata dalla documentazione.

Le memorie di MD e MC sono pervenute in tempo utile. Sono state esaminate, assieme alle contabili bancarie del conto intestato alla CISASA VFG, dal Direttore dell’Ente che alla fine, il 5 luglio 2012, rilascia una relazione in cui sintetizza “non è possibile, con i giustificativi in possesso, riconciliare gli estratti conto” e aggiunge che, pur essendo confluiti sul conto CISASA VFG rimborsi al socio MD per euro 6.778,49 a tutto il 2011 “non è stato possibile verificare i movimenti in uscita corrispondenti al recupero di tali somme”.

Massimo Doglioni

Doglioni-Massimo-312296_2144903913763_2284699_nRitenuto che ai soci indagati MD e MC sia stata comunicata nel modo più circostanziato possibile la contestazione degli addebiti onde permettere loro la difesa più adeguata, il verbale prosegue con la scelta di non archiviare la pratica, quindi di promuovere il procedimento disciplinare.

Quanto al socio MD, l’istruttoria ha consentito di accertare:
– che la documentazione contabile relativa alla gestione dell’OTTO CISASA VFG era stata da lui volutamente distrutta;
– che quella distruzione ha reso impossibile sia la ricostruzione dei movimenti contabili sia il raffronto tra il numero dichiarato di iscritti ai corsi con quello effettivo;
– che il conto intestato all’OTTO CISASA VFG è stato usato “come se si trattasse di un conto personale”, rendendo inevitabile e logica la conclusione che tutte le somme il cui esborso non risulti altrimenti riferibile a una spesa istituzionale devono ritenersi come spese illecite;
– che nel conto in questione sono presenti bonifici a suo favore a titolo di rimborsi spese, ma che questi sono di minima rilevanza rispetto ad altri importi di cui non è data giustificazione alcuna (rendendo impossibile la ricongiunzione con i movimenti bancari);
– che MD, per sua stessa ammissione nella memoria difensiva, si è autoliquidato una sorta di compenso in ragione di euro 200,00 mensili per tutta la durata del proprio incarico (circa 10 anni, 24.000,00 euro), oltre ad aver remunerato (dal 2003) con euro 3.000,00 annui (= 24.000,00 euro) una propria collaboratrice, Roberta Valleri, “per l’attività di segreteria e gestione contabile”;
– che l’attuale Presidente dell’OTTO CISASA VFG, Antonello Puddu, ha verificato che il numero degli iscritti ai corsi era riportato in più casi in misura inferiore al reale. Le entrate registrate sono quindi inferiori a quelle reali;
– che DM, per sua stessa ammissione nella memoria difensiva, non ha provveduto a rimborsare gli istruttori per l’anno 2010, adducendo una “mancanza di provvista”;
– che il socio MD, d’intesa con il socio MC, ha eluso sostanzialmente l’incompatibilità tra la carica di componente del Comitato Centrale di Indirizzo e Controllo e quella di presidente di OTTO, mantenendo di fatto l’intera gestione dell’OTTO CISASA VFG, ivi compreso l’utilizzo del conto corrente della stessa, in ordine al quale ha conservato i poteri di firma spettanti al nuovo Presidente, continuando perciò una gestione simile a quella già individuata per gli anni precedenti. Il conto è stato chiuso, senza averne il potere, il 20 gennaio 2012, il che ha determinato il perpetuarsi delle anomalie contabili e dell’impiego improprio e illecito delle risorse;
– che nel passaggio di consegna istituzionale al nuovo presidente Antonello Puddu, MD ha ritardato, con grave disagio per la nuova gestione, fino al luglio 2011 la messa a disposizione della somma (unilateralmente determinata) di euro 13.000,00, a suo dire relativi ai corsi del 2011, i cui introiti peraltro sono risultati pari a euro 15.430,00;
– che il suo inserimento (2006) nel CTC di UNICAI lo ha posto in posizione incompatibile con alcune azioni da lui intraprese, a esempio la partecipazione a una gara indetta dal CAI con la ditta di cui era accomandatario, del tutto trascurando l’esplicito divieto.

Quanto al socio MC, l’istruttoria ha consentito di accertare:
– che, come detto già sopra, abbia permesso a MD, presidente scaduto, di continuare ad accedere al conto intestato all’OTTO CISASA VFG per erogare compensi a sé e alla propria collaboratrice sig.ra Valleri;
– che, nel passaggio istituzionale della carica presidenziale ad Antonello Puddu, abbia delegato MD a fornire tutti i chiarimenti;
– che abbia omesso qualsiasi intervento o iniziativa dopo l’espressa ammissione del socio MD di aver volutamente distrutto ogni documentazione contabile, permettendo così tra l’altro il ritardo a luglio 2011 della messa a disposizione della nuova gestione di euro 13.000,00;
– che in seguito a quanto esposto abbia assunto la carica di presidente dell’OTTO CISASA VFG solo formalmente, così permettendo a MD di evitare l’incompatibilità con la carica di Consigliere Centrale.

A questo punto il verbale si avvia verso le debite conclusioni. Precisa che, secondo la legge quadro sul volontariato (11.08.1991, n. 266) la collaborazione deve essere senza fini di lucro anche indiretto. Aggiunge ribadendo la gratuità delle cariche sociali del CAI, escludendo esplicitamente “l’attribuzione e l’erogazione al socio, al coniuge o convivente, ai parenti entro il secondo grado di qualsiasi tipo di compenso, comunque configurato”. Ricorda che la natura pubblica dell’Ente CAI richiede ambiti di spesa predeterminati e successivamente rendicontati con la massima trasparenza.

Stimate molto elevate la gravità dei fatti, l’entità delle somme e le conseguenze dannose che ne sono derivate (anche d’immagine), il Comitato Direttivo Centrale delibera e dispone con effetto immediato la radiazione di entrambi i soci MD e MC e la decadenza da ogni eventuale incarico. Dispone altresì che la presente venga comunicata ai soci predetti, con la precisazione che entro 30 giorni dalla comunicazione potranno ricorrere al Collegio Regionale dei Probiviri del Veneto presentando apposito ricorso.

 

Riammissione
Le decisioni drastiche del CDC non hanno evidentemente ritenuto sufficienti le argomentazioni di Massimo Doglioni e della sua memoria difensiva del 6 giugno 2012. Il quadro generale della quale è di diffusa confusione, anche se l’impianto difensivo è abbastanza ben articolato.

Per avere comunque un’idea il meno confusa possibile dell’intera vicenda occorre leggerla con attenzione. Qui ci limitiamo a un riassunto generale e ad alcune citazioni.

Doglioni ritiene regolare aver mantenuto la firma sul conto corrente anche quando non avrebbe potuto. Ammette pure di essersi servito del conto per uso personale, ma precisa che “la commistione tra le due contabilità fu casuale: alla richiesta del primo rimborso a Milano avevo dato altro ABI-CAB: il versamento fu fatto invece sul solito conto dove la Sede Centrale versava il contributo per la Commissione”.

Alla sua nomina nessuna struttura centrale o periferica del CAI si è preoccupata di fornire indicazioni, o fare un minimo di formazione sulle mansioni e doveri dell’impegno assunto. Né lo fa tuttora.
Per i dieci anni di gestione non ha mai ricevuto appunti, osservazioni o critiche sulle modalità di gestione e presentazione giustificativi di spesa.

Come consuetudine, indicatagli dalla gestione precedente, la Commissione non era tenuta a redigere alcun bilancio, né a tenere registri di “prima nota” o contabili fiscali; la Commissione, giuridicamente non riconosciuta, doveva far capo a una Sezione per ricevere contributi pubblici e non poteva ricevere o emettere fatture.

Per ciò che riguarda la remunerazione di Roberta Valleri, “nel 2003, nel secondo mandato, ho comunicato che per la gestione mi sarei avvalso di una collaborazione esterna per corrispettive 35 ore circa mensili”.

Il rendiconto stilato a fine 2011 dell’attività 2010 riportava delle inesattezze solo perché desunto da alcune e-mail ricevute sull’andamento delle iscrizioni (più di un anno prima) e non incrociate con i bonifici effettivi che, alla richiesta urgente di predisporre il rendiconto, non avevo a disposizione”.

Per quanto riguarda la mancata erogazione dei rimborsi-istruttori, “il fatto che i rimborsi per l’anno 2010 non siano stati erogati è dovuto a una scelta del neo presidente che ha preferito rimborsare l’allora corrente 2011 perché anno privato del tutto di tale sovvenzione provinciale”.

In sostanza, nella sua memoria, il Doglioni tende a dimostrare come egli altro non abbia fatto che gestire secondo metodi pre-esistenti, nel continuo aumentare della mole di lavoro e di responsabilità, e nella carenza di adeguati strumenti amministrativi.

Nelle sue conclusioni infatti ritiene inspiegabili i ripetuti tentativi di delegittimare la sua persona attraverso le più disparate operazioni di discredito “iniziate, non casualmente, dal mio inserimento nel 2008 nel CTC di UNICAI”.

E conclude amareggiato: “questa denuncia pone la mia persona, per il ruolo di presidente concluso alcuni anni fa oramai, quale capro espiatorio di un intero sistema dì gestione delle Commissioni da parte di dirigenti occasionali, senza alcuna formazione, senza nessuna tutela, senza alcun riconoscimento giuridico, ma con enormi responsabilità nei confronti di coloro che ci lavorano attorno. Un sistema molto lontano dall’etica conclamata dal CAI e dal suo volontariato, dove amicizia, fiducia, lealtà, passione purtroppo sono solo parole, perché i fatti sono il “non avermi mai interpellato direttamente, l’aver ottenuto illegalmente gli estratti conto bancari, l’aver preteso rispetto delle regole con metodi irregolari su qualcosa di costruito appositamente senza regole””.

Maurizio Callegarin

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La notizia della radiazione dal sodalizio di Doglioni e Callegarin non è di quelle che possono passare sotto silenzio. A parziale riassunto del clima ingenerato nell’ambiente, ecco il testo della e-mail che Francesco Carrer ha spedito il 14 luglio 2012 per la convocazione urgente dei consiglieri del Gruppo Regionale Veneto:

Ieri mattina il CDC ha deliberato la radiazione dei soci Massimo Doglioni e Maurizio Callegarin a chiusura della questione apertasi sui bilanci della CISASA VFG 2010 e 2011. Il provvedimento appare a molti di una gravità e di una violenza senza precedenti, che si radica su antichi contrasti e contrapposizioni di cui è inutile al momento ricostruire la storia. E’ chiaro che anche il territorio ne è colpito, nell’immagine, nella dignità, nei sentimenti. Per questo motivo è nata l’idea di una convocazione urgente dei massimi rappresentanti: oltre ad esprimere la solidarietà ai due ex-presidenti colpiti dal provvedimento, serve senz’altro un momento di riflessione comune e la maturazione di decisioni che potranno comportare ulteriori conseguenze. Si era ipotizzato in un primo momento venerdì sera… ma… è necessario anticipare l’incontro a giovedì 19 luglio, alle ore 19.00… la località la definiremo nei prossimi giorni. Siccome tutti sono amareggiati, scoraggiati, intenzionati a contestare la decisione del CDC, una prima proposta da valutare potrebbe essere quella della sospensione di tutte le attività istituzionali da parte dei due CDR, oppure l’autosospensione dei componenti i CDR. Naturalmente con le opportune motivazioni”.

A seguito di telefonate e incontri agitati, cominciano a delinearsi le prime pressioni per indurre il Comitato Direttivo Centrale ad annullare d’ufficio la propria delibera (atto n. 73 del 13 luglio 2012).

Il 27 luglio 2012 il CDC è riunito per ascoltare Massimo Doglioni e Maurizio Callegarin.

Questo è reso possibile da una complessa operazione legale e burocratica. I due radiati avevano fatto richiesta di audizione il 16 luglio, accordata. Ciò ha comportato una delibera d’urgenza (n. 9 del 16 luglio 2012) da parte della presidenza del CAI con oggetto “la sospensione dell’immediata esecutività del provvedimento di condanna (radiazione) assunto dal Comitato Direttivo Centrale con atto n. 73 del 13 luglio 2012”.

Prima di iniziare la riunione è d’obbligo la ratifica della delibera d’urgenza.

I due radiati vengono ascoltati, ma il verbale si limita appunto a dire che sono stati ascoltati.

In seguito il verbale evoca de profundis il terzo comma dell’articolo 24 del Regolamento Disciplinare: questo “non prevede obbligo di comunicazione agli interessati nel caso in cui s’intenda promuovere il procedimento disciplinare”. Nella discussione viene rilevato che questo costituisce una grave lacuna in un’associazione di volontariato come il CAI, specialmente considerando che il comma 1 del successivo articolo 26 prevede l’adozione del provvedimento disciplinare non appena esaurita l’indagine istruttoria “in tal modo consentendo di pervenire alla delibera sanzionatoria in assenza di un adeguato contraddittorio con l’incolpato”.

Il formale rispetto di queste norme ha determinato una menomazione del contraddittorio “che deve invece sempre essere assicurato in virtù dell’art. 111 della Costituzione”.

L’atto n. 73 del 13 luglio 2012 “risulta viziato ex art. 21 – octies comma 1 della Legge 241/1990 sotto il profilo della violazione dell’art. 111 della Costituzione (diritto al giusto processo in contraddittorio tra le parti)”.

A parere unanime il CDC delibera pertanto di annullare d’ufficio l’atto n. 73 del 13 luglio 2012, con la conseguenza immediata della riammissione di MD e MC.

 

Archiviazione
Il cavillo legale del terzo comma dell’art. 24 del Regolamento Disciplinare permette dunque la riammissione dei due soci, anche se ancora siamo ben lontani da un’effettiva riabilitazione.

Appare evidente che l’annullamento del provvedimento di radiazione è più che altro dovuto al fondato timore delle possibili grane legali sollevate dai due radiati, ai quali evidentemente la lacuna riscontrata avrebbe dato un appiglio risolutore in un’eventuale controversia.

Che l’ambiente non sia per nulla calmo e che ci sia anche in aria la diffusa volontà di riabilitare i due protagonisti, lo prova una lettera (29 agosto 2012) del Presidente del Gruppo Regionale Veneto del CAI, Emilio Bertan (oggi neo-consigliere del CAI), indirizzata al Direttore del CAI, Andreina Maggiore.

Nell’ambito del procedimento in corso a carico dei soci Maurizio Callegarin e Massimo Doglioni, la Presidenza del CDR del Veneto, nella sua funzione di titolare dell’indirizzo strategico e gestionale dell’OTTO Commissione interregionale Scuole di alpinismo, scialpinismo e arrampicata libera veneta-friulana-giuliana, ritiene opportuno fornire alcune precisazioni.

Il CDR del Veneto è stato costituito a partire dall’anno 2005 ereditando le funzioni svolte in precedenza dalla Delegazione Veneta e dal Comitato di Coordinamento VFG; ciò ha permesso di conoscere da tempo le problematiche gestionali delle Commissioni tecniche regionali/interregionali.

In particolare si era evidenziato, per la Commissione interregionale Scuole, il notevole carico di lavoro nella gestione delle attività di centinaia di titolati per i corsi di formazione e aggiornamento, con onerose funzioni di segreteria, di tesoreria, di gestione delle verifiche e delle autorizzazioni degli oltre 100 corsi sezionali annui.

Pertanto era stato deciso dalla Commissione interregionale Scuole, a partire dall’anno 2003/2004, l’attivazione di un servizio di segreteria e gestione contabile tramite collaborazione esterna retribuita, analogamente a quanto risulta sia previsto a livello centrale per la CNSASA, per corrispettive 35 ore mensili, indennizzata con un compenso di circa € 3.000,00 annuo.

Tale prassi era nota, oltre che ai componenti della Commissione, alla Presidenza e alla Segreteria del CDR del Veneto, che ne condividevano in toto le ragioni.

Parimenti la Presidenza e la Segreteria del CDR del Veneto erano a conoscenza che i rimborsi chilometrici per spese di viaggio e ogni altro genere di spesa inerente alla funzione di Presidente dell’OTTO Commissione interregionale Scuole (pasti, pernottamenti, telefono, cancelleria, ecc.) venissero rimborsate tramite una cifra forfettaria di € 200,00 mensili, prelevata direttamente dal conto corrente o tramite bancomat, in sostituzione della produzione dei singoli giustificativi di spesa, dei quali infatti non risulta traccia agli atti.

Pertanto la Presidenza del CDR del Veneto ha da sempre ritenuto le due prassi sopra esposte congrue e convenienti in termini di risultati ottenuti, di economicità di spesa e di funzionalità assicurata alla complessa gestione della Commissione interregionale Scuole VFG…”.

Una lettera che, mentre suona la difesa dei due protagonisti di questa vicenda, pare anche mettere le mani avanti su possibili altre denunce al riguardo di gestioni non del tutto trasparenti.

Passa qualche mese, e il 12 gennaio 2013 ecco la delibera del CDC nella quale si dichiara di archiviare il procedimento disciplinare a carico dei soci MD e MC. Nelle premesse si fa cenno alle difficoltà di valutazione degli elementi acquisiti e all’opportunità di affidare a soci di adeguata preparazione l’approfondimento della questione. Il 20 ottobre 2012 si era dato incarico al Presidente di nominare i componenti di un Tavolo di consultazione. Il 31 ottobre nominava questi componenti, nelle persone di Carlo Ancona, Gianmario Giolito e Marco Valenti. A parere del Tavolo di consultazione l’archiviazione è doverosa per la mancata contestazione degli addebiti entro il termine perentorio di giorni 30!

Più esattamente: “il parere, reso dal Tavolo di consultazione, evidenzia il carattere perentorio del termine, previsto dall’art. 24, comma 1 del Regolamento Disciplinare, di 30 giorni entro i quali l’organo procedente deve comunicare agli interessati in modo puntuale la contestazione degli addebiti, con conseguente impossibilità di procedere ora alla formale contestazione degli addebiti da parte del CDC, poiché ciò esporrebbe alla facile eccezione di intervenuta decadenza”.

Lo stesso giorno però il CDC dà mandato al Direttore del CAI Andreina Maggiore di procedere a una verifica contabile e al reperimento di idonea rendicontazione di spesa inerente all’utilizzo dei fondi gestiti dall’OTTO CISASA VFG negli esercizi 2003-2010.

(continua domani con la seconda parte, http://www.alessandrogogna.com/2015/05/13/lamara-vicenda-doglioni-parte-2/)