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Un giorno tutto questo sarà tuo!

Un giorno tutto questo sarà tuo!
di Stefano Michelazzi

Un giorno tutto questo sarà tuo!, frase piuttosto utilizzata in film e romanzi.
Uno dei tanti, Il Re Leone, film d’animazione, dove il padre indica con queste parole al figlio lo spazio infinito e integro della savana africana.

Bello no? Bella e romantica l’idea di tramandare ai nostri figli qualcosa di unico, di integro, qualcosa che li faccia sentire felici di essere al mondo.

Raccolta rifiuti a 6400 m, al Campo Base Avanzato dell’Everest (versante tibetano). Maggio 2000.
Everest 2000 Levissima, campo base avanzato, rifiuti a 6400 m

Altra ambientazione: un padre italiano cammina lungo una strada forestale col figlio, s’inoltra tra le piante del bosco e risale la collina panoramica che dà modo di spaziare con lo sguardo tra mare e montagna. Giunti al sommo del colle il padre cinge la spalla del figlio ed emozionato dice:

“Vedi bene figliolo? Tutto ciò che ci sta attorno, il mare, le montagne, i boschi in cui abbiamo camminato per giungere fin qui… tutto questo figliolo, un giorno sarà tuo!”

Il figlio lo guarda dritto negli occhi con aria perplessa e chiede: “Ma… papà, diventerò proprietario della discarica rifiuti?”

Il padre rimane sbigottito e chiede il perché di una tale risposta.

– Caro papà! Lungo il sentiero ti sei soffiato il naso e, dopo, il fazzoletto di carta l’hai gettato tra le piante di Erica in fiore; ci siam fermati per fare merenda coi panini che la mamma ha incartato nella pellicola di plastica e alla fine l’hai gettata nel prato; la lattina di aranciata che hai bevuto l’hai schiacciata sotto i piedi con soddisfazione per poi lanciarla tra gli abeti; e mi sa che la bottiglietta d’acqua in P.E.T. farà la stessa fine tra un po’… che mi lasci come eredità, papà? Le acque che scorrono lì nella valle sono inquinate da chi in barba a leggi e regolamenti ci sversa liquami in abbondanza, i fumi delle ciminiere che sbuffano là in fondo ammorbano l’aria, portano il cancro a chi ci vive vicino e anche lontano e nessuno fa niente per rimediare, e nel contempo ho raccolto un sacchetto di immondizie che tu stesso hai lasciato lungo il cammino… No grazie papà! Non è ciò cui ambisco diventare l’erede di questa schifezza!”

Il finale di questo dialogo immaginatelo per conto vostro. Immaginate voi stessi che cosa rispondereste a vostro figlio, perché in grande o in piccolo siamo tutti coinvolti in questa situazione e nessuno di noi può in questo caso, scagliare la prima pietra…

Possiamo però fare qualcosa per rimediare, almeno nel nostro piccolo, alla devastazione che ogni giorno operiamo sia attivamente che passivamente.

Quanto pesa una bottiglia d’acqua, in andata, nello zaino e quanto pesa la stessa dopo averla svuotata?
Risposta elementare, ma quante volte ci siamo imbattuti nei resti delle merende di chi frequenta l’ambiente naturale con fare da Conquistador piuttosto che con lo stile di chi lo ama e quindi lo rispetta?
Mi capita spesso di riempire il mio zaino di questi residui e di altri ancora, di fettucce e cordini tagliati e gettati al volo dalle pareti perché vecchi e da sostituire, ad esempio.
Lavatrici, mobilia varia, vecchi pneumatici e batterie d’automobile cariche di acidi estremamente dannosi, fanno spesso “bella” mostra dove si arriva ad addentrarsi nei boschi col mezzo a motore.

Mi capita spessissimo di caricare lo zaino, già pieno e pesante degli attrezzi della mia professione, con i residui della “civiltà” dei frequentatori delle zone montane. La mia automobile ogni tanto somiglia a un carretto per la spazzatura.

Non sono un ambientalista, anzi, non considero valido un epiteto del genere. Cosa significa ambientalista? Che mentre altri deturpano il nostro pianeta lasciando ai nostri figli un’eredità di devastazione ci sono alcuni che se ne fregano e smerdano un po’ ovunque? Allora non sono io ambientalista ma bastardi (sì, proprio così… BASTARDI) quelli che se ne sbattono dell’ambiente e lo frequentano portandovi le loro miserie da ritardati mentali, perché solo chi non ci arriva con la testa può essere così imbecille da non capire che ci stiamo auto-eliminando ed abbandonare sul sentiero la bottiglietta vuota dell’acqua non è soltanto una piccolezza ma un passo in più verso la rovina!

Ho avuto piacere di scoprire da poco che esiste chi umilmente e senza grandi propagande si ritrova a passare il proprio tempo, che potrebbe utilizzare in altri mille modi più egoistici, ripulendo ciò che rappresenta il marciume umano, magari del vicino di casa che esce sorridendo per la passeggiata nel bosco con amici e famiglia e torna sorridendo dopo aver dato una bella mano alla distruzione dell’eco-sistema.

Allora avrei piacere di farli conoscere questi frequentatori della natura che oltre ad usufruire di ciò che il pianeta ci propone, si fanno carico di correggere le bestialità altrui:
https://www.facebook.com/mounthomeassociation/timeline

Passate a trovarli e magari fate loro compagnia una volta, sono convinto che farà loro un immenso piacere!

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