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Tentativo al Crestone Giulia

Tentativo al Crestone Giulia
(dal mio diario, maggio 1963)

28 aprile 1963. E’ una settimana che cerco di combinare con qualcuno per fare qualcosa: in particolare m’interessa il Crestone Giulia al Bric Camulà 818 m (un satellite del Monte Rama 1148 m, Appennino Ligure). Poi mi stufo e decido che oggi, giorno delle Elezioni politiche di Stato, va proprio bene. La sera prima avevo telefonato ad Alberto Martinelli per mettermi d’accordo: ore 5.55 alla Stazione Brignole. Tutta una finta, perché mia madre non pensi che sto andando da solo.

Alle 6.02 acciuffo il treno per miracolo. Ho con me il solito materiale e la corda di Marco Ghiglione. Alla Stazione Principe scendo per comprare il biglietto, in tempo per riacciuffare il treno che stava ripartendo. Alle 7.09 sono ad Arenzano. La giornata promette bene, anche se non sarà molto limpida.

Il versante orientale del Monte Rama: a sinistra è il Bric Camulà con i suoi crestoni nord-orientali
TentativoCrestoneGiulia-rama_1

In treno mi ero riletti gli appunti copiati dalla guida di Euro Montagna: dei tre crestoni che dalla vetta del Bric Camulà scendono verso nord-est, il Crestone Giulia è quello di destra, subito a sinistra della grande pietraia del canalone che divide il Bric Camulà dal Monte Rama. Si tratta sostanzialmente di una serie di tre risalti di serpentino, divisi da tratti di cresta affilata: le difficoltà arrivano al IV grado, anche IV+, per un totale di circa 280 metri di dislivello.

Ecco quello che so. Tutto bene nella camminata fino al paesino di Lerca, poi ancora per il sentiero che entra nella valle del rio di Lerca. C’è parecchia vegetazione, il terreno è molto accidentato. E per questo non riesco bene a capire quale sia il Bric Camulà. Vado avanti e dopo due ore e mezza di cammino ininterrotto da Arenzano sono quasi in cima al Monte Rama! Praticamente ho scambiato il Rama per il Camulà, mi do dello stupido per essermi basato sui tempi. Se la guida dice, come dice, che per arrivare alla base del crestone ci vogliono due ore e mezza… per me è legge!

Ma la guida dice anche che alla base c’è un ancoraggio di teleferica… e l’unica teleferica che ho visto è quella che sto vedendo adesso, dove sono ora.

Qualcosa è cambiato… e io sono semplicemente furioso. Vedo il Bric Camulà più basso di me e se penso che devo ancora raggiungerne la base, scoppio di rabbia. Indietro non ci torno, poco fa ho visto un rettile e non mi è piaciuto per nulla. Perciò attraverso il versante est del Monte Rama per un sentiero a picco, con dei ponticiattoli sospesi nel vuoto. E’ tutto in lenta distruzione, i ponti cigolano in modo impressionante sotto il mio peso, la solitudine che mi circonda è ossessiva. Caldo, sete, rabbia.

Il versante nord-orientale del Bric Camulà 818 m. Vi è tracciata la via diretta sul Crestone Giulia, un percorso attrezzato molti anni dopo ciò che sto raccontando
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Finalmente arrivo sul colle tra il Monte Rama e il Bric Camulà, ma il tormento continua. Ora devo scendere nel canale, su una pietraia di massi semoventi, coperta di rovi e spine. Più il caldo aumenta, più mi sento furibondo. Come non bastasse non riesco bene a individuare il Crestone Giulia! Questo è un inferno. Scivolo, perdo l’equilibrio, mi rialzo, cerco di districarmi tra i rovi.

Finalmente vedo un risalto di roccia che potrebbe somigliare a quello del mio itinerario. Preparo il materiale. Perdo venti minuti per districare la corda, tra le peggiori imprecazioni. Poi salgo, ma la scarsa convinzione mi costringe a fermarmi per uno spuntino. Poi tento di salire, ma non riesco. Provo a destra, rischiando di cadere quando mi rimane in mano un appiglio. Poi provo a sinistra: niente da fare. Alle 12.20, disgustato, comincio a scendere, ma per raggiungere il sentiero di sotto è una gran pena e poi sono ossessionato dall’idea delle vipere. Raggiunto il sentiero lo prendo e mi fermo a mangiare solo quando arrivo ai prati.

A casa arrivo alle 16.30: non c’è nessuno, quindi posso nascondere il materiale in tutta comodità.

Il Bric Camulà per un po’ non mi vedrà di sicuro: e con lui le sue pietraie, i rovi, le sue rocce infide e le sue temperature infernali.

Sotto questo torrione si è infranto il mio tentativo solitario…
TentativoCrestoneGiulia-BricCamulà-28.04.1963

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