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Meeting al rifugio del Croz dell’Altissimo

Un anno fa, il 28 agosto 2014, Alessandro Beber organizzava al rifugio del Croz dell’Altissimo un meeting (molto informale) invitando molti degli alpinisti che hanno contribuito alla storia alpinistica del Brenta.

Rifugio Croz dell’Altissimo, 28.08.2014. Piero Ravà, Sergio Martini, Alessandro Gogna, Marco Furlani, Chiara Paoli, Valentino Chini, Mariano Frizzera, Marco Pilati + gatto GrillRifugio Croz dell'Altissimo, 28.08.2014. P. Ravà, S. Martini, A. Gogna, M. Furlani, Chiara Paoli, V. Chini, M. Frizzera, M. Pilati + gatto Grill

Il risultato è stato un piacevolissimo incontro tra verdi e meno verdi glorie, un pomeriggio sotto alle grandi crode del Brenta e una simpatica cena al rifugio.

Rifugio Croz dell’Altissimo, 28.08.2014. Francesco Salvaterra, Alessandro Baù, Matteo Faletti, Rocco Ravà, Alessandro Beber, Andrea ZanettiRifugio Croz dell'Altissimo, 28.08.2014. Francesco Salvaterra, Alessandro Baù, Matteo Faletti, Rocco Ravà, A. Beber, Andrea Zanetti

Per l’occasione era presente una piccola troupe televisiva. Qui di sotto 10 filmati intervista (Alessandro Beber, Danilo Bonvecchio, Valentino Chini, Marco Furlani, Giuliano Giovannini, Alessandro Gogna, Sergio Martini, Marco Pilati, Piero Ravà, Andrea Zanetti).

Alessandro Beber

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In viaggio da quarant’anni

In viaggio da quarant’anni
Mercoledì 8 ottobre 2014, al Centro Culturale San Fedele, Milano, ci sarà la consueta serata di presentazione annuale dei nuovi viaggi di Spazi d’Avventura, accompagnata da filmati e immagini che ottengono con efficacia l’immediato desiderio dello spettatore di voler partire al più presto per quelle destinazioni.
La stagione 2014-2015 propone il Tibesti, massiccio montuoso nel nord del Ciad, la Groenlandia e i Vulcani (una parola chiave che lega tre viaggi affascinanti, cavallo di battaglia di Spazi d’Avventura): le isole Eolie, Il Tibesti in Ciad e l’Erta Ale in Etiopia.

«Il Sahara è la nostra culla, la terra dove abbiamo mosso i primi passi; il deserto più bello e perfetto al mondo è stata la nostra scuola e il luogo dove abbiamo messo profonde radici, come quelle delle acacie. Dalla grande formazione e passione sahariana, è nata la curiosità ad andare a scoprire altri deserti, altre terre, esportando il “modo di viaggiare” elaborato in uno degli spazi dove la natura è ancor oggi più sovrana».

SpaziAvventuraPiero Ravà alla balise Berliet 19, Niger, 1983
SpaziAvventura-Piero_alla_balise_Berliet_19_deserto_NIGER_1983Spazi d’Avventura intende continuare a viaggiare senza mai abbandonare queste premesse, quelle che hanno reso possibile un’esperienza unica nel panorama delle agenzie di viaggio italiane specializzate in tour più o meno avventurosi.

È nel lontano 1973 che Piero e Marina Ravà per la prima volta traversano l’Algeria alla ricerca di un Sahara che prometteva il mistero dei grandi spazi. A quel tempo Rocco, il figlio, non aveva neppure due anni.

«Il Sahara ha sempre fatto parte della mia vita – si racconta Rocco Ravà – ho iniziato a viaggiare nel deserto fin da piccolo, senza neanche rendermene conto. Perché condurre gruppi di viaggiatori tra le dune era – ed è ancora oggi – il lavoro di mio padre e della mia famiglia. Così, insieme ai miei fratelli Tommaso e Cecilia, ho trascorso metà della vita in questa immensa regione. Con il suo fascino e i suoi infiniti volti, il deserto è stata la mia scuola. Da bambino le sue dune sono state il più emozionante parco giochi. Nell’adolescenza, il Sahara è stato il terreno dell’avventura e delle prime grandi responsabilità. Il primo campo dove mettere alla prova le mie capacità professionali. L’oggetto di studio all’università. E il mio lavoro oggi. Senza quasi accorgermene, mi ha insegnato a vivere: una considerazione personale, intima, che non vuole affatto dipingere con sfumature romantiche e mistiche un ambiente nel quale regnano pragmatismo e semplicità.
Ho passato tante giornate di fianco a mio padre, al volante, o in braccio a mia madre. E più tardi solo, alla guida di un fuoristrada, cercando i passaggi giusti. Ho trascorso molto tempo camminando con i cammelli. Ho dormito tante notti sotto le stelle. Ho conosciuto nel deserto uomini indimenticabili, alcuni incontrati per una sola volta fugacemente, altri divenuti amici inseparabili. Ho avuto la fortuna di accompagnare in numerosi viaggi Théodore Monod, il più grande esploratore sahariano del XX secolo, e di ascoltare i suoi racconti. Ho provato la grande soddisfazione di una buona traversata, la paura di essermi perso, la stanchezza, la fame e la sete, le chiacchiere intorno al fuoco, lo spirito dei Tuareg, l’orgoglio dei Toubou, l’ospitalità dei Mauri».

La curiosità di spirito è la matrice di qualsiasi avventura fuori e dentro di sé, a Spazi d’Avventura lo sanno bene. Nata nel 1977 questa società familiare ha fatto viaggi-spedizione nei deserti del mondo, curandone ogni aspetto, dall’ideazione alla realizzazione sul terreno. L’esperienza maturata nell’accompagnamento di numerose spedizioni scientifiche (Théodore Monod, National Geographic, Smithsonian Institute) va a braccetto con le più moderne teorie del turismo sostenibile, nel rispetto della realtà umana e naturale, quale essa sia, da apprezzare e salvaguardare. Vedi il progetto Save addax.

Un viaggio che dura da quarant’anni è diventato maturo, privilegiando il sogno, la creatività, gli adattamenti necessari al terreno. Chi ha dedicato una vita al viaggiare sa modellare a mano qualunque viaggio.

«Il viaggio riuscito, per noi, è quello in cui le emozioni superano le aspettative, perché siamo fermamente convinti che lasciare uno spazio alla scoperta individuale, in un mondo dove tutto è preconfezionato, è cosa rara e preziosa (Piero Ravà)».

«Vogliamo vedere le cose per quello che sono, senza mistificazioni. Il fatto è che le terre in cui viaggiamo sono soggette a fragili e preziosi equilibri il cui rispetto e salvaguardia sono, a nostro avviso, un obbligo morale. Vedi il progetto Planete jeunesse (Rocco Ravà) (link soppresso, NdR)».

Rocco Ravà e Théodore Monod
SpaziAvventura-Rocco_e_Monod

Per maggiori informazioni:
www.spazidavventura.com
https://www.facebook.com/SpazidAvventura?ref=ts&fref=ts

La spedizione in Ciad Ushhuaïa

Il video della spedizione di The North Face Team

Théodore Monod, Un destin Nomade

postato il 7 ottobre 2014