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Turisti o vuoti a perdere? Il blitz degli albergatori trentini

Turisti o vuoti a perdere?
di Stefano Michelazzi (Guida Alpina iscritto al Collegio delle Guide Alpine del Trentino)

Viaggiamo ormai da un decennio per le strade d’Europa senza passaporto, condividiamo nel bene e nel male le sorti di francesi, tedeschi, inglesi, ecc., paghiamo con la stessa moneta, regoliamo le nostre leggi sulle basi di quelle comunitarie, giusto o sbagliato che sia, perché non esiste comunità che si possa così definire, se non vi sono regole, diritti e doveri, uguali per tutti i membri appartenenti.

Ma nella realtà, siamo davvero cittadini europei che operano per il bene della Comunità?

Turisti-Vuoti-06 escursionisti_sentiero_rifugio_tschierva_chamannaLo scorso 23 ottobre, la Provincia Autonoma di Trento (e con il termine autonoma sembra ormai si approvi più il significato di “al di fuori dello Stato italiano”, piuttosto che “autorizzata a gestire situazioni uniche e caratteristiche”) sigla una legge provinciale, la numero 11, dove all’articolo 48 bis punto 1 e 2 si legge:

I gestori degli esercizi alberghieri ed extra-alberghieri al fine di promuovere e incoraggiare i propri clienti a frequentare, ammirare e meglio apprezzare il patrimonio ambientale e naturalistico locale, possono organizzare percorsi di accompagnamento sul territorio. L’attività di accompagnamento prevista dal comma 1 può essere svolta dai gestori o dai familiari che operano nella struttura ricettiva, esclusivamente per i propri clienti, purché sia garantita una copertura assicurativa per la responsabilità civile verso terzi per lo svolgimento dell’attività. Sono comunque escluse le escursioni che comportano difficoltà richiedenti l’uso di tecniche e materiali alpinistici”.

Ma come…? Non esiste una legge dello Stato italiano che si basa su concertazioni internazionali (LEGGE 2 gennaio 1989, n. 6 – sull'”Ordinamento dell’attività di Guida Alpina”), di valore superiore, che indica chi siano i professionisti autorizzati all’accompagnamento di persone in ambiente montano?

Evidentemente per qualcuno nella Provincia di Trento questo conta poco, non si conosce assolutamente o si evita di conoscere per altri non ben identificati motivi.

Ma procediamo per gradi.
Perché a suo tempo fu ravvisata la necessità di legiferare in merito all’accompagnamento guidato di persone in ambiente montano?

Non ci vuole gran intuito per comprenderlo, e le migliaia di turisti che ogni anno affidano la propria vita alle mani di una Guida Alpina lo sanno molto bene. Ma probabilmente questa conoscenza di tipo più che popolare, sfugge alla cognizione di causa di chi amministra la politica trentina…

Ogni anno e ormai in ogni stagione, le statistiche delle varie stazioni del Soccorso Alpino riportano dati estremamente allarmanti, sempre in aumento, su incidenti di vario tipo e genere che accadono in ambito montano.

Turisti-Vuoti-fotolia-8609704-_1-20120318_113432-34A causa di chi pur di vendere qualche articolo crea un’atmosfera da tragedia attorno a tutto ciò e grazie a chi invece, coscientemente e per amor di verità, mette a conoscenza di questi episodi, è ormai universale una, seppur vaga e spesso errata, concezione dei pericoli che si corrono o possono correre andando per monti.

Il concetto di rischio ne esce piuttosto modificato nelle sue caratteristiche, tanto da creare quasi nell’opinione pubblica una sorta di condanna nei confronti dei frequentatori dell’Alpe senza l’ausilio di una Guida, e su questa posizione di fruizione limitata dell’ambiente montano, che la maggior parte di noi Guide vede non come una forma di business ma come una forma altamente limitante delle libertà umane e di conseguenza alpinistiche, ci stiamo battendo in molti per riuscire a stravolgere culturalmente un modo di pensare assolutamente errato.

Di punto in bianco però, senza preavviso alcuno, tutti i nostri sforzi, e chi tenta di far cultura in qualsiasi ambito sa bene quali difficoltà si incontrino nel tentare di cambiare un’immagine ormai consolidata, arriva la doccia gelata della legge trentina…

Una legge che stravolge il concetto di certezza nell’affidarsi a un professionista e lascia senza alcun parametro di valutazione, visto che il citato “uso di tecniche e materiali alpinistici” non viene definito da alcuna parte.

Viene quindi spontaneo chiedersi:
1) perché mai qualcuno debba essere ancora interessato a seguire i corsi di abilitazione alla professione di Guida Alpina o di Accompagnatore di Media Montagna;

2) perché affidarsi a un professionista, screditato nella sua professione da un Ente pubblico, pagando probabilmente molto meno con figure certamente non professionali ma comunque autorizzate;

3) perché nell’opinione pubblica si va formando un concetto di pericolosità della frequentazione montana, così ampio e a volte catastrofico, se basta gestire un B&B per assicurarne una frequentazione sicura;

4) quali interessi si possono ravvisare nello screditamento di una figura professionale altamente specializzata e con una tradizione ormai consolidata, la quale, amata od odiata rimane comunque “il riferimento” per chi sale le montagne;

5) quali interessi si possono ravvisare nell’agevolare alcune figure piuttosto di altre accreditandone caratteristiche che fino al giorno prima risultavano “abusivismo della professione” e venivano sanzionate in base all’articolo 348 del Codice Penale.

Oltre a queste domande, tra le tante che chiunque potrebbe porsi davanti ad una legge come questa, sorge spontaneo chiedersi:

La prossima riguarderà magari i dentisti? I fabbri meccanici potranno estrarre i denti, trapanare le carie e impiantare protesi a patto che usino strumenti chirurgici?

… e ancora: i turisti che affolleranno nella prossima stagione i monti trentini saranno considerati come visitatori da accogliere con professionalità in modo da vederli tornare a vivere le bellezze di questi monti nelle stagioni a venire, o si potrà considerarli come vuoti a perdere senza alcun valore?

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